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Carceri
: AIGA, ddl Alfano necessario ma non sufficiente
di
staff
A conclusione dell’audizione dinanzi alla Commissione Giustizia
della Camera sul ddl Alfano in materia di esecuzione presso
il domicilio della pena detentiva e di sospensione con messa
alla prova, la delegazione dell’AIGA (composta dal presidente
avv. Giuseppe Sileci e dagli avv.ti Francesco Capecci e Fabio
Beconcini) ha stigmatizzato le disumane condizioni nelle quali
vive la popolazione carceraria e l’urgenza di intervenire
sul sovraffollamento delle carceri per prevenire ulteriori
gesti suicidari (22 dall’inizio dell’anno) e per restituire
dignità alle persone in stato di restrizione.
“In questa direzione” ha affermato l’avv. Giuseppe Sileci,
“il ddl Alfano può risultare necessario (sia pure con alcuni
importanti correttivi) ma certamente non è sufficiente. Rimane
irrisolto infatti uno dei principali problemi che da sempre
affligge il sistema penale e penitenziario italiano: queste
misure non avranno effetti per il 44% circa dei detenuti attuali,
poiché costoro sono tutti in attesa di giudizio definitivo”.
“Ma
anche per coloro i quali sarà consentito di beneficiare della
nuova detenzione domiciliare è concreto il rischio che gli
effetti siano molto limitati, perché riguarderanno soprattutto
i recidivi, ossia coloro i quali sono esclusi dall’attuale
detenzione domiciliare” ha aggiunto l’avv. Fabio Beconcini.
“L’istituto della sospensione del procedimento con messa alla
prova, invece, avrà solo effetti indiretti sull’entità della
popolazione carceraria, essendo più evidente l’astratta capacità
della misura a decongestionare le aule dei tribunali: capacità
astratta in quanto l’istituto è previsto soltanto per reati
puniti con pena massima di tre anni, e pertanto – vista l’operatività
nel nostro ordinamento degli sconti di pena già previsti per
i procedimenti speciali – residuale per coloro i quali hanno
già beneficiato della sospensione condizionale della pena”
ha concluso l’avv. Beconcini.
 
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