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19 aprile 2010
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Intercettazioni : Unci chiama i giornalisti alla mobilitazione
di staff

Il diritto di informare dei giornalisti coincide con il diritto di sapere dei cittadini. Il Consiglio Nazionale dell'Unci, riunito a Viareggio il 16, 17 e 18 aprile, sollecita la Fnsi e l'Ordine dei giornalisti a mobilitare l’intera categoria per contrastare l'accelerazione che il Governo intende imprimere al disegno di legge liberticida sulle intercettazioni. In particolare, afferma l'UNCI, "appare inaccettabile la prevista norma che impedirebbe la pubblicazione del contenuto delle intercettazioni nella pausa che intercorre tra la misura cautelare e lo svolgimento del dibattimento, creando così un vuoto temporale incomprensibile e arbitrario".

Il Consiglio nazionale dell'Unci, nel ribadire come con tale normativa si attuerebbe una illegittima censura al diritto di cronaca a danno della pubblica opinione, rinviando sine die la pubblicità di atti già noti alle parti e non più segreti, ricorda che se questa norma fosse stata già vigente, avrebbe impedito ai cittadini di venire a conoscenza di fatti delittuosi gravissimi, ledendo il loro imprescindibile diritto ad essere informati. Solo a titolo di esempio l'Unci ricorda ancora una volta le vicende della Clinica Santa Rita di Milano, le risate di due imprenditori alla notizia del terremoto dell'Aquila, il bacio in fronte del banchiere Fiorani a Fazio, la concussione di un giudice tributario e di un suo consulente per aggiustare una sentenza su controversie fiscali, le tangenti sulla Sanità in Puglia, le torbide vicende del campionato di calc io.

Il CN dell'Unci, nel confermare l'impegno per contrastare comunque l'uso improprio e inaccettabile di intercettazioni nelle quali non si possano rilevare interessi pubblici, rilancia la propria mobilitazione contro quelle parti della legge liberticide e antidemocratiche che il Governo e il ministro Alfano si ostinano a voler promulgare e in ogni caso si impegna fin da ora, se il disegno di legge dovesse essere approvato, a promuovere, d’intesa con le altre istituzioni del giornalismo, un'azione legale nei confronti del Governo italiano presso la Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo.

Condividendo le preoccupazioni di tanti colleghi per i continui tentativi di soffocare la libertà di stampa e di comprimere la critica giornalistica e il diritto/dovere di cronaca, l'UNCI torna a chiedere, come gia' da tempo, la convocazione straordinaria degli Stati generali della categoria, Consiglio nazionale della FNSI e dell’Ordine dei giornalisti, consigli generali di Inpgi e Casagiut, Consulta nazionale dei Comitati di redazione per decidere iniziative a tutto campo a tutela di un’informazione senza più lacci e laccioli. Stati generali "vieppiù necessari nella prospettiva di una più volte annunciata Conferenza nazionale sulla stampa con il Governo e gli editori".

Per l’Unci, il sindacato dei giornalisti "ha il sacrosanto dovere di fare i conti con la crescente voglia di leggi liberticide da parte del sistema dei poteri (il ddl Alfano sulle intercettazioni è solo una di esse) che vorrebbe sbarazzarsi della mediazione giornalistica. Occorre fare i conti con la mutazione genetica della professione stretta fra l’incudine e il martello di un Ordine anacronistico che il Parlamento si deve finalmente decidere a rinnovare, di scuole di accesso inutili e costose (è insabbiato nelle commissioni della Camera un ddl di riforma, peraltro con un percorso di accesso ingombro di discriminazioni e paletti), nonché di precariato sfruttato e di nuove figure di informatori/comunicatori che rivendicano la liberalizzazione della professione".

"La categoria dei giornalisti - sottolinea l'associazione presieduta da Guido Columba deve inoltre - fare i conti con la crisi esistenziale dell’editoria che cerca di salvare capra e cavoli a colpi di licenziamenti e di prepensionamenti, mentre la piccola editoria rischia il tracollo a causa del rincaro delle tariffe postali".

L'associazione dei cronisti sottinea infine che "La crisi economica sta avendo pesantissime ricadute sul mondo dell’editoria, già indebolito dall’assoluta carenza di progettualità strategica da parte delle aziende. Sono già una trentina le società che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali e la Fnsi stima in oltre 700 i colleghi che lasceranno le redazioni a fine 2010. È doveroso quindi il massimo sostegno solidale della categoria - morale, ma anche sostanziale - verso i tanti giornalisti che stanno perdendo il proprio posto di lavoro e in particolare nei confronti di quelli ancora lontani dal pensionamento o costretti a quel precariato collaborativo che viene eufemisticamente definito 'freelance'."

"Il grave rischio per questi colleghi - spiega l'UNCI - è quello di finire in un limbo di scoraggiante isolamento, ritrovandosi estromessi dal ritmo attivo della produzione giornalistica e dunque con sempre meno possibilità di reale reinserimento lavorativo. Per non parlare delle preoccupanti ricadute sul piano psicologico e della socialità. In questo senso un aiuto concreto ed efficace - propongono i cronisti - può venire dalla creazione di postazioni di lavoro giornalistico attrezzate gratuite, da attivare in sintonia con le associazioni stampa territoriali e la collaborazione delle istituzioni (che potrebbero concedere i locali) e delle forze imprenditoriali (Camere di Commercio). Le sale “Free Press” - con accesso e uso regolamentati in modo appropriato - consentirebbero a questi colleghi in difficoltà di poter lavorare nella piena disponibilità di mezzi (telefono, web, agenzie) e permetterebbero di ricreare quel positivo clima di collaborazione collettiva che è proprio dell’ambiente redazionale".

Il Consiglio nazionale UNCI si impegna a promuovere la creazione di postazioni di lavoro attrezzate gratuite ad uso dei colleghi disoccupati e freelance, ricercando a tal fine le necessarie collaborazioni con le associazioni stampa territoriali, le istituzioni e le forze imprenditoriali locali.


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