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Intimidazioni
ad ambientalista : timori e solidarieta'
di
Tamara Gallera
Preoccupazione e solidarieta' a seguito del tentativo di intimidazione
ai danni dell'ambientalista triestino Roberto Giurastante,
dirigente delle associazioni Greenaction Transnational e Alpe
Adria Green, impegnate in azioni contro cartelli degli appalti
e delle discariche abusive, con relative supposte connessioni
mafiose e contro alcune sette delle quali gli ambientalisti
hanno denunciato numerose tracce di riti sul Carso, basandosi
anche su un testimone poi deceduto in circostanze non chiare.
Giurastante
ha trovato sulla soglia di casa una testa di capra mozzata
con le corna troncate e la bocca semi fracassata. Secondo
la vittima, si tratta di una intimidazione nello stile delle
mafie e delle sette. La Digos e i Carabinieri, che hanno prelevato
il reperto, stanno indagando.
Il sindacato dei vigili del fuoco UIL PA VVF ha dichiarato
la propria solidarietà all'attivista e condannato senza riserva
alcuna sia il gesto che i suoi mandanti ed attuatori. Per
Adriano Bevilacqua, coordinatore regionale del sindacato,
"pur senza entrare nel merito di giudizi specifici sull'operato
di Giurastante, risultano innegabili il valore e l'importanza
della sua attività, espressione di quelle pratiche di controllo
costruttivo della vita pubblica da parte di civili o associazioni
che ogni sana democrazia dovrebbe non solo prevedere, ma anzi,
sollecitare. Inoltre, impedire o non favorire la trasparenza
in una situazione come quella presente a Trieste, dove, soprattutto
riguardo la gestione dei grandi impianti industriali e delle
opere di bonifiche, la realtà appare caratterizzata da un
complesso intreccio di interessi economico-politici spesso
in contrasto con gli interessi pubblici, significherebbe promuovere
malgoverno, quando non collusione".
"Non
possiamo e non vogliamo in alcun modo tollerare che questioni
di tale rilevanza siano oggetto di scarsa chiarezza, quando
non dubbia correttezza. - prosegue Bevilacqua - Volendo riferirsi
ad un caso specifico, emblematica risulta la situazione riguardante
il molto discusso progetto di Terminale di Rigassificazione
on-shore di Gas Natural, holding spagnola che, nel 2004 rilevò
la Gasdotti Azienda Siciliana, prima controllata dal mafioso
Vito Ciancimino, e la cui compravendita potrebbe apparire
di sospetta liceità". La UIL PA VVF esorta percio' tutte
le parti politiche a prendere posizione in merito, condannando
il silenzio come sintomo di scarsa tutela della democrazia
italiana.
 
Dossier
mafia e antimafia
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