 |
Lavoro
e diritti : Napolitano rimanda legge alle Camere
di
Mauro W. Giannini
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto
alle Camere una nuova deliberazione sulla Legge che ha avuto
un travagliato iter parlamentare e che modifica alcuni aspetti
normativi relativi ai diritti dei lavoratori, fra cui la disciplina
dell'art. 18, i permessi per l'assistenza ai portatori di
handicap e una ampia riforma del codice di procedura civile
per quanto attiene alle disposizioni in materia di conciliazione
e arbitrato nelle controversie individuali di lavoro.
Per
il presidente, la legge che conferisce "Deleghe al Governo
in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti,
di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali,
di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di
apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro
il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico
e di controversie di lavoro", ha una "configurazione
marcatamente eterogenea",
il che ha impedito di coinvolgere in modo adeguato tutte le
competenti commissioni parlamentari.
In
particolare, il capo dello Stato ha chiesto alle Camere una
nuova deliberazione su alcune disposizioni "che disciplinano
temi di indubbia delicatezza sul piano sociale, attinenti
alla tutela del diritto alla salute e di altri diritti dei
lavoratori: temi sui quali - nell'esercizio del mio mandato
- ho ritenuto di dover richiamare più volte l'attenzione delle
istituzioni, delle parti sociali e dell'opinione pubblica",
ha ricordato Napolitano, spiegando: "Intendo qui riferirmi
specificamente all'articolo 31 che modifica le disposizioni
del codice di procedura civile in materia di conciliazione
ed arbitrato nelle controversie individuali di lavoro e all'articolo
20 relativo alla responsabilità per le infezioni da amianto
subite dal personale che presta la sua opera sul naviglio
di Stato".
Il presidente ha analizzato alcuni aspetti della nuova norma
ritenuti particolarmente problematici, spiegando che "Il
problema che si pone è dunque quello di definire - nelle sedi
dovute e in primo luogo nel Parlamento - in modo puntuale
modalità, tempi e limiti che rendano il ricorso all'arbitrato
- nell'ambito del rapporto di lavoro - coerente con la necessità
di garantire l'effettiva volontarietà della clausola compromissoria
e una adeguata tutela dei diritti più rilevanti del lavoratore
(da quelli costituzionalmente garantiti agli altri che si
ritengano ugualmente non negoziabili). Si tratta cioè di procedere
ad adeguamenti normativi che vanno al di là della questione,
pur rilevante, delle garanzie apprestate nei confronti del
licenziamento dall'art. 18 dello statuto dei lavoratori".
Il
presidente ha inoltre chiesto una riflessione anche su disposizioni
presenti negli articoli 30, 32 e 50 che riguardano gli stessi
giudizi in corso e che, secondo il capo dello Stato, "rischiano,
così come sono formulate, di prestarsi a seri dubbi interpretativi
e a potenziali contenziosi" e infine ha chiesto di rivedere
la parte relativa agli indennizzi per il personale dell'esercito
colpito da malattie conseguenti all'esposizione all'amianto
e che - per effetto della carenza della legge - verrebbe a
trovarsi privo di tutela giuridica sul piano civile. Cio'
per ottenere - ha sottolineato Napolitano - una procedura
da un lato tecnicamente corretta ed efficace, e dall'altro
non esposta a possibili censure di illegittimità costituzionale.
La
lettera del Capo dello Stato ha trovato apertura da parte
dei politici e approvazione da parte delle associazioni di
difesa dei diritti e dei sindacati.
 
Dossier
diritti
|
|