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28 marzo 2010
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DDL lavoro : Giuristi Democratici a Napolitano , si viola la Costituzione
di staff

Roberto Lamacchia, presidente dell'associazione nazionale Giuristi Democratici, ha scritto al Presidente Napolitano sul Ddl 1167/bis, collegato alla Finanziaria sui temi del lavoro approvato dal Parlamento, affermando che esso viola l’articolo 24 della Costituzione e le tutele dei diritti dei lavoratori, pregandolo di voler tener conto, per la firma del provvedimento, di tali considerazioni.

L'avv. Lamacchia, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Giuristi Democratici, si e' detto certo che il Presidente della Repubblica valuterò se firmare il decreto nell'assoluto rispetto dei principi costituzionali ed ha sottolineato al capo dello Stato "alcuni aspetti, che senza dubbio Le saranno già stati evidenziati dagli esperti giuridici che con Lei collaborano, che rendono, a nostro giudizio, palesi le violazioni della Carta Costituzionale contenute nel disegno di legge approvato dal Parlamento. Ci riferiamo, innanzitutto, alla violazione dell'art. 24 Cost. rappresentata dall'introduzione del c.d. arbitrato preventivo, di fatto non rifiutabile dal lavoratore che aspiri all’assunzione, che, attraverso l'introduzione di clausole compromissorie, priverebbe il cittadino lavoratore del suo diritto di rivolgersi al suo Giudice per la tutela dei suoi diritti; valenti giuslavoristi e costituzionalisti si sono già pronunciati sul punto, ravvisando nella norma un'evidente violazione dell'art. 24 Cost."

A giudizio dei Giuristi democratici, "Pare, altresì, violato il principio di ragionevolezza, immanente a tutto il sistema costituzionale, nel momento in cui si consente agevolmente al datore di lavoro di pervenire alla declaratoria di decadenza dal diritto del lavoratore licenziato oralmente, tramite la semplice retrodatazione del licenziamento stesso. La semplice scelta dell'arbitrato in materia di lavoro, che appare fondata su una presunta parità delle parti, costituisce una palese violazione del principio del favor lavoratoris, emergente dalla Costituzione che considera il lavoro il diritto fondante della nostra Repubblica; già la Corte Costituzionale aveva avuto modo di chiarire come l'arbitrato fosse un utile strumento di risoluzione delle controversie, ad esempio in materia commerciale, ma non in materia di lavoro, in cui manca l'uguaglianza tra le parti."


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