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DDL
lavoro : Giuristi Democratici a Napolitano , si viola la Costituzione
di
staff
Roberto Lamacchia, presidente dell'associazione nazionale
Giuristi Democratici, ha scritto al Presidente Napolitano
sul Ddl 1167/bis, collegato alla Finanziaria sui temi del
lavoro approvato dal Parlamento, affermando che esso viola
l’articolo 24 della Costituzione e le tutele dei diritti dei
lavoratori, pregandolo di voler tener conto, per la firma
del provvedimento, di tali considerazioni.
L'avv. Lamacchia, Presidente dell’Associazione Nazionale dei
Giuristi Democratici, si e' detto certo che il Presidente
della Repubblica valuterò se firmare il decreto nell'assoluto
rispetto dei principi costituzionali ed ha sottolineato al
capo dello Stato "alcuni aspetti, che senza dubbio Le
saranno già stati evidenziati dagli esperti giuridici che
con Lei collaborano, che rendono, a nostro giudizio, palesi
le violazioni della Carta Costituzionale contenute nel disegno
di legge approvato dal Parlamento. Ci riferiamo, innanzitutto,
alla violazione dell'art. 24 Cost. rappresentata dall'introduzione
del c.d. arbitrato preventivo, di fatto non rifiutabile dal
lavoratore che aspiri all’assunzione, che, attraverso l'introduzione
di clausole compromissorie, priverebbe il cittadino lavoratore
del suo diritto di rivolgersi al suo Giudice per la tutela
dei suoi diritti; valenti giuslavoristi e costituzionalisti
si sono già pronunciati sul punto, ravvisando nella norma
un'evidente violazione dell'art. 24 Cost."
A
giudizio dei Giuristi democratici, "Pare, altresì, violato
il principio di ragionevolezza, immanente a tutto il sistema
costituzionale, nel momento in cui si consente agevolmente
al datore di lavoro di pervenire alla declaratoria di decadenza
dal diritto del lavoratore licenziato oralmente, tramite la
semplice retrodatazione del licenziamento stesso. La semplice
scelta dell'arbitrato in materia di lavoro, che appare fondata
su una presunta parità delle parti, costituisce una palese
violazione del principio del favor lavoratoris, emergente
dalla Costituzione che considera il lavoro il diritto fondante
della nostra Repubblica; già la Corte Costituzionale aveva
avuto modo di chiarire come l'arbitrato fosse un utile strumento
di risoluzione delle controversie, ad esempio in materia commerciale,
ma non in materia di lavoro, in cui manca l'uguaglianza tra
le parti."
 
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