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25 marzo 2010
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Carcere : UCPI e SAPPE su sovraffollamento
di Mauro W. Giannini

Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno nel primo semestre dell’anno 2009, il numero dei reati è calato rispetto all’anno precedente del 6% mentre il numero degli arresti aumenta del 5%, confermando la tendenza in atto negli ultimi anni. Da ciò si deduce che nel paese non c’è allarme criminalità e l’attività di contrasto delle Forze di Polizia consente il controllo del territorio e la significativa diminuzione del numero dei reati. Cresce invece il numero dei detenuti nelle carceri italiane di 800 unità al mese. Sono oltre 67.000 i detenuti ristretti, di cui circa 25.000 sono stranieri.

"Come conseguenza del sovraffollamento - denuncia l'Unione Camere Penali Italiane - cresce anche il numero dei suicidi, segnale drammatico delle condizioni di disagio fisico e psichico in cui vivono i detenuti". "L’UCPI ha più volte ribadito, anche negli ultimi mesi, la necessità di predisporre iniziative legislative idonee a tutelare i diritti dei detenuti nelle carceri italiane e a contenere il sovraffollamento. Sono assolutamente necessari provvedimenti che prevedano l’uso della misura cautelare carceraria quale extrema ratio e il ripristino delle misure alternative alla detenzione", ha sottolineato il Responsabile dell’Osservatorio Carcere UCPI, avv. Roberto D’Errico, aggiungendo che l'associazione dei penalisti "non è contraria alla creazione di nuovi posti nelle carceri così come è favorevole alla assunzione di nuovi agenti della polizia penitenziaria, però tale percorso è insufficiente e non è in grado di rimuovere le cause del sovraffollamento".

Pur apprezzando la proposta del Ministro Alfano indicata nella bozza del disegno di legge "quale segno di un’inversione di tendenza nella politica legislativa del governo in materia penitenziaria", nel concreto la giudica "insufficiente sia in relazione alle preclusioni soggettive ed oggettive in essa previste così come nei limiti temporali fissati. Occorre, però, fare presto, accelerando l’iter legislativo e lavorando altresì nella direzione di ulteriormente migliorare anche con altre proposte il percorso intrapreso". L’UCPI invita pertanto il Governo, il Parlamento e le Forze politiche ad intervenire urgentemente sul carcere, a tutela dei diritti dei detenuti, manifestando piena disponibilità per contribuire a combattere il drammatico fenomeno del sovraffollamento.

Approvazione per tale posizione e' stata espressa dal segretario del Sindacato autonomo penitenziario Sappe, Donato Capece, sottolineando che "oggi le celle italiane contano 67.178 presenze (42.197 gli italiani, 24.981 gli stranieri) a fronte di una ricettivita' regolamentare pari a circa 43mila posti". Anche per questo nei giorni scorsi il sindacato ha sollecitato il Ministero della Giustizia e il DAP affinche' il Piano carceri del Governo trovi una prima urgente applicazione nelle parti in cui si prevedono interventi normativi che permettano l'assunzione di 2mila Agenti di Polizia Penitenziaria e l'introduzione della possibilita' di detenzione domiciliare per chi deve scontare solo un anno di pena residua e di messa alla prova delle persone imputabili per reati fino a tre anni, che potranno cosi' svolgere lavori di pubblica utilita'".

Il SAPPE si augura "una svolta bipartisan di Governo e Parlamento per una nuova politica della pena, necessaria e non piu' differibile, che ripensi organicamente il carcere e l'Istituzione penitenziaria, anche alla luce della sostanziale inefficacia degli effetti dell'indulto, per varare una legislazione penitenziaria che preveda un maggiore ricorso alla misure alternative alla detenzione, delineando per la Polizia Penitenziaria - aggiunge - un nuovo impiego ed un futuro operativo, al di la' delle mura del carcere, parallelamente all'affermarsi del suo ruolo quale quello di vera e propria polizia dell'esecuzione penale.' Capece si augura che "la classe governativa e politica non ripetano gli errori del passato quando, approvato l'indulto, non 'ripensarono', allora, il carcere adottando rimedi di fondo al sistema penitenziario, chiesti autorevolmente piu' volte anche dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano"..


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Dossier giustizia

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