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Bielorussia
libera : lo chiedono giovani di tutto il mondo
di
Gabriella Mira Marq
La notte del 18 marzo 2010, numerose associazioni del mondo,
hanno protestato contro ultima dittatura in piedi in l'Europa,
in occasione del quarto anniversario delle contestate elezioni
presidenziali in Bielorussia.
Si
tratta della quinta volta consecutiva che si tiene la manifestazione
"Azione Bielorussia libera" e questa volta essa ha coinvolto
125 citta' in quattro continenti, comprese citta' di quasi
tutti i paesi europei, Bielorussia compresa. In particolare,
l'associazione dei "Giovani federalisti europei",
presente in numerose citta', ha imbavagliato statue per le
vie per significare "si dia al popolo della Bielorussia una
voce" e in segno di protesta contro la dittatura di Lukashenko,
che, sottolineano i promotori dell'iniziativa, "ha lasciato
10 milioni di cittadini bielorussi senza i diritti fondamentali
dell'uomo, compreso il diritto alla liberta' di parola".
Lo
scopo dell'azione "Bielorussia libera" e' ottenere un Paese
libero dalla pena di morte, rispettoso dei diritti umani,
con la liberta' di parola per tutti i suoi cittadini, liberta'
per la stampa e le ONG e un processo con liberta' di eleggere
la propria leadership in elezioni veramente democratiche.
"Solo allora potremo parlare di un'Europa unita, forte e giusta",
ha detto il presidente dei Giovani Federalisti europei Philippe
Adriaenssens, che ha fatto una tiratina d'orecchie pure all'Unione
europea, che dovrebbe avere "una chiara politica estera, non
un chiudere un occhio su violazioni dei diritti umani che
accadono a pochi passi".
"Le azioni parlano piu' delle parole", ha aggiunto la coordinatrice
dell'azione Bielorussia Libera Elisabeth Velle, "ma ogni anno
ci auguriamo sia l'ultima volta che dobbiamo organizzare questa
azione.'' Ma condannare un regime non è sufficiente: "L'Unione
europea dovrebbe fare tutto quanto in suo potere per sostenere
la societa' civile, entro i confini della Bielorussia, assicurarsi
che le prossime elezioni generali siano sotto piena osservazione
di osservatori elettorali e garantire la liberta' di stampa
e di opinione politica. - continua Velle - Inoltre, e' giunto
il momento che la sospensione delle sanzioni a Lukashenko
e ai suoi funzionari siano revocate".
Insomma,
"L'Europa deve lanciare il messaggio che i suoi valori
fondamentali non le permettono tollerare in silenzio violazioni
dei diritti umani e che in nessun modo sostiene la dittatura
bielorussa". Per questo gli
organizzatori della manifestazione esortano la Commissione
europea, il Vicepresidente e l'Alto rappresentante per gli
affari esteri e la politica di sicurezza Catherine Ashton
a promuovere una maggiore cooperazione tra gli Stati membri
e le istituzioni europee, e che l'Europa aiuti il popolo della
Bielorussia ad uscire dalla morsa dittatoriale.
 
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