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13 marzo 2010
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RAI intercettazioni : reazioni indignate da FNSI e ASR
di Mauro W. Giannini

Indignate le reazioni di importanti esponenti delle associazioni della stampa alle rivelazioni de "Il Fatto Quotidiano", che ha riportato la trascrizione di intercettazioni (che sarebbero emerse nel corso di un'inchiesta di tutt'altra natura a Trani) secondo cui il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe cercato di fare pressioni telefoniche sul direttore del TG1 Augusto Minzolini e su un Commissario dell'Agcom, citando trasmissioni come Annozero non di suo gradimento.

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Franco Siddi ha dichiarato: "I dialoghi riportati oggi dal Fatto quotidiano richiamano i peggiori scenari di ‘dittatura dolce’ evocati da alcuni osservatori. Si faccia subito chiarezza e si sgombri il campo da inquietanti ombre. Se tutto è inesistente, non ci sarà problema; in caso contrario si cambi registro e si assicurino azioni idonee per la credibilità di funzioni e di attribuzioni di garanzia. Se confermate le interferenze e le pressioni (con relativo ascolto) su un consigliere di un'Autorità di Garanzia, come quella delle Comunicazioni, per cancellare programmi non graditi e gli interventi sul direttore del Tg1, per orientare informazioni altrimenti sgradite dal presidente del Consiglio, significa che si e' passata la soglia della tollerabilità. Non si può considerare normale quanto sta accadendo giacché ci sembra tanto lontano dall'esercizio del potere nel rispetto delle attribuzioni distinte a diversi poteri e a specifiche funzioni; condizione essenziale di normalità democratica".

Secondo il segretario nazionale del sindacato giornalisti, "Si pongono, infatti, motivi di allarme ed interrogativi di compatibilità che investono poteri e funzioni del servizio pubblico radiotelevisivo, dell'Ordinamento professione e che chiamano in causa l'autorità per le Garanzie delle comunicazioni. Chi può e deve, non può non esigere trasparenza e richiedere atti che assicurino credibilità a funzioni ed istituzioni di garanzia, che parrebbero intaccate da interferenze inaccettabili. Va fatta subito luce su eventuali comportamenti fuori, o oltre, la norma e la buona fede. Servono trasparenza e rassicurazioni tali che il sistema delle autonomie professionali e funzionali possano essere in grado di dissipare ombre pesanti e cedimenti impropri".

"Anche concedendo il massimo beneficio del dubbio al direttore del Tg1 Minzolini, a cui nessuno ovviamente può impedire di avere idee simili a quelle del presidente del Consiglio - ha concluso Siddi - va fermamente ricordato che, come tutti i giornalisti, egli ha il dovere professionale e morale di lealtà e di correttezza verso il pubblico. Qui l'impressione è che stiano saltando tutti gli equilibri e che si sia scavalcato pericolosamente il confine che definisce l'esercizio dei poteri e delle attribuzioni. L'aderenza alla Costituzione e, per quanto più da vicino ci riguarda, ai principi di un giornalismo etico, pulito, autonomo, credibile, è imprescindibile per evitare il precipizio verso derive devastanti".

Duro anche il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Roberto Natale, che ha dichiarato: "Le scandalose intercettazioni di cui oggi parla il Fatto dicono che deve essere massimo il grado di allarme per il tentativo di stravolgere il ruolo dell'informazione e le funzioni di garanzia. Al vertice Rai, che a maggioranza ha vergognosamente deciso di assecondare almeno per un mese le smanie censorie del Presidente del Consiglio, chiediamo un soprassalto di dignità: ripristinando nei palinsesti gli approfondimenti politici e trattando il direttore del Tg1 come merita chi ha confuso il servizio pubblico col servilismo".

"Ma questa vicenda chiama in causa pesantemente anche l'Agcom - ha affermato Natale - se l'Autorità vuole essere credibile nel suo ruolo di arbitro, non può rimanere ancora una volta privo di conseguenze e di sanzioni il comportamento del commissario Innocenzi, che già ai tempi della vicenda Saccà si era comportato da fazioso portaordini del Presidente Berlusconi. L'Agcom ha un delicato ruolo anche riguardo ai programmi di informazione: ma se un commissario può impunemente confondere i ruoli, ogni richiamo dell'Agcom potrà d'ora in poi essere considerato dai giornalisti totalmente privo di autorevolezza". (L'Agcom ha negato condizionamenti, ndr).

Per il segretario dell'Associazione stampa romana, Paolo Butturini, "Il quadro che esce dai resoconti del quotidiano diretto da Antonio Padellaro è a dir poco sconcertante. Il conflitto di interessi si svela in tutta la sua portata di vera stortura democratica, di macigno sulla strada di un’informazione libera e pluralista. Lascio a chi di dovere, Ordini Regionali e Nazionale, trarre le dovute conseguenze sui provvedimenti nei confronti di colleghi che si siano piegati ai voleri del 'presidentissimo' tradendo la causa della professione".

"Posso soltanto chiedere, insieme al gran numero di personalità che in queste ore lo stanno facendo, che chi ha confuso controllori e controllati, chi ha gettato discredito sulle istituzioni già precarie di questo Paese, abbia il buon gusto di defilarsi definitivamente. - ha commentato Butturini - L’Associazione Stampa Romana da parte sua, resta in prima linea nella difesa del dovere di cronaca, del diritto dei cittadini a essere correttamente informati e sta preparando una serie di iniziative da proporre alle forze politiche e sociali di ogni orientamento che si riconoscano nell’articolo 21 della Costituzione".

Fra gli organismi della stampa romana cui il direttore del telegiornale RAI e' iscritto, gia' l'Ordine dei giornalisti del Lazio aveva stigmatizzato il TG di Minzolini per la presentazione scorretta della notizia riguardante la conclusione del processo Mills.


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