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RAI
intercettazioni : reazioni indignate da FNSI e ASR
di
Mauro W. Giannini
Indignate le reazioni di importanti esponenti delle associazioni
della stampa alle rivelazioni de "Il Fatto Quotidiano", che
ha riportato la trascrizione di intercettazioni (che sarebbero
emerse nel corso di un'inchiesta di tutt'altra natura a Trani)
secondo cui il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,
avrebbe cercato di fare pressioni telefoniche sul direttore
del TG1 Augusto Minzolini e su un Commissario dell'Agcom,
citando trasmissioni come Annozero non di suo gradimento.
Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa
Italiana Franco Siddi ha dichiarato: "I dialoghi riportati
oggi dal Fatto quotidiano richiamano i peggiori scenari di
‘dittatura dolce’ evocati da alcuni osservatori. Si faccia
subito chiarezza e si sgombri il campo da inquietanti ombre.
Se tutto è inesistente, non ci sarà problema; in caso contrario
si cambi registro e si assicurino azioni idonee per la credibilità
di funzioni e di attribuzioni di garanzia. Se confermate le
interferenze e le pressioni (con relativo ascolto) su un consigliere
di un'Autorità di Garanzia, come quella delle Comunicazioni,
per cancellare programmi non graditi e gli interventi sul
direttore del Tg1, per orientare informazioni altrimenti sgradite
dal presidente del Consiglio, significa che si e' passata
la soglia della tollerabilità. Non si può considerare normale
quanto sta accadendo giacché ci sembra tanto lontano dall'esercizio
del potere nel rispetto delle attribuzioni distinte a diversi
poteri e a specifiche funzioni; condizione essenziale di normalità
democratica".
Secondo
il segretario nazionale del sindacato giornalisti, "Si pongono,
infatti, motivi di allarme ed interrogativi di compatibilità
che investono poteri e funzioni del servizio pubblico radiotelevisivo,
dell'Ordinamento professione e che chiamano in causa l'autorità
per le Garanzie delle comunicazioni. Chi può e deve, non può
non esigere trasparenza e richiedere atti che assicurino credibilità
a funzioni ed istituzioni di garanzia, che parrebbero intaccate
da interferenze inaccettabili. Va fatta subito luce su eventuali
comportamenti fuori, o oltre, la norma e la buona fede. Servono
trasparenza e rassicurazioni tali che il sistema delle autonomie
professionali e funzionali possano essere in grado di dissipare
ombre pesanti e cedimenti impropri".
"Anche
concedendo il massimo beneficio del dubbio al direttore del
Tg1 Minzolini, a cui nessuno ovviamente può impedire di avere
idee simili a quelle del presidente del Consiglio - ha concluso
Siddi - va fermamente ricordato che, come tutti i giornalisti,
egli ha il dovere professionale e morale di lealtà e di correttezza
verso il pubblico. Qui l'impressione è che stiano saltando
tutti gli equilibri e che si sia scavalcato pericolosamente
il confine che definisce l'esercizio dei poteri e delle attribuzioni.
L'aderenza alla Costituzione e, per quanto più da vicino ci
riguarda, ai principi di un giornalismo etico, pulito, autonomo,
credibile, è imprescindibile per evitare il precipizio verso
derive devastanti".
Duro anche il Presidente della Federazione Nazionale della
Stampa, Roberto Natale, che ha dichiarato: "Le scandalose
intercettazioni di cui oggi parla il Fatto dicono che deve
essere massimo il grado di allarme per il tentativo di stravolgere
il ruolo dell'informazione e le funzioni di garanzia. Al vertice
Rai, che a maggioranza ha vergognosamente deciso di assecondare
almeno per un mese le smanie censorie del Presidente del Consiglio,
chiediamo un soprassalto di dignità: ripristinando nei palinsesti
gli approfondimenti politici e trattando il direttore del
Tg1 come merita chi ha confuso il servizio pubblico col servilismo".
"Ma
questa vicenda chiama in causa pesantemente anche l'Agcom
- ha affermato Natale - se l'Autorità vuole essere credibile
nel suo ruolo di arbitro, non può rimanere ancora una volta
privo di conseguenze e di sanzioni il comportamento del commissario
Innocenzi, che già ai tempi della vicenda Saccà si era comportato
da fazioso portaordini del Presidente Berlusconi. L'Agcom
ha un delicato ruolo anche riguardo ai programmi di informazione:
ma se un commissario può impunemente confondere i ruoli, ogni
richiamo dell'Agcom potrà d'ora in poi essere considerato
dai giornalisti totalmente privo di autorevolezza". (L'Agcom
ha negato condizionamenti, ndr).
Per
il segretario dell'Associazione stampa romana, Paolo Butturini,
"Il quadro che esce dai resoconti del quotidiano diretto da
Antonio Padellaro è a dir poco sconcertante. Il conflitto
di interessi si svela in tutta la sua portata di vera stortura
democratica, di macigno sulla strada di un’informazione libera
e pluralista. Lascio a chi di dovere, Ordini Regionali e Nazionale,
trarre le dovute conseguenze sui provvedimenti nei confronti
di colleghi che si siano piegati ai voleri del 'presidentissimo'
tradendo la causa della professione".
"Posso
soltanto chiedere, insieme al gran numero di personalità che
in queste ore lo stanno facendo, che chi ha confuso controllori
e controllati, chi ha gettato discredito sulle istituzioni
già precarie di questo Paese, abbia il buon gusto di defilarsi
definitivamente. - ha commentato Butturini - L’Associazione
Stampa Romana da parte sua, resta in prima linea nella difesa
del dovere di cronaca, del diritto dei cittadini a essere
correttamente informati e sta preparando una serie di iniziative
da proporre alle forze politiche e sociali di ogni orientamento
che si riconoscano nell’articolo 21 della Costituzione".
Fra gli organismi della stampa romana cui il direttore del
telegiornale RAI e' iscritto, gia' l'Ordine dei giornalisti
del Lazio aveva stigmatizzato
il TG di Minzolini per la presentazione scorretta della notizia
riguardante la conclusione del processo Mills.
 
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