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13 marzo 2010
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Blocco talk show : TAR sospende regolamento Agcom
di Tamara Gallera

Il TAR del Lazio e' intervenuto d’urgenza sospendendo - su istanza di Sky e Telecom Media il provvedimento dell'Agcom con cui veniva esteso ai media privati il regolamento sulla Par Condicio predisposto per la Rai dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza. Piu' tardi, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha annullato le disposizioni in questione dandone comunicazione alla Commissione parlamentare di vigilanza e invitando il Consiglio di amministrazione della Rai a riconsiderare le decisioni assunte in materia.

"Il buon senso alla fine prevale", hanno commentato il presidente e il segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca e Enzo Iacopino, commentando la decisione del Tar del Lazio che a loro giudizio "restituisce ai cittadini il diritto di sapere per una scelta consapevole in occasione delle elezioni regionali e mette i giornalisti in condizione di onorare il loro dovere di informare". I vertici dell'Ordine affermano che "si stava assistendo a qualcosa di surreale. Una campagna elettorale fatta solo con slogan pubblicitari, ma senza alcuna possibilità di analizzare le singole posizioni. Ora l’auspicio è che i programmi di approfondimento sulle reti pubbliche e private vengano rapidamente organizzati in modo da garantire la possibilità per gli elettori di acquisire informazioni importanti per le loro delicate scelte".

Soddisfatto della decisione del TAR il segretario della FNSI, Franco Siddi, secondo cui e' stato sanato uno squilibrio, perche' "le trasmissioni di approfondimento di La7 e Sky - ma diremo anche quelle delle tv private - non possono essere assoggettate a vincoli che ne determinino soppressione o divieto di trattare temi a contenuto politico o per la presenza di personaggi politici in campagna elettorale. Ma subito, di squilibrio se ne apre un altro " nota Siddi, "Se, infatti, il provvedimento dell’AgCom - dopo le delibere della Vigilanza e del Cda Rai (maggioranza) - aveva, nei fatti, messo sullo stesso piano, con medesimi condizionamenti, il servizio pubblico e le tv private, ora è la Rai a sopportare tutto intero questo inaudito sbilanciamento. Era già noto, ma ora è chiarissimo, quanto siano state inappropriate la delibera della Vigilanza e la successiva, improvvida, interpretazione del Cda Rai".

Per il segretario FNSI, "Continuare a tenere spente adesso le trasmissioni di approfondimento del servizio pubblico è palesemente fuori luogo. Occorre prendere atto rapidamente dell’ asimmetria tra servizio pubblico e sistema televisivo privato ed è urgentissimo risolvere il problema all’origine. La Vigilanza dovrebbe tornare, quindi, sui suoi passi ma soprattutto gli amministratori della Rai (a cominciare da chi, a maggioranza, ha votato per sospendere le trasmissioni) ora non possono accampare alibi e debbono avere il coraggio di rivedere quella scelta oscurantista ritornando ai valori della missione attribuita al servizio pubblico: specialmente quelli della completezza, dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione. Che nessun atto di indirizzo politico può sopprimere. La sentenza del Tar, dunque, ci conforta - conclude Siddi - giacché sembra riconoscere, nei fatti, l’azione permanente che il Sindacato dei giornalisti sta attuando, assieme a tantissime associazioni della società civile, in questi difficili momenti per la libertà di stampa nel nostro Paese".

Secondo il segretario dell'Associazione Stampa Romana, Stefano Butturini, "il Tribunale Amministrativo non fa che riconoscere l’ovvio diritto delle emittenti che hanno fatto ricorso, Sky e La7, a fare informazione in periodo elettorale, cosa che di per se dovrebbe costituire una ragione in più per l’esercizio del diritto dei cittadini a essere informati. Soltanto i dirigenti Rai sembrano essere insensibili all’idea che l’elettorato possa formarsi un’opinione liberamente, magari offrendo loro un maggiore e variegato numero di trasmissioni informative, non certo sospendendo quelle poche che ancora resistono nel palinsesto della Tv pubblica".

In seguito alla sospensione disposta dal TAR delle disposizioni che - in conformità al regolamento della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai - equiparavano i programmi di informazione a quelli d’informazione politica per le emittenti televisive private, la Commissione Servizi e Prodotti (CSP) dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha annullato le disposizioni in questione dandone comunicazione alla Commissione parlamentare di vigilanza per le valutazioni di sua competenza, in considerazione che i principi che regolano l’informazione e la comunicazione politica nel periodo elettorale sono comuni alla concessionaria pubblica e alle televisioni private e che fino ad oggi sono state omogenee le due distinte discipline regolamentari di applicazione. Per conseguenza, la CSP ha invitato il Consiglio di amministrazione della Rai a riconsiderare le decisioni da esso assunte in materia alla luce della lettura, data dal TAR, dell’art. 2 della legge n. 28/2000 e delle sentenze della Corte Costituzionale.

In precedenza la Commissione Servizi e prodotti dell’Agcom aveva esaminato i dati del monitoraggio sul pluralismo politico relativi alla campagna elettorale in corso (11 febbraio – 6 marzo) e, pur considerando la situazione di incertezza determinatasi nella presentazione delle liste elettorali, ha rilevato un certo squilibrio dell’informazione sui telegiornali. Pertanto l'Autorita' ha quindi deciso di richiamare tutte le emittenti al rispetto dei principi di completezza, correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento di tute le liste concorrenti, "principi ai quali l’informazione deve attenersi con particolare rigore nei periodi elettorali".


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