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CSM
: democrazia non a rischio ma magistrati vanno tutelati
di
staff
In apertura dei lavori dell’Assemblea pomeridiana del 10 marzo
del Consiglio Superiore della Magistratura, il vicepresidente
Nicola Mancino ha letto una dichiarazione sulle rcenti polemiche
inerenti gli attacchi ai magistrati.
"Nel
documento approvato all’unanimità dalla Prima Commissione
del Consiglio Superiore della Magistratura, non è presente
l’espressione secondo cui la democrazia è ‘a rischio’ a causa
delle polemiche del Presidente del Consiglio nei confronti
della magistratura", ha affermato Mancino, spiegando
che "La frase è contenuta in un titolo di agenzia, che
dovrebbe rispondere di questa ‘volontaria inesattezza’, titolo
poi ripreso dalla maggioranza dei quotidiani di oggi".
Il
documento della Prima Commissione sostiene invece "che
è a rischio ‘l’equilibrio stesso tra poteri e ordini dello
Stato sul quale è fondato l’ordinamento democratico di questo
Paese’. E’ cosa ben diversa" nota il vicepresidente dell'organismo
di autogoverno della magistratura.
"Poiché
il ricorso alla guerriglia è una pratica assurda ma pagante,
mettere in difficoltà una istituzione risponde solo alle esigenze
dei tempi difficili che ci tocca vivere. - nota il presidente
del CSM - Nessuno può dimenticare che i magistrati sono stati
definiti, fra l’altro, ‘talebani’, ‘comunisti’, ‘peggio di
Tartaglia’ etc. E la pratica a tutela aperta dal mese di settembre
dello scorso anno doveva pure avere una sua conclusione. Il
CSM sarebbe ben lieto di non dovere aprire più pratiche a
tutela, ma se queste, istruite per essere inserite all’ordine
del giorno dell’Assemblea plenaria, incrociano le difficoltà
dei giorni che stiamo vivendo, si cerchino altrove i veri
responsabili. - ha concluso Mancino - Non è certamente fra
costoro il Presidente della Repubblica che, quando ha autorizzato
l’inserimento della pratica all’ordine del giorno della seduta
odierna, ignorava che sulle liste regionali si sarebbe poi
aperta un'aspra polemica politica".
 
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