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08 marzo 2010
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ANM su magistrati in politica e questione morale
di Mauro W. Giannini

Limiti ai magistrati in politica, ma si eviti di chiudere del tutto questa possibilita'. E' quanto chiede al Parlamento l'Associazione nazionale magistrati.

Il Comitato Direttivo Centrale dell'ANM, nella riunione di sabato scorso ha rilevato come recenti episodi abbiano riproposto all'attenzione dell'opinione pubblica il tema della partecipazione dei magistrati alla vita politica e notato che "sarebbe un errore rinunciare alla presenza di magistrati nelle istituzioni rappresentative, in particolare nelle assemblee legislative". Allo stesso tempo, tuttavia, l'ANM ritiene necessario fissare regole rigorose finalizzate ad evitare "commistioni improprie tra la funzione giudiziaria e l'impegno politico".

In particolare, l'Asociazione magistrati ritiene non opportuno che un magistrato possa partecipare alle elezioni ovvero possa assumere incarichi di governo in amministrazioni locali in luoghi nei quali ha esercitato la funzione. Il Comitato direttivo centrale dell'Anm chiede quindi al Parlamento un intervento legislativo che adegui la legge elettorale per le amministrative a quella per il parlamento nazionale, introducendo un divieto per i magistrati di partecipare alle elezioni ovvero di assumere incarichi di governo nelle amministrazioni locali nei luoghi dove hanno precedentemente esercitato la funzione giudiziaria.

Quanto alla questione morale in magistratura, il Cdc nota che "Le recenti cronache giudiziarie hanno fatto emergere la preoccupante diffusione di fenomeni di corruzione della vita pubblica e hanno visto il coinvolgimento in indagini anche di magistrati". L'ANM ribadisce che la magistratura e' un corpo sano capace di trovare al proprio interno gli anticorpi necessari ad individuare ed isolare i comportamenti dei singoli contrari alla legge.

Cio' nonostante la magistratura "ha il dovere nei confronti dei cittadini di guardare con rigore ed intransigenza al proprio interno fissando regole di condotta e di comportamento che assicurino la piena trasparenza dell'operare dei magistrati". Il Comitato direttivo centrale ha quindi deliberato di convocare a breve una riunione del Cdc per un dibattito approfondito su questo tema e di istituire una commissione di studio per la individuazione di modifiche al codice deontologico e allo statuto dell'Anm che fissino regole rigorose sui temi della questione morale e del rapporto tra magistratura e politica.


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Dossier giustizia

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