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ANM
su magistrati in politica e questione morale
di
Mauro W. Giannini
Limiti
ai magistrati in politica, ma si eviti di chiudere del tutto
questa possibilita'. E' quanto chiede al Parlamento l'Associazione
nazionale magistrati.
Il
Comitato Direttivo Centrale dell'ANM, nella riunione di sabato
scorso ha rilevato come recenti episodi abbiano riproposto
all'attenzione dell'opinione pubblica il tema della partecipazione
dei magistrati alla vita politica e notato che "sarebbe
un errore rinunciare alla presenza di magistrati nelle istituzioni
rappresentative, in particolare nelle assemblee legislative".
Allo stesso tempo, tuttavia, l'ANM ritiene necessario fissare
regole rigorose finalizzate ad evitare "commistioni improprie
tra la funzione giudiziaria e l'impegno politico".
In
particolare, l'Asociazione magistrati ritiene non opportuno
che un magistrato possa partecipare alle elezioni ovvero possa
assumere incarichi di governo in amministrazioni locali in
luoghi nei quali ha esercitato la funzione. Il Comitato direttivo
centrale dell'Anm chiede quindi al Parlamento un intervento
legislativo che adegui la legge elettorale per le amministrative
a quella per il parlamento nazionale, introducendo un divieto
per i magistrati di partecipare alle elezioni ovvero di assumere
incarichi di governo nelle amministrazioni locali nei luoghi
dove hanno precedentemente esercitato la funzione giudiziaria.
Quanto
alla questione morale in magistratura, il Cdc nota che "Le
recenti cronache giudiziarie hanno fatto emergere la preoccupante
diffusione di fenomeni di corruzione della vita pubblica e
hanno visto il coinvolgimento in indagini anche di magistrati".
L'ANM ribadisce che la magistratura e' un corpo sano capace
di trovare al proprio interno gli anticorpi necessari ad individuare
ed isolare i comportamenti dei singoli contrari alla legge.
Cio'
nonostante la magistratura "ha il dovere nei confronti
dei cittadini di guardare con rigore ed intransigenza al proprio
interno fissando regole di condotta e di comportamento che
assicurino la piena trasparenza dell'operare dei magistrati".
Il Comitato direttivo centrale ha quindi deliberato di convocare
a breve una riunione del Cdc per un dibattito approfondito
su questo tema e di istituire una commissione di studio per
la individuazione di modifiche al codice deontologico e allo
statuto dell'Anm che fissino regole rigorose sui temi della
questione morale e del rapporto tra magistratura e politica.
 
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