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Avvocati
su conciliazione e riforma forense
di
Tamara Gallera
Si e' tenuta sabato a Roma una riunione, molto partecipata,
del Consiglio nazionale forense con i presidenti dei Consigli
dell’Ordine e delle associazioni forensi nella quale si e'
discusso di mediazione/conciliazione e della riforma forense.
Ne
e' emerso che l'avvocatura e' pronta a raccogliere la sfida
del nuovo strumento conciliativo (il decreto delegato del
governo e' appena stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale)
ma non nasconde qualche perplessità e preoccupazione. La
previsione della istituzione delle camere di conciliazione
presso i Tribunali è considerata una vittoria dei professionisti
legali, che si candidano a sviluppare il nuovo sistema di
Adr. Una collaborazione istituzionale che secondo gli avvocati
rimane tuttavia critica sugli aspetti della obbligatorieta'
in alcune materie e sulla previsione che dal conciliatore
possa comunque venire una proposta di conciliazione pur senza
la richiesta delle parti. Si
potrebbero adombrare anche profili di incostituzionalità per
eccesso di delega e violazione dell’articolo 24 della Costituzione
(diritto di difesa). Per il presidente del Consiglio nazionale
forense, Guido Alpa, contribuire
a far decollare la riforma non vuol dire non monitorare l’effettiva
attuazione, monitorare l’andamento e, eventualmente, suggerire
gli opportuni correttivi.
Riguardo
alla riforma forense, dopo la decisione della conferenza dei
capigruppo del Senato di calendarizzare in aula il testo il
18 marzo, la
linea emersa nella riunione, è stata quella di perorare con
fermezza l’approvazione immediata del testo secondo i dieci
principi approvati dall’avvocatura unita lo scorso 17 ottobre.
I partacipanti hanno approvato un documento in cui si conferma
l'adesione all'astensione gia' proclamata dalle associazioni
forensi per il 10 marzo. In quell'occasione si terra' anche
una manifestazione nazionale a Roma.
 
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