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01 marzo 2010
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RAI : critiche a sospensione programmi e accuse di faziosita' al TG1
di Mauro W. Giannini

Il Direttore Generale della Rai, col sostegno della maggioranza del Consiglio di Amministrazione, ha deciso lo stop ai talk show per un mese, fino al voto delle regionali, in applicazione del controverso regolamento per l'applicazione della par condicio.

Il consigliere d'amministrazione Giorgio Van Straten si e' detto in disaccordo, sottolineando che "Restano i notiziari, ma questo, visti i comportamenti dell'attuale direzione del Tg1, non può rassicurare nessuno''. Secondo Van Straten, ''È una scelta sbagliata perché fa venir meno il nostro dovere di servizio pubblico, crea polemiche e conflitti esterni, procura un danno alla Rai in termini di ascolti e quindi anche di ricavi pubblicitari. Come Consigliere di Amministrazione ho espresso la mia totale contrarietà a questa scelta di applicazione del regolamento della Vigilanza, un regolamento che oltretutto molti autorevoli giuristi hanno valutato come incostituzionale''.

Fnsi e Usigrai hanno tenuto d'urgenza una conferenza stampa nel pomeriggio per protestare contro la gravissima decisione adottata stamattina dal Cda Rai in merito ai contenitori politici. Sono intervenuti alcuni conduttori di popolari programmi RAI di approfondimento. Secondo il sindacato RAI, si tratta di "uno dei momenti piu’ bui per la liberta’ di stampa in Rai da quando esiste il Servizio pubblico radiotelevisivo. Il Cda a maggioranza ha voluto il bavaglio piu’ soffocante, applicando nella maniera maggiormente restrittiva il gia’ pessimo regolamento della Vigilanza, con la chiusura di tutti i talk show e i programmi di approfondimento giornalistico".

Speriamo, continua Usigrai, "che il Direttore Generale e i Consiglieri d’amministrazione della Rai, insieme ai commissari della Bicamerale, si rendano conto della responsabilita’ che si sono assunti. A meno di un mese dalle elezioni, anche in presenza di una serie di gravissime vicende di cui l’opinione pubblica vuole sapere, cala il silenzio. Negare gli approfondimenti costituisce una penalizzazione enorme per i cittadini e dunque per la democrazia, che fa passare in secondo piano persino il pur rilevantissimo danno economico per un’azienda come la Rai, che gia’ sta ipotizzando tagli". L’Usigrai intende reagire nel modo piu’ fermo: "La legge sui servizi pubblici essenziali ci impedisce di scioperare in tempi utili, nonostante siano state esperite le procedure di conciliazione. Stiamo quindi preparando un video-comunicato ed una manifestazione pubblica. Sullo scandalo del silenzio non c’e’ bavaglio che possa impedirci di gridare".

La vicenda si innesta sulla polemica relativa al modo di presentare l'informazione sull'attualita' politica e parapolitica da parte del TG1, proprio oggi nell'occhio del ciclone per le affermazioni fuorvianti sul caso Mills. Proprio relativamente al TG della rete ammiraglia della RAI, il segretario Usigrai Carlo Verna aveva detto ultimamente: "Devo ricordare a Minzolini che il giornalista e’ il cane da guardia della democrazia, non il cane da guardia del potere", definendo "faziosi" alcuni editoriali del direttore del TG1.

A proposito dell’inchiesta sul G8, Verna ha parlato di "gogna mediatica" a ridosso delle elezioni: "Non perche’ un’opinione possa essere considerata buona e un’altra cattiva: il punto sta nella coincidenza sistematica delle esternazioni del direttore del Tg1 con le posizioni del presidente del Consiglio. Valutazioni le sue che fruiscono dell’autostrada di un tg storicamente di massimo ascolto e storicamente di profilo istituzionale. Nessuno dei predecessori di Minzolini e’ mai entrato cosi’ come un elefante in una cristalleria, sapendo che i cittadini utenti sono molto meno certi su quando finisca il diritto di sapere e quando cominci il diritto alla riservatezza".

Riguardo alla vicenda della protezione civile, Verna aveva commentato: "Abbiamo assistito ad una brutta pagina di propaganda di governo. Non so neanche se Bertolaso (per quanto riguarda cio’ che e’ a mia diretta conoscenza di giornalista, sicuramente bravo nel caso rifiuti di Napoli, ma non per questo non sindacabile dalla magistratura) possa essere contento di un’operazione cosi’ costruita, servile, di una difesa cosi’a gamba tesa. Altro che par condicio".


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