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Aggredito
con la mannaia : i rifugiati avevano avvertito
di
staff
"Questa tragedia sfiorata poteva essere evitata se fossero
state accolte le segnalazioni fatte dai rifugiati stessi alle
forze dell'ordine per ben 5 volte" rispondono cosi' i rifugiati
alle affermazioni dell'assessore comunale alle Politiche Sociali
di Roma, Sveva Belviso, la quale ha detto che il luogo della
capitale dov'e' avvenuta l'aggressione non è un centro di
accoglienza ma uno stabile occupato dove vivono nell'illegalità
persone uscite dalle strutture di accoglienza". L'assessore
ha inoltre detto che l'amministrazione "sta lavorando per
dare un nuovo volto alle politiche di aiuto a queste persone".
"L'aggressore, stando alle testimonianze degli abitanti del
palazzo di via Arrigo Cavaglieri, 8 e' una persona con disturbi
mentali, andava allontano dal palazzo e curato in un centro
adeguato". Commenta l'Agenzia Habeshia: "Ben cinque volte
segnalato alle forze del ordine ma nessuno ha fatto qualcosa
per aiutare questa persona ed evitare una tragedia che poteva
essere molto grave". "L'assessore alle Politiche Sociali Sveva
Belviso, parla di persone che vivono nell'illegalità, noi
rispondiamo persone costrette a vivere nel degrado da un sistema
di accoglienza inefficiente, totale abbandono dello stato
che gli ha accolti sulla carta, ma nei fatti e assente." aggiunge
l'organizzazione dei rifugiati eritrei. "Queste persone da
anni attendono una soluzione dignitosa, rispettosa delle loro
esigenze di famiglie, di donne sole con figli, di copie che
progettano di fare famiglia, voglia di integrarsi nella società.
Non in quello che ha sempre proposto la politica di non accoglienza
del Comune di Roma, i soliti centri di accoglienza che sono
delle soluzioni di emergenza dai quali ci sono già passate
queste persone non hanno risolto il problema".
Secondo
il gruppo dei rifugiati guidato da Mussie Zerai, "Serve un
progetto di integrazione fuori dai centri di accoglienza distribuendo
queste persone in dei appartamenti come fanno tutti i paesi
civili del Nord Europa. Non serve creare dei ghetti, spero
che via Padova di Milano abbia insegnato qualcosa. Non serve
a nessuno criminalizzare i rifugiati di via Arrigo Cavaglieri,
descrivendoli come persone che vivono nell'illegalità, quando
lo stato non fa il suo dovere verso queste persone, riconosciute
dallo stesso stato bisognosi di protezione umanitaria o status
di rifugiati politici. Il Comune di Roma dice di spendere
36 milioni di euro per l'accoglienza, ci chiediamo come è
dove gli spendono tutti questi soldi? quanti sono i beneficiari?
La capacità di accoglienza del Comune di Roma sono solo 2000
posti, si spende 50 euro al giorno per ogni richiedente asilo
o rifugiato accolto a Roma? Attendiamo risposte e soluzioni
reali per integrare queste persone, non per rimandare il problema
con soluzioni di emergenza".
 
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