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Intimidazioni
: colleghi e societa' civile vicini e Rosaria Capacchione
di
Tamara Gallera
Numerosi segnali di solidarieta' da giornalisti, associazioni
ed esponenti politici a Rosaria Capacchione, la scrittrice
e cronista del quotidiano campano "Il Mattino",
fatta segno di intimidazioni dai familiari di un camorrista
al termine di un evento pubblico in cui la giornalista era
relatrice.
I
cronisti italiani, intervenuti subito attraverso il gruppo
campano, nella vicenda delle nuove intimidazioni alla collega
Rosaria Capacchione, ritengono che sia necessario uno sforzo
particolare per arrestare un fenomeno, quello delle minacce
ai cronisti, che negli ultimi tempi ha assunto particolare
rilevanza. La vicenda denunciata oggi, afferma l'Unione Nazionale
Cronisti Italiani, "costituisce un nuovo preoccupante
campanello di allarme sul clima nel quale troppi cronisti
sono costretti a lavorare nelle Regioni dove è presente la
criminalità organizzata".
Per
l'associazione presieduta da Guido Columba, "Occorre
uno sforzo congiunto e convinto di tutte le istituzioni, Forze
dell’ordine in primo luogo, perchè a Rosaria Capacchione sia
garantita non solo l’incolumità, come avviene con la scorta,
ma anche la possibilità di lavorare in modo sereno. L’Unci
considera necessario che queste garanzie debbano essere assicurate
anche ai tanti, troppi cronisti vittime di minacce e intimidazioni
solo perchè intendono mantenere fede al loro impegno etico
e professionale di informare i cittadini".
"Dalla
Calabria, alla Sicilia, al Friuli, senza trascurare la Campania
e Napoli. La criminalità organizzata, comunque si chiami (mafia,
‘ndrangheta o camorra) individua nei giornalisti e nel loro
lavoro un pericolo per i suoi immondi traffici": è invece
il commento di Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine nazionale
dei giornalisti a quanto accaduto nel capoluogo campano a
danno di Rosaria Capacchione.
"Non
si tratta - continua Del Boca - tanto di esprimere solidarietà
ai colleghi, che hanno consapevolezza di avere l’affetto di
tutti i giornalisti, ma di chiedere alla società di essere
affianco a quanti, in questa professione, onorano il dovere
costituzionale di fornire ai cittadini le informazioni necessarie
per conoscere e capire quanto avviene. L’Ordine nazionale
sarà al fianco dei colleghi per perseguire in sede penale
tutti coloro i quali tentano di impedire ai giornalisti di
svolgere il loro lavoro nell’interesse della collettività."
Il
sostegno alla Capacchione e' giunto anche da numerose associazioni
della societa' civile, fra cui l'Osservatorio sulla legalita'
e sui diritti Onlus, che ha ricordato come non sia la prima
volta che la giornalista subisce intimidazioni mafiose, tanto
da vivere da anni sotto scorta a causa delle sue inchieste
sul "Clan dei Casalesi". L'Osservatorio ha manifestato
la propria "solidarieta' a Capacchione ed a tutti i giornalisti
coraggiosi che non hanno remore a schierarsi contro la criminalita'
organizzata e a difesa della legalita', fecendo informazione
anche sui lati piu' bui della societa' italiana, in ossequio
alla loro missione professionale".
 
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