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Un
violoncello ad Auschwitz
di
staff
«Anche con la testa rasata e con un numero tatuato sul braccio,
non avevo totalmente perso la mia identità. Pur non avendo
più un nome, ero ancora identificabile. Ero “la violoncellista”.
Non mi ero dissolta in quella massa grigia di persone uniformi
e senza nome.»
La
commovente storia-tastimonianza di Anita e Renate, due sorelle
ebree tedesche la cui famiglia viene smembrata a causa delle
persecuzioni naziste tra il 1939 e il 1945. Dopo la deportazione
e l’uccisione dei genitori rimangono, appena adolescenti,
sole a Breslavia dove sono incarcerate come criminali per
attività «sovversive». Subiscono la deportazione prima ad
Auschwitz e poi, all’incalzare dell’Armata Rossa, a Belsen.
Sarà la musica a salvare loro la vita in quanto Anita entra,
come violoncellista, a far parte dell’orchestra del Lager
diretta da Alma Rosé, nipote di Gustav Mahler.
Anita
Lasker-Wallfisch è nata a Breslavia nel 1925. Di famiglia
ebrea, è stata deportata dai nazisti. Violoncellista di fama
internazionale nella English Chamber Orchestra, è sopravvissuta
nei Lager grazie al suo talento. Oggi vive a Londra.
«EREDITATE
LA VERITÀ» Memorie di una violoncellista ad Auschwitz
di Anita Lasker-Wallfisch
Ed. Mursia
pagg. 296, euro 18,00
 
Documento
sul fascismo e i problemi della razza
Dossier
diritti
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