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19 febbraio 2010
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Un violoncello ad Auschwitz
di staff

«Anche con la testa rasata e con un numero tatuato sul braccio, non avevo totalmente perso la mia identità. Pur non avendo più un nome, ero ancora identificabile. Ero “la violoncellista”. Non mi ero dissolta in quella massa grigia di persone uniformi e senza nome.»

La commovente storia-tastimonianza di Anita e Renate, due sorelle ebree tedesche la cui famiglia viene smembrata a causa delle persecuzioni naziste tra il 1939 e il 1945. Dopo la deportazione e l’uccisione dei genitori rimangono, appena adolescenti, sole a Breslavia dove sono incarcerate come criminali per attività «sovversive». Subiscono la deportazione prima ad Auschwitz e poi, all’incalzare dell’Armata Rossa, a Belsen. Sarà la musica a salvare loro la vita in quanto Anita entra, come violoncellista, a far parte dell’orchestra del Lager diretta da Alma Rosé, nipote di Gustav Mahler.

Anita Lasker-Wallfisch è nata a Breslavia nel 1925. Di famiglia ebrea, è stata deportata dai nazisti. Violoncellista di fama internazionale nella English Chamber Orchestra, è sopravvissuta nei Lager grazie al suo talento. Oggi vive a Londra.

«EREDITATE LA VERITÀ» Memorie di una violoncellista ad Auschwitz
di Anita Lasker-Wallfisch
Ed. Mursia
pagg. 296, euro 18,00


per approfondire...

Documento sul fascismo e i problemi della razza

Dossier diritti

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