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Zingari
in rivolta ad Auschwitz
di
staff
"Il 16 maggio 1944, prima dell’alba, nel Block IIe di
Auschwitz-Birkenau venne dichiarato il coprifuoco. Ma le SS
si trovarono dinanzi a qualcosa di imprevisto: gli zingari
destinati alle camere a gas si erano armati con pietre, spranghe
e arnesi da lavoro. E intendevano battersi."
Porrajmos, «divoramento», è la parola con cui i nomadi designano
il loro Olocausto, il sacrificio di migliaia di sinti, rom,
kalé, inghiottiti dalla violenza nazista. Una tragedia che
in questo racconto si mescola a un sogno, quello di un gruppo
di piccoli detenuti, catturati con le loro famiglie dopo un’interminabile
fuga, che cercano con la forza della disperazione e della
fantasia di «far muovere il campo», di trasformare le baracche
in cui sono rinchiusi nei carrozzoni di una carovana capace
ancora di viaggiare. Al momento della verità, quando gli aguzzini
decidono di «liquidare» il settore in cui sono rinchiusi,
uomini, donne e bambini del «campo per famiglie zingare» scelgono
di combattere, di difendersi fino all’ultimo respiro.
Una
vicenda sconosciuta e straordinaria rivive in queste pagine
ad opera di Alessandro Cecchi Paone e Flavio Pagano, con la
forza del racconto orale e rinnova il ricordo del tributo
spaventoso pagato dai nomadi alla follia della Storia.
La
rivolta degli zingari
Auschwitz
1944
di Alessandro Cecchi Paone e Flavio Pagano
Ed Mursia
pagg. 240, euro 17,00
 
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