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Carcere
e minori
riceviamo
e pubblichiamo
Il
1 giugno lessi: “Inno alla vita”, questo il titolo dell’evento
organizzato dal Ferrari Club di Viterbo che ha avuto i riflettori
puntati Sabato scorso tra Viale Marconi e P.za del Sacrario
dalle 15.00 in poi! Sul “set” un insieme di molteplici argomentazioni
e attività che in un’unica giornata hanno acceso le luci su
una realtà locale forse precedentemente poco conosciuta: la
Casa di Accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” che dal 2001
svolge la lodevole iniziativa di sostegno a mamme e bambini
in difficoltà provvedendo al loro sostentamento, alla loro
vita, sotto tutti i punti di vista.”
Poi il “set” si è ristretto alla vigilia di ferragosto con
un altra notizia: “Violenze e minacce, 17enne allontanato
dalla casa famiglia. Da due giorni è detenuto nel carcere
minorile di Roma il ragazzo di 17 anni accusato di aver creato
un clima di tensione e paura in una casa di accoglienza di
Viterbo. Il ragazzo, con precedenti per furto, era stato affidato
dalla magistratura agli educatori della casa famiglia. Ma,
specie nelle ultime settimane, era diventato indomabile, persino
per il personale della struttura. I suoi scontri, fisici e
verbali, con i piccoli ospiti della casa famiglia erano sempre
più frequenti. Non solo. Secondo le indagini della squadra
mobile di Fabio Zampaglione, il ragazzo avrebbe minacciato
di morte più volte anche gli educatori. Una situazione divenuta
insostenibile per tutti. Al punto che il Tribunale dei minori
ha deciso, due giorni fa, di allontanare il ragazzo dalla
casa famiglia, per trasferirlo al carcere minorile romano
di Casal del Marmo.”
Ma
cos’è allora , mi sono detta, il carcere minorile? “Il carcere
minorile, anche detto casa di correzione o riformatorio per
corrigendi, è una casa di reclusione tipicamente destinata
alla restrizione di individui minorenni. L’istituto della
reclusione separata dei minori non è recente. Per quanto riguarda
gli stati successivamente confluiti nell’Italia ha notizia
nel Rinascimento dell’istituzione di reclusori specializzati
a partire dalla metà del XVII sec. ad esempio con la fiorentina
Casa dei Monellini, il cui nome fu poi mutato in Casa di correzione
per i ribelli all’autorità paterna. A Roma sorse nel 1703
il San Michele, fortemente voluto da papa Clemente XI che
prescriveva fosse mirato a «correggere attraverso l’insegnamento,
la pratica della religione e l’apprendimento di qualche arte
meccanica».
Il San Michele sarebbe poi stato avvicendato dalla nuova struttura
di Casal del Marmo nel 1964. Attualmente, in Italia, possono
essere detenuti presso carceri minorili esclusivamente giovani
di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, sottoposti al medesimo
ordinamento penale e penitenziario dei maggiori ma con pene
ridotte (oggetto di ultima revisione nel 1975). Se la condanna
si protrae oltre il compimento del diciottesimo anno di età,
il detenuto rimane presso il penitenziario minorile sino al
ventunesimo anno, dopodiché viene trasferito d’ufficio presso
una casa circondariale (se rimangono meno di tre anni di pena
da scontare) o penitenziario ordinario. Se la pena diviene
esecutiva, in séguito a emissione di sentenza di condanna
passata in giudicato, dopo che il minore ha compiuto i 18
anni, egli viene traslato presso il carcere minorile se di
età inferiore agli anni 21, altrimenti direttamente presso
un carcere ordinario. Possono essere rinchiusi in un carcere
minorile anche i minori degli anni 14, non imputabili ai sensi
della legge penale, nel caso in cui vengano ritenuti socialmente
pericolosi dopo aver commesso un crimine di particolare gravità.
I carcerati provengono sempre da un centro di prima accoglienza,
in cui la reclusione ha forme meno severe.”
Buon
Agosto e Buone Giornate a tutte e tutti i Minori, i Ristretti
di basso profilo, nessuno escluso. A quelli che viaggiano,
non solo verso il Paradiso. Vi abbraccio.
Doriana
Goracci
 
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