 |
Sballo
: messaggi ambivalenti
riceviamo
e pubblichiamo
Un
genitore, un tutore dell’ordine, mi ha ringraziato per un
intervento che ho svolto in una classe di una scuola superiore
pavese, un incontro con gli studenti incentrato sull’uso e
abuso di sostanze, con particolare attenzione sull’uso smodato
di bevande alcoliche tra i più giovani. Non c’è solamente
la droga a fare da assassina di una generazione sempre più
stanca, adesso è il momento dei beveroni, delle bombe colorate,
dei vini e delle birre da non perdere, gli spinelli e la polvere
degli angeli sono surclassate dall’alcol, la roba illegale
è annacquata nella legalità di un bicchiere moltiplicato all’infinito.
C’è
preoccupazione per quanto sta accadendo nel mondo giovanile,
dove c’è timore di non farcela, un desiderio feroce di mollare
gli ormeggi della normalità, quella linea mediana che non
è intesa come salvavita, bensì come una costrizione sonnolenta
e banale. C’è un plotone di bicchieri, di desideri incontaminati
ad aspettare, una voglia pazza di essere al nastro di partenza
senza ulteriori inquietudini da tenere pancia a terra, dove
ognuno gioca la propria partita e le proprie carte barando
reciprocamente, con il risultato di soccombere con gli occhi
spalancati dalla stupefazione. Offerta e richiesta seppure
influenzate dal mercato in crisi, continuano a non fare prigionieri,
senza scossoni alla diminuzione e l’arretramento sul fronte
del commercio sottobanco: allora ecco lo sfondamento delle
sostanze alcoliche, altrettanto facili da reperire all’angolo
della strada, ma con l’aggiunta di essere legalmente acquistate
anche per chi non potrebbe, con buona accettazione sociale,
in fin dei conti chi di noi in gioventù, non ha portato a
casa una sonora sbornia?
Ma non si tratta di una sporadica insubordinazione adolescenziale,
di una botta di adrenalina ai giochi di Gardaland, è piuttosto
un nuovo stile di vita, un modo roboante per non restare impigliati
nelle seconde linee, dove non esiste possibilità di esser
visti. E’ più corretto considerare l’alcol alla stregua di
una vera e propria droga, e se è vero che di sostanze stupefacenti
ci sono decine di decessi ogni anno, è ancora più vero che
sono centinaia e migliaia i morti ammazzati direttamente o
indirettamente per l’eccesso di confidenza con l’alcol, non
soltanto implosioni riconducibili a cirrosi o tumori, ma vere
e proprie esplosioni in incidenti stradali e famiglie disintegrate.
Quel
padre è preoccupato nonostante la fiducia ben riposta nella
figlia, perché non lo mette al riparo da ciò che corrode la
nostra società, da quanto manomette le generazioni più giovani,
da quello che è irresponsabilmente declinato come lo sballo
del sabato sera, quasi a esser contenti che sia devastazione
solo per una sera. Che l’alcol sia dannoso e imponga omertà
è innegabile, eppure a parte qualche intervento preventivo,
qualche slogan ben confezionato, qualche spot ben pagato (ma
farraginoso ), per fare paura a chi paura non c’è l’ha, di
alcol se ne vende a fiumi per rendere marionette i più giovani.
Il
mondo adulto dovrebbe possedere più ardimento nell’affrontare
la nuova sfida educativa, perché è proprio questa paura ad
avere influenzato negativamente gli stili comportamentali
dei giovani, questi messaggi ambivalenti stanno alimentando
l’inganno dell’abitudine generando la sofferenza di quel mal
di vivere in tanti nostri figli.
Vincenzo
Andraous
 
Dossier
diritti
|
|