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Mobbing
: l'arroganza del potere
riceviamo
e pubblichiamo
La
solidarietà “virtuale” non è sufficiente per risolvere i problemi
di chi combatte per sconfiggere il crimine del mobbing, poiché
chi denuncia la tortura psicologica subita si ritrova solo,
a respirare un clima omertoso e a vivere estraniato in un
ambiente “ammaestrato” da una politica di stampo mafioso,
che insegna a subire per non perdere la possibilità di ricevere
l’elemosina di possibili privilegi.
La mafia ignorante e con la “coppola” uccide chi non si piega
alle sue regole, invece quella dei “colletti bianchi” acculturata
e che circola nei “salotti buoni” della società non si sporca
le mani con il sangue, ma ti estromette dal sistema, decreta
la tua morte civile. Esercita il suo potere con arroganza,
lanciandoti messaggi subdoli del tipo: “Con me o contro di
me. Se sei con me avrai dei privilegi, ma dovrai sempre obbedire
ai miei ordini, coprire con menzogne le malefatte dei tuoi
compagni e quando non te la senti di associarti al “coro”
devi stare in silenzio dinanzi ad ogni forma di sorpruso o
prepotenza a cui assisti. Fuori dal gruppo di appartenenza,
sei, invece, libero di fare ciò che vuoi e ti sarà garantita
l’impunità”
Questa
è la cultura mafiosa accettata come “normalità” da tante persone
ritenute rispettabili!!!... Ed è per questo che, a mio parere,
gli abusi di potere e le conseguenti violenze psicologiche
proliferano a tutti i livelli e anche dei perfetti imbecilli
si permettono comportamenti che non adotterebbero, se non
fossero certi di avere “le spalle ben coperte”: ad esempio
il buttafuori che non fa entrare in discoteca un tizio che
gli sta antipatico rovinandogli la serata, oppure l’impiegato
che, prima di darti una semplice informazione di un minuto,
ti fa aspettare una coda di ore, favorendo altre persone,
oppure funzionari pubblici che, a fronte di legittime rimostranze,
ti ripagano con il silenzio , oppure i giudici che, dinanzi
a carte processuali che fanno emergere una serie di violenze
psicologiche subite, insabbiano le cause per proteggere gli
autori dei crimini, ecc.
Insomma, l’abuso di potere che ti avvelena la vita, - costituito
spesso da comportamenti quotidiani a cui “tanti” si sono abituati,
prendendone esempio - è riscontrabile a qualunque livello
e trova la sua massima espressione nell’arroganza del Potere,
manifestata quotidianamente dai nostri governanti.
Il Potere inevitabilmente dà dei privilegi, poiché consente
di fare ciò che altri non possono fare proprio perché non
hanno potere. Ma il potere al servizio del bene pubblico,
con i privilegi ad esso connessi, non dovrebbe essere esercitato
per soddisfare interessi personali o del proprio gruppo di
appartenenza, così come avviene nello scenario politico, a
cui assistono, con senso di impotenza, quei comuni cittadini
con schiena dritta, che scelgono la strada della Giustizia
piuttosto che quella della vendetta personale. L’arroganza
del potere si manifesta, infatti, con l’esercizio di azioni
dannose per altri, ma strumentali ai propri fini e collegate
alla certa impunità del proprio agire.
Ne
consegue che allorquando gli abusi di potere sono posti quali
pilastri del gruppo sociale di cui si ha il comando, chiunque,
prendendone esempio, può calpestare impunemente la dignità
dell’altro, con la consapevolezza che tale atteggiamento non
solo rimarrà impunito, ma, addirittura, è tacitamente incentivato.
L’importante è non pestare i piedi al capo e rendersi complici
silenziosi o difensori delle malefatte dei compagni di brigata…
al di fuori del gruppo di appartenenza si ha massima libertà
di agire impunemente!!! Ma chi comanda non può dormire sonni
tranquilli, poiché si circonda di “mercenari” pronti a vendersi
a chi promette maggiori privilegi!!!. Allora mi chiedo: ma
fra i “Signori del Vero Potere”, ossia tra quelli che si trovano
ai vertici della scala del Potere, non c’è nessuno che creda
veramente nella Giustizia e che abbia l’abilità di trovare
gli strumenti adeguati per realizzare una civile e armoniosa
convivenza tra gli esseri umani, facendo trionfare, per la
prima volta nella storia dell’uomo, il Bene sul Male.???...
Sento da anni parlare di risveglio delle coscienze….Balle!!!....La
coscienza si forma da giovani, mentre l’adulto, che non ha
mai acquisito una propria consapevolezza su cosa sia il Bene
e il Male, agisce unicamente sulla base di ragionamenti di
convenienza, ritenendo lecito tutto ciò che non è vietato
e convinto che il fine giustifica i mezzi!!!.. Ma ciò significa
calpestare o distruggere l’altro tranquillamente, senza alcun
rimorso di coscienza per il male arrecato, proprio perché
manca tale consapevolezza. Ritengo che sia una ristretta minoranza
di persone che si contenda la supremazia del Potere, utilizzando
da una parte le forze del Bene e dall’altra quelle del Male,
mentre la maggioranza della popolazione è pronta ad acclamare
qualunque “capo” sulla base del proprio tornaconto individuale
e la disonestà, oggi, rende la vita più facile!!!.
Allora,
considerato che è impensabile ritenere che tutti possano accostarsi
a “questioni filosofiche”, occorre affrontare per risolverla
la questione morale, stabilendo per legge cosa è Bene e cosa
è Male. Infatti esistono persone che non uccidono con un’arma
un proprio simile solo perché la Legge sancisce che uccidere
è un reato, sanzionato con la galera o perché la religione
ha inserito tra i peccati mortali l’assassinio, punito con
la pena dell’inferno. Senza leggi o comandamenti ucciderebbero
tranquillamente. Infatti, in caso di guerra, queste persone
ammazzano degli “sconosciuti” solo perché hanno una divisa
di un diverso colore, mentre chi è dotato di una propria coscienza
che gli indica cosa è bene o cosa è male e che gli fa comprendere
il valore di ogni vita umana, che può essere distrutta anche
senza armi fisiche, non ucciderebbe un proprio simile, anche
se gli fosse assicurata l’assoluta impunità in terra e in
cielo!!!.
Ma
cosa è Bene e cosa è Male? Bene è l’insieme di tutti quei
comportamenti che ci piacerebbe che gli altri avessero nei
nostri confronti, mentre Male è tutto ciò che non vorremmo
che gli altri ci facessero. Ma quante persone misurano con
questo “metro” i propri comportamenti???...Quanta gente è
istigata al suicidio da persone che impunemente, con indifferenza
o magari con spirito goliardico, contribuiscono a rendere
la vita altrui un inferno in terra, tramite comportamenti
subdoli e apparentemente innocui!!!..
Il
codice penale dovrebbe diventare una sorta di “coscienza esterna
all’uomo”, alla stregua delle tavole dei Comandamenti, sanzionando
penalmente ed inequivocabilmente ogni forma di abuso di potere
e di violenza psicologica, esercitata in qualunque contesto,
poiché solo così tanti potranno capire che criminali si diventa
anche senza usare pistole!!!... Ma è inutile fare le leggi,
se poi non vengono applicate o agevolmente aggirate. Se tra
i signori del Vero Potere esistesse chi volesse riuscire nell’impresa
storica di far trionfare il Bene sul Male, costui dovrebbe
rendere “conveniente” la strada dell’ Onestà, (considerata
quella dei fessi e degli ingenui) e riuscire a mettere le
persone Giuste al posto giusto, utilizzando i pilastri storici
del potere mafioso: controllo del territorio e certezza che
chi sbaglia paga!!!
Silvana
Catalano
 
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