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12 maggio 2010
tutti gli speciali

Se Giorgiana Masi...
riceviamo e pubblichiamo

Giorgiana Masi quando fu ammazzata il 12 maggio del 1977 aveva 19 anni, fu in un giorno romano con una bella Carica d’ Alleggerimento: se oggi fosse viva sarebbe una signora 50enne. Se non avesse partecipato ad un sit in in Piazza Navona, malgrado l’allora divieto di manifestazioni pubbliche, oggi chissà se avrebbe avuto ancora la voglia di essere in piazza, a protestare.

Se gli autonomi, gli extraparlamentari e il Movimento del ‘77 e chi contestava – che non gliene andava mai bene una – avessero deciso di starsene a casa o magari al bar invece che reclamare spazi di espressione, il clima repressivo nei loro confronti sarebbe stato più mite. Se la polizia, le forze dell’Ordine e i loro ministri non avessero mandato centinaia di membri delle forze dell’ordine in assetto antisommossa, più quelli in borghese, non sarebbe rimasto ferito da Fuoco Amico l’agente Francesco Ruggeri, tantomeno un’altra giovane come Elena Ascione e Giorgiana Masi non sarebbe morta.

Se tutte e tutti coloro che reclamavano la Libertà, se ne fossero stati calmi e ragionevoli, come oggi fanno attorno ai 50 anni, con figli diciannovenni che corrono solo piccoli rischi negli spazi d’Attrazione e di Divertimento consentiti ad ore e luoghi prestabiliti, avrebbero potuto provare com’ è bello far l’amore e fumare uno spinello in santa pace godendosi la reality in televisione, capire il terrorismo che origini ha, mugolando in sicurezza.

La via dei se dei ma e dei però, si è lastricata via via da tali Corsi di Formazione ‘che si dorme finalmente tranquilli, al punto che siamo fuori dalla Crisi e fuori vanno i migranti e i loro protettori.

Nel 2007 tra i commenti commemorativi e di discussione di un blog ne ho trovato uno che scrive: ”Anch’io come lo era Giorgiana sono uno studente del Liceo Louis Pasteur al quinto anno e per non dimenticare il tragico evento, nella mattinata di sabato 12 maggio si terrà nella scuola una conferenza sui fatti del ‘77, che preceder una cerimonia in onore di Giorgiana Masi, a cui verrà dedicato il nuovo padiglione della scuola e una targa alla sua memoria. Alla cerimonia saranno presenti anche gli ex compagni di Giorgiana, faticosamente rintracciati e la sorella (oltre a vari esponenti politici, come il sindaco di roma e il presidente del XIX municipio). A 30 anni dalla morte…A GIORGIANA MASI UCCISA DALLA POLIZIA DI COSSIGA!!!”

Il 3 novembre 2008 la senatrice Donatella Porretti entusiasta annunciò: “Commissione d’inchiesta su Giorgiana Masi. Il senatore benemerito Francesco Cossiga firma la richiesta” anche se il senatore rispose: “Cara Collega, non avrei alcuna difficoltà a firmare il disegno di legge per la costituzione di una commissione d’inchiesta che stabilisca la verità sulla morte della povera Giorgiana Masi. Solo che ritengo che agli amici radicali penso che sembrerebbe una provocazione; e poi dovrebbe essere sostanzialmente una inchiesta su la Procura della Repubblica di Roma che condusse le indagini. Ma, come disse il sostituto procuratore di allora, è il caso di “aggiungere dolore a dolore”? Se Lei crede che queste mie obiezioni siano superabili, apponga pure la mia firma. Cordialmente Francesco Cossiga” (n.d.r. o’ professore massacrare senza pietà i manifestanti).

Indietro nel tempo, nel 1981, il giudice incaricato di esaminare il caso opta direttamente per l’archiviazione, “per essere rimasti ignoti i responsabili del reato”…

Passetto alla volta nel 2009 non si ricorda più, si pensa ad altre vive 50enni, al loro dramma intimo e collettivo…perchè i vivi non ricordano e i morti sono morti, invano. Da più parti si chiede di non trasformare la politica in un Grande Fratello ma sì lasciamola a una Piccola Sorella per conforto di chi rimane vittima della giusta ricerca della Pace. Riposino e così sia?

(...) Mai più…Nessuno neghi…che la Giustizia è Sfatta… volevo concludere con queste parole, poi accertandomi che fossero solo mie ho scoperto che già erano state battezzate per un titolo da Bruno Vespa che concludeva lo scorso inizio anno dal suo Panorama: “Ma, anche se duole dirlo, il ministro Angelino Alfano dovrà impegnarsi molto per la costruzione di nuove carceri per rivedere una strategia premiale ormai molto dolorosa per le vittime“.

Quel giorno del ‘77 appena uscita dal lavoro, capii che c’era qualcosa di nuovo nell’aria anzi d’antico.

Si salvi chi può, chi vuole. La vita

Doriana Goracci

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