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Se
Giorgiana Masi...
riceviamo
e pubblichiamo
Giorgiana
Masi quando fu ammazzata il 12 maggio del 1977 aveva 19 anni,
fu in un giorno romano con una bella Carica d’ Alleggerimento:
se oggi fosse viva sarebbe una signora 50enne. Se non avesse
partecipato ad un sit in in Piazza Navona, malgrado l’allora
divieto di manifestazioni pubbliche, oggi chissà se avrebbe
avuto ancora la voglia di essere in piazza, a protestare.
Se
gli autonomi, gli extraparlamentari e il Movimento del ‘77
e chi contestava – che non gliene andava mai bene una – avessero
deciso di starsene a casa o magari al bar invece che reclamare
spazi di espressione, il clima repressivo nei loro confronti
sarebbe stato più mite. Se la polizia, le forze dell’Ordine
e i loro ministri non avessero mandato centinaia di membri
delle forze dell’ordine in assetto antisommossa, più quelli
in borghese, non sarebbe rimasto ferito da Fuoco Amico l’agente
Francesco Ruggeri, tantomeno un’altra giovane come Elena Ascione
e Giorgiana Masi non sarebbe morta.
Se tutte e tutti coloro che reclamavano la Libertà, se ne
fossero stati calmi e ragionevoli, come oggi fanno attorno
ai 50 anni, con figli diciannovenni che corrono solo piccoli
rischi negli spazi d’Attrazione e di Divertimento consentiti
ad ore e luoghi prestabiliti, avrebbero potuto provare com’
è bello far l’amore e fumare uno spinello in santa pace godendosi
la reality in televisione, capire il terrorismo che origini
ha, mugolando in sicurezza.
La
via dei se dei ma e dei però, si è lastricata via via da tali
Corsi di Formazione ‘che si dorme finalmente tranquilli, al
punto che siamo fuori dalla Crisi e fuori vanno i migranti
e i loro protettori.
Nel 2007 tra i commenti commemorativi e di discussione di
un blog ne ho trovato uno che scrive: ”Anch’io come lo era
Giorgiana sono uno studente del Liceo Louis Pasteur al quinto
anno e per non dimenticare il tragico evento, nella mattinata
di sabato 12 maggio si terrà nella scuola una conferenza sui
fatti del ‘77, che preceder una cerimonia in onore di Giorgiana
Masi, a cui verrà dedicato il nuovo padiglione della scuola
e una targa alla sua memoria. Alla cerimonia saranno presenti
anche gli ex compagni di Giorgiana, faticosamente rintracciati
e la sorella (oltre a vari esponenti politici, come il sindaco
di roma e il presidente del XIX municipio). A 30 anni dalla
morte…A GIORGIANA MASI UCCISA DALLA POLIZIA DI COSSIGA!!!”
Il
3 novembre 2008 la senatrice Donatella Porretti entusiasta
annunciò: “Commissione d’inchiesta su Giorgiana Masi. Il senatore
benemerito Francesco Cossiga firma la richiesta” anche se
il senatore rispose: “Cara Collega, non avrei alcuna difficoltà
a firmare il disegno di legge per la costituzione di una commissione
d’inchiesta che stabilisca la verità sulla morte della povera
Giorgiana Masi. Solo che ritengo che agli amici radicali penso
che sembrerebbe una provocazione; e poi dovrebbe essere sostanzialmente
una inchiesta su la Procura della Repubblica di Roma che condusse
le indagini. Ma, come disse il sostituto procuratore di allora,
è il caso di “aggiungere dolore a dolore”? Se Lei crede che
queste mie obiezioni siano superabili, apponga pure la mia
firma. Cordialmente Francesco Cossiga” (n.d.r. o’ professore
massacrare
senza pietà i manifestanti).
Indietro
nel tempo, nel 1981, il giudice incaricato di esaminare il
caso opta direttamente per l’archiviazione, “per essere rimasti
ignoti i responsabili del reato”…
Passetto
alla volta nel 2009 non si ricorda più, si pensa ad altre
vive 50enni, al loro dramma intimo e collettivo…perchè i vivi
non ricordano e i morti sono morti, invano. Da più parti si
chiede di non trasformare la politica in un Grande Fratello
ma sì lasciamola a una Piccola Sorella per conforto di chi
rimane vittima della giusta ricerca della Pace. Riposino e
così sia?
(...)
Mai più…Nessuno neghi…che la Giustizia è Sfatta… volevo concludere
con queste parole, poi accertandomi che fossero solo mie ho
scoperto che già erano state battezzate per un titolo da Bruno
Vespa che concludeva lo scorso inizio anno dal suo Panorama:
“Ma, anche se duole dirlo, il ministro Angelino Alfano dovrà
impegnarsi molto per la costruzione di nuove carceri per rivedere
una strategia premiale ormai molto dolorosa per le vittime“.
Quel
giorno del ‘77 appena uscita dal lavoro, capii che c’era qualcosa
di nuovo nell’aria anzi d’antico.
Si
salvi chi può, chi vuole. La vita
Doriana Goracci
 
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