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11 aprile 2010
tutti gli speciali

Legittimo Impedimento per non morire
riceviamo e pubblichiamo

I parenti di Francesco Mastrogiovanni ce l’hanno fatta ad arrivare sugli schermi della Rai, in prima serata, quella che magari guardano anche i nipoti oltre le nonne.

Mi manda Rai Tre, ore 21,10 di venerdì 9 aprile 2010: “Muore dopo essere rimasto per 4 giorni legato al letto di contenzione: è un incredibile video a raccontare le ultime ore di vita di Franco Mastrogiovanni, maestro elementare sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio nell’ospedale psichiatrico di Vallo della Lucania. Le telecamere interne della struttura hanno registrato tutto e sono state determinanti per il rinvio a giudizio di 18 tra medici e infermieri. La famiglia è in studio per chiedere giustizia”.

Abbiamo visto, non so in quanti. Abbiamo sentito, non so in quante. Non lo conoscevo affatto Franco, il maestro anarchico, aggettivo che non è stato neanche per una volta nominato. Lo nomino io, perchè non è una vergogna questa appartenenza, nota. Aggrava il quadro del soggetto “disturbato”.

Siamo stati in molti a scrivere in Rete di Franco, un tentativo in alcuni momenti patetico, era estate, e poi autunno, poi inverno. Siamo dovuti giungere in primavera per avere visto la notizia prendere il volo dei Media. Siamo anche abituati alle notizie. Ogni giorno sempre più infernali, più volgari, più inimagginabili e senza neanche più soffrirne, se non un poco. Sarebbe impossibile guardarsi quelle 80 ore di un corpo che il letto neanche conteneva, tanto era alto, come dicevano i suoi alunni. La sorella non vuole vederlo neanche per un secondo, non ce la fa. C’è anche chi non si scusa, aspetta prima il decorso della giustizia.

E’ legittimo impedirsi i dispiaceri? E’ legittimo impedire che si muoia per TSO? E’ legittimo impedire che circolino le informazioni? E’ legittimo chiedere giustizia e verità?

Un operaio italiano di circa 45 anni è morto questo pomeriggio a Pomezia, centro a pochi chilometri da Roma, dopo essere rimasto coinvolto in un incidente all’interno di un’azienda per lo smaltimento dei rifiuti. Domenico Cardarelli, 39 anni di Roma, internato nel supercarcere di Sulmona, ieri sera, alle 22, è stato trovato senza vita al fianco del suo letto. L’ipotesi, stando ai primi rilievi necroscopici esterni, è quella di un malore dovuto ad overdose.

Si indaga su questi decessi.Ma queste sono altre storie…

Doriana Goracci

per approfondire...

Dossier diritti

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