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Legittimo
Impedimento per non morire
riceviamo
e pubblichiamo
I
parenti di Francesco Mastrogiovanni ce l’hanno fatta ad arrivare
sugli schermi della Rai, in prima serata, quella che magari
guardano anche i nipoti oltre le nonne.
Mi
manda Rai Tre, ore 21,10 di venerdì 9 aprile 2010: “Muore
dopo essere rimasto per 4 giorni legato al letto di contenzione:
è un incredibile video a raccontare le ultime ore di vita
di Franco Mastrogiovanni, maestro elementare sottoposto a
trattamento sanitario obbligatorio nell’ospedale psichiatrico
di Vallo della Lucania. Le telecamere interne della struttura
hanno registrato tutto e sono state determinanti per il rinvio
a giudizio di 18 tra medici e infermieri. La famiglia è in
studio per chiedere giustizia”.
Abbiamo
visto, non so in quanti. Abbiamo sentito, non so in quante.
Non lo conoscevo affatto Franco, il maestro anarchico, aggettivo
che non è stato neanche per una volta nominato. Lo nomino
io, perchè non è una vergogna questa appartenenza, nota. Aggrava
il quadro del soggetto “disturbato”.
Siamo
stati in molti a scrivere in Rete di Franco, un tentativo
in alcuni momenti patetico, era estate, e poi autunno, poi
inverno. Siamo dovuti giungere in primavera per avere visto
la notizia prendere il volo dei Media. Siamo anche abituati
alle notizie. Ogni giorno sempre più infernali, più volgari,
più inimagginabili e senza neanche più soffrirne, se non un
poco. Sarebbe impossibile guardarsi quelle 80 ore di un corpo
che il letto neanche conteneva, tanto era alto, come dicevano
i suoi alunni. La sorella non vuole vederlo neanche per un
secondo, non ce la fa. C’è anche chi non si scusa, aspetta
prima il decorso della giustizia.
E’
legittimo impedirsi i dispiaceri? E’ legittimo impedire che
si muoia per TSO? E’ legittimo impedire che circolino le informazioni?
E’ legittimo chiedere giustizia e verità?
Un
operaio italiano di circa 45 anni è morto questo pomeriggio
a Pomezia, centro a pochi chilometri da Roma, dopo essere
rimasto coinvolto in un incidente all’interno di un’azienda
per lo smaltimento dei rifiuti. Domenico Cardarelli, 39 anni
di Roma, internato nel supercarcere di Sulmona, ieri sera,
alle 22, è stato trovato senza vita al fianco del suo letto.
L’ipotesi, stando ai primi rilievi necroscopici esterni, è
quella di un malore dovuto ad overdose.
Si
indaga su questi decessi.Ma queste sono altre storie…
Doriana
Goracci
 
Dossier
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