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Incendio
con morto in campo Rom : incidente ?
riceviamo
e pubblichiamo
La
morte di un giovane rom in una baraccopoli della periferia
est di Milano può apparire ai più come l'ennesimo incidente,
l'ennesima morte violenta che colpisce i rom. Unamorte che,
sempre apparentemente, non ha mandanti, non ha colpevoli se
non il fato che si accanisce, come sempre contro i meno abbienti,
gli emarginati, i deboli. Ma così non è. Basti pensare che
la vittima era reduce da uno sfratto da Triboniano al quale
hanno fatto seguito innumerevoli sgomberi degli insediamenti
"abusivi" a cui i rom, in una condizione di nomadizzazione
forzata, sono costretti, come esseri erranti senza dimora
nè futuro.
Saranno
certamente soddisfatti DeCorato e la Moratti, la cui linea
è ormai da anni quella della tolleranza zero e dell'espulsione
dalla città dell'intera comunità. Questi i risultati. Non
accetteremo quindi nessuna speculazione ulteriore, nessun
accanimento giornalistico alla ricerca della notizia strappa-lacrime;
nè acceteremo le lacrime di coccodrillo di chi si appella
alla solidarietà umana mentre contemporaneamente avalla le
politiche repressive basate sullo slogan della "legalità e
della sicurezza".
Mentre si avvicina la data dello sgombero previsto per l'intero
campo comunale di via triboniano (data fissata per il 30 giugno)
appare quanto mai indispensabile la mobilitazione di coloro
che, pochi o tanti che siano, comprendono che i rom sono in
cima alla lista dei perseguitati ormai da diversi secoli e
che questa è unìoccasione imperdibile per schierarsi dalla
parte giusta. O con Decorato e accoliti, o con gli zingari.
Vie di mezzo non ce ne sono.
Antirazzisti
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