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16 giugno 2010
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Avvocati ebrei sotto il Terzo Reich
di staff

Giovedì 17 giugno, alle ore 16.00, sara' inaugurata a Roma la Mostra “Lawyers without Rights” organizzata dal Consiglio Federale Forense Tedesco e dall’Associazione dei Giuristi tedeschi e portata in Italia dal Consiglio Nazionale Forense. L'evento si svolge nell'ambito della celebrazione dei sessant'anni della firma della Convenzione europea, e avra' luogo in Via del Governo Vecchio 3.

Per l'occasione saranno presenti Guido Alpa, Presidente del Consiglio nazionale forense, Renzo Gattegna, Presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Friedrich Daeuble, Ministro Plenipotenziario a.i. dell'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia, Gideon Meir, Ambasciatore di Israele in Italia, Yori Geiron, Presidente dell’Ordine Nazionale degli Avvocati Israeliani, Axel C. Filges, Presidente dell’Ordine Nazionale degli Avvocati Tedeschi (BRAK), Oreste Bisazza Terracini, Vice-Presidente dell'Associazione Internazionale Giuristi Ebrei in Gerusalemme.

La mostra "Lawyers without rights - Avvocati ebrei in Germania sotto il Terzo Reich", è stata aperta per la prima volta nel 2009 a Londra, nella Temple Church a cura del Jewis Museum London e dell’Ordine Nazionale degli Avvocati Tedeschi (BRAK). L’iniziativa racconta le storie di quindici avvocati tedeschi ebrei durante gli anni del regime hitleriano, dal 1933, anno in cui fu vietato loro di patrocinare presso le Corti prussiane, al 1938, anno nel quale fu proibito l’esercizio della professione forense sotto qualsiasi forma, e agli anni successivi che hanno visto molti degli avvocati ebrei essere deportati nei campi di concentramento e i più fortunati rifugiarsi all’estero. Ciascuna storia, pur nella diversità dell’esito a volte drammatico, testimonia l’impegno di questi legali per la tutela dei diritti. Di coloro i quali hanno trovato accoglienza nel Regno Unito, alcuni hanno contribuito alla formazione e alla crescita professionale dei colleghi inglesi e allo sviluppo della legislazione inglese.

Il CNF ha voluto riproporre anche in Italia questa testimonianza, per contribuire anche per questa via a squarciare il velo sulla dolorosa frattura vissuta dal mondo forense negli anni del regime fascista, tra le istituzioni forensi e le comunità ebraiche italiane, tra gli avvocati italiani e gli avvocati italiani di religione ebraica. “La cancellazione dagli albi degli avvocati e dei procuratori di religione ebraica è una dolorosa vicenda storica che deve essere sottratta all’oblio. I giuristi avvertono un senso particolare di disagio perché la persecuzione è stata costruita con le parole e i concetti del diritto”, ha infatti scritto il Presidente Guido Alpa nel libro “Le leggi razziali e gli avvocati italiani - Uno sguardo in provincia”.


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