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Antimafia
: in Abruzzo mostra su Don Peppe Diana
di
staff
Sono passati sedici anni da quando don Peppino Diana fu “sparato
in faccia” dagli uomini del clan dei casalesi nella sua chiesa
di San Nicola, a Casal di Principe. Il 19 marzo 1994, il giorno
di San Giuseppe, il suo onomastico.
Morto
l’Uomo, ma vivi gli ideali. Che crescono come le iniziative
a lui dedicate. Da una di queste parte l’idea della Cooperativa
“La Trazzera”: esportare - anche nel cuore del Parco Nazionale
d’Abruzzo, Lazio e Molise - la mostra a lui dedicata per una
crescita civile della Comunità del Parco. Domenica 8 agosto
2010, alle ore 11.30, presso il Centro Comunale Polivalente
di Villetta Barrea (AQ), verrà inaugurata la mostra fotografica
"“Don Peppino Diana - Per amore del mio popolo",
che rimarrà aperta fino a domenica 28 agosto. Una
mostra che - tracciando un profilo del prete anti-camorra
- parla di legalità, di rispetto delle regole, di schiena
diritta: un messaggio attuale e universale.
L’importanza
della mostra è stata riconosciuta con l’adesione e l’attribuzione
della medaglia del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
La mostra ha il patrocinio del Comune di Villetta Barrea,
del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e la collaborazione
di LegaCoop. Alla cerimonia dell'8 agosto parteciperanno il
Sindaco di Villetta Barrea, il Presidente e il Direttore del
Parco Nazionale d’Abruzzo, esponenti della società civile.
I 24 mega-pannelli fotografici che compongono la mostra sono
stati realizzati da Agrorinasce, la Fondazione Polis campana
e la stessa parrocchia del prete anti-camorra grazie ai suoi
genitori che hanno aperto i cassetti e tirato fuori fotografie
e scritti inediti del figlio che – adesso – la stessa chiesa
casertana vorrebbe Santificare.
Massimo
Bolini, presidente della Cooperativa “La Trazzera”, dichiara:
“La mostra -partendo dagli Uomini - vuole essere un primo
momento di riflessione che, con altre iniziative in programma,
dà vita a Parco & Legalità. Parco & Legalità pone al centro
dell’attenzione la non più derogabile esigenza di onestà e
legalità. Ad ogni livello.”.
 
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