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Florida
: elettori sperano di fermare sistema di brogli legalizzati
di
Rico Guillermo*
Il Gerrymandering e' un'"Arte con cui, variando anche di
poco i confini di una circoscrizione elettorale, si cambiano
drasticamente i risultati delle elezioni. Dal Governatore
del Massachusetts Gerry" (cfr. Glossario
minimo dei termini giuridici americani).
Di
tale "arte" l'Osservatorio ha parlato diffusamente, trattandosi
di una questione non
poi cosi' lontana dall'Italia. Proprio
per questo e' interessante sapere che in questi giorni si
parla della possibilita' di frenare tale tendenza in Florida.
La
questione e' ancora una volta nelle mani del Supremo Tribunale
di tale Stato. Dopo decenni di abusi di parte sul processo
della ridefinizione dei distretti, i cittadini desiderano
semplicemente la possibilita' di votare su due iniziative
referendarie per porre fine alla pratica che ha consentito
per decenni i politici di scegliere i loro elettori, invece
che agli elettori di scegliere i politici. Ma i politici non
vogliono rinunciare a questo vantaggio senza combattere, e
tale lotta e' ora all'esame della pił alta Corte dello Stato.
L'idea
alla base e' un vero e proprio broglio, affermano sul St.
Petersburg Times Leon W. Russell, ex presidente e attuale
presidente della commissione legislativa del NAACP (una associazione
per le liberta' civili) della Florida, e di J. Gerald Hebert,
che dirige un'organizzazione no profit, ha fatto parte dell'apposito
comitato di ridefinizione dei distretti elettorali della Florida.
Chi e' al potere, infatti, argomentano i due esperti, ridisegna
i distretti elettorali a beneficio suo e del suo partito politico,
garantendosi "posti sicuri" e marginalizzando l'opposizione.
In Florida il fenomeno e' talmente smaccato che a volte sono
stati riconfermati quasi tutti i precedenti eletti, tanto
che alcuni seggi sono ritenuti matematicamente sicuri. La
creazione di distretti che non dispongano di alcun politico
significativo come concorrente comporta che il vero momento
elettorale si trasferisca alla fase delle primarie. Ma quando
cio' accade, i candidati per vincere tendono ad assecondare
la loro base e questo produce politici che si collocano piu'
al centro (dove si concentra la massa dell'elettorato).
Naturalmente,
i distretti devono essere ridisegnati dopo ogni censimento,
e quindi e' possibile, e addirittura probabile, che qualche
gruppo stia per accrescere i suoi consensi e un altro stia
per perdere. Per questo motivo, affermano i due esperti USA,
le proposte piu' promettenti per una riforma della questione
debbono concentrarsi su chi debba effettuare la ridefinizione
dei distretti piu' che su come questa debba essere fatta.
Come nel 2008, quando gli elettori della California hanno
approvato un referendum che da' la responsabilita' di tale
operazione ad un comitato indipendente di cittadini.
Le proposte della Florida non tolgono il potere decisionale
dalle mani del parlamento dello Stato, ma semplicemente vietano
un eccesso di maneggi politici. Ma i politici non solo hanno
avviato una campagna di disinformazione sulle riforme proposte,
hanno anche presentato una iniziativa propria, nel tentativo
di benerare confusione negli elettori sulla vera misura di
riforma. E mentre la Corte Suprema della Florida ha gia' dichiarato
che le due proposte di modifica soddisfano i requisiti di
legge dello Stato, e' stata presentata una causa che attacca
l'iniziativa e che, in caso di successo, impedirebbe agli
elettori di ottenere un miglioramento legislativo della situazione.
La Corte Suprema dello Stato decidera' la questione delle
sfide legali nelle prossime settimane.
Gli elettori americani si augureranno indubbiamente che le
scelte della politica - in quello che afferma orgogliosamente
di essere un Paese talmente simbolo di democrazia da poterla
'esportare' - ritorni nelle loro mani.
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
Dossier
giustizia USA
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