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10 agosto 2010
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Crimini contro i giornalisti : ammonimento del rappresentante OSCE
di Gabriella Mira Marq

Il Rappresentante OSCE per la liberta' dei media ha invitato "tutti i governi a trattare i crimini contro i giornalisti con la massima urgenza" ammonendo che la "ferma condanna pubblica di tali attacchi da parte di tutti e' uno degli indicatori della liberta' dei media in una società democratica".

Dunja Mijatovic, della Bosnia-Erzegovina, e' stata nominata da poco rapresentante dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa per la liberta' dei media. Ha un Master di studi europei sul tema "Internet e libertà di espressione". Gia' esperta del Consiglio d'Europa per la liberta' di espressione e di accesso all'informazione in tempi di crisi, e' anche membro della task force del patto di stabilita' Media Group e membro del comitato direttivo della ONG "Vasa Prava BiH" Onlus. E' autrice di numerosi articoli sulla regolamentazione dei media, le espressioni di odio nei media, le comunicazioni internet e la liberta' di espressione.

Nel corso della sua carriera ha avuto diversi rapporti con l'Italia: il suo master coinvolgeva, oltre che l'universita' di Sarajevo e la London School for Economy, l'Ateneo di Bologna; ha poi guidato un progetto di cooperazione con l'autorita' italiana per le comunicazioni (AGCOM) finanziato dall'Unione Europea e di recente e' stata protagonista di una polemica con il governo italiano sul ddl sulle intercettazioni, che aveva criticato proprio nella sua veste di rappresentante Osce per la liberta' dei media.

L'ultimo intervento di Dunja Mijatovic e' avvenuto qualche giorno fa per commentare positivamente un'indagine rapida ed efficiente della Serbia sugli attacchi contro due giornalisti. "Sono contenta di vedere la maggiore attenzione delle autorita' serbe ai casi di attacchi contro i media e spero che il governo continui a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei giornalisti e per proteggere la liberta' di espressione come valore fondamentale della democrazia", ha detto Mijatovic.

Il 3 agosto, la Prima Corte Municipale di Belgrado ha infatti ordinato l'arresto di due uomini sospettati di aver aggredito fisicamente giornalista Teofil Pancic, editorialista politico del settimanale Vreme, che era stato picchiato brutalmente il 24 luglio a Belgrado venendo ricoverato in ospedale con ferite alle braccia e alla testa. Il giorno dopo la Corte di primo grado di Belgrado condannava a 16 mesi di prigione un tifoso di calcio per aver pronunciato minacce di morte contro la giornalista Brankica Stankovic nel dicembre 2009.

"I crimini contro i media accoppiati con l'impunita' dei colpevoli e la passivita' delle autorita' nelle indagini su questi omicidi sono ulteriori violenze e rappresentano la piu' grande minaccia alla liberta' dei media in tutta la regione OSCE", ha commentato Mijatovic. Mijatovic ha espresso la speranza che le autorita' serbe siano resto in grado di far luce anche su diversi casi irrisolti di omicidi e tentati omicidi di giornalisti serbi: nel 1994, Dada Vujasinovic, giornalista della rivista Duga, e' stata trovata morta nel suo appartamento, Slavko Curuvija, del quotidiano Dnevni Telegraf, e' stato assassinato nel 1999, Milan Pantic del Vecernje Novosti e' stato ucciso nel 2001, e nel 2007 due bombe a mano sono state gettati in casa di Dejan Anastasijevic, giornalista ancora del settimanale Vreme.

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