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Crimini
contro i giornalisti : ammonimento del rappresentante OSCE
di
Gabriella Mira Marq
Il Rappresentante OSCE per la liberta' dei media ha invitato
"tutti i governi a trattare i crimini contro i giornalisti
con la massima urgenza" ammonendo che la "ferma condanna pubblica
di tali attacchi da parte di tutti e' uno degli indicatori
della liberta' dei media in una società democratica".
Dunja Mijatovic, della Bosnia-Erzegovina, e' stata nominata
da poco rapresentante dell'Organizzazione per la Sicurezza
e la Cooperazione in Europa per la liberta' dei media. Ha
un Master di studi europei sul tema "Internet e libertà di
espressione". Gia' esperta del Consiglio d'Europa per la liberta'
di espressione e di accesso all'informazione in tempi di crisi,
e' anche membro della task force del patto di stabilita' Media
Group e membro del comitato direttivo della ONG "Vasa Prava
BiH" Onlus. E' autrice di numerosi articoli sulla regolamentazione
dei media, le espressioni di odio nei media, le comunicazioni
internet e la liberta' di espressione.
Nel
corso della sua carriera ha avuto diversi rapporti con l'Italia:
il suo master coinvolgeva, oltre che l'universita' di Sarajevo
e la London School for Economy, l'Ateneo di Bologna; ha poi
guidato un progetto di cooperazione con l'autorita' italiana
per le comunicazioni (AGCOM) finanziato dall'Unione Europea
e di recente e' stata protagonista di una polemica con il
governo italiano sul ddl sulle intercettazioni, che aveva
criticato proprio nella sua veste di rappresentante Osce per
la liberta' dei media.
L'ultimo
intervento di Dunja Mijatovic e' avvenuto qualche giorno fa
per commentare positivamente un'indagine rapida ed efficiente
della Serbia sugli attacchi contro due giornalisti. "Sono
contenta di vedere la maggiore attenzione delle autorita'
serbe ai casi di attacchi contro i media e spero che il governo
continui a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza
dei giornalisti e per proteggere la liberta' di espressione
come valore fondamentale della democrazia", ha detto Mijatovic.
Il 3 agosto, la Prima Corte Municipale di Belgrado ha infatti
ordinato l'arresto di due uomini sospettati di aver aggredito
fisicamente giornalista Teofil Pancic, editorialista politico
del settimanale Vreme, che era stato picchiato brutalmente
il 24 luglio a Belgrado venendo ricoverato in ospedale con
ferite alle braccia e alla testa. Il giorno dopo la Corte
di primo grado di Belgrado condannava a 16 mesi di prigione
un tifoso di calcio per aver pronunciato minacce di morte
contro la giornalista Brankica Stankovic nel dicembre 2009.
"I crimini contro i media accoppiati con l'impunita' dei colpevoli
e la passivita' delle autorita' nelle indagini su questi omicidi
sono ulteriori violenze e rappresentano la piu' grande minaccia
alla liberta' dei media in tutta la regione OSCE", ha commentato
Mijatovic. Mijatovic ha espresso la speranza che le autorita'
serbe siano resto in grado di far luce anche su diversi casi
irrisolti di omicidi e tentati omicidi di giornalisti serbi:
nel 1994, Dada Vujasinovic, giornalista della rivista Duga,
e' stata trovata morta nel suo appartamento, Slavko Curuvija,
del quotidiano Dnevni Telegraf, e' stato assassinato nel 1999,
Milan Pantic del Vecernje Novosti e' stato ucciso nel 2001,
e nel 2007 due bombe a mano sono state gettati in casa di
Dejan Anastasijevic, giornalista ancora del settimanale Vreme.
 
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