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21 luglio 2010
tutti gli speciali

La migliore Giustizia
di Demetro Delfino*

E’ davvero difficile pensare, anche per il cittadino più disinformato, ad un giustizia “giusta”, ad una giustizia che possa far pensare ad una punizione per i cattivi e ad un premio per i buoni! Eh sì, è difficile pensarlo soprattutto quando ascoltiamo la televisione, leggiamo i giornali e, ancora di più, quando cerchiamo di approfondire presunti, allo stato, scandali che divampano, senza freno, nel nostro paese.

Ho letto la ormai nota ordinanza di applicazione di custodia cautelare a carico dei Signori Carboni Flavio, Lombardi Pasquale, Martino Arcangelo: si parla di un quadro indiziario davvero grave: si discute sui tentativi di avvicinamento di Giudici della Corte Costituzionale ai fini di influire sull’esito del giudizio relativo alla legge n°124/2008 (c.d. lodo Alfano) che, è noto, aveva introdotto la sospensione del processo penale per le alte cariche dello Stato; si parla delle presunte modalità utilizzate al fine di ottenere la candidatura alla presidenza della Regione Campania dell’On. Casentino; si descrive il progetto di sviluppo di impianti di produzione di energia eolica in Sardegna rilevando quanto di seguito ….

A partire dal mese di Luglio 2009 Carboni ha posto in essere iniziative volte a realizzare, in Sardegna, impianti di produzione di energia eolica. A tale scopo dapprima ha ottenuto, grazie all’interessamento di esponenti politici e istituzionali, la nomina di persona a lui gradita ( tale Farris Ignazio) alla carica di direttore generale dell’Arpas ( l’organismo regionale competente nel settore della tutela dell’ambiente e del territorio), poi ha intrattenuto contatti con Farris e con altri rappresentanti istituzionali, allo scopo di ottenere l’approvazione, nel settore delle energie alternative, di un regolamento regionale favorevole ai propri progetti.”…; si rende nota la fallita ispezione alla Corte d’Appello di Milano e quant’altro.

Il quadro, mi sia consentito il termine, è devastante per l’esistenza di qualsiasi democrazia.

Non ho mai condiviso, a prescindere dalla mia professione di avvocato, i processi sommari né, tanto meno, i processi televisivi prima che, quanto meno, si sviluppi, con la giusta armonia, l’attività defensionale dell’indagato; peraltro, doverosamente, in situazioni come queste, ritengo che ognuno di noi debba essere chiamato ad una riflessione importante prima ancora di verificare, nel merito, la reale situazione dei fatti e cioè, si chiamato ad attivarsi, fino in fondo, per comprendere quali, effettivamente, possano essere i mali, i veri mali, che sprigionano dinamiche (se risulteranno provate) quali quelle descritte nella prima menzionata ordinanza nonché, quali possano essere le soluzioni capaci di contenere gli inevitabili e ingentissimi danni.

Preliminarmente, a mio parere, non si può solo parlare di giustizia malata ma anche e soprattutto di uomini malati, di uomini che continuano a non comprendere la gravità delle situazioni che vanno a determinare di uomini che, evidentemente nella loro errata convinzione mentale, pensano di poter intaccare i poteri dello Stato per gestirli a loro piacimento non rendendosi conto che, comunque, non solo non raggiungeranno mai i risultati sperati, ci sarà sempre un qualcuno che prima ne altererà i loro progetti ma che, per converso, l’unico risultato che potranno raggiungere, sarà quello del deterioramento delle istituzioni, della sfiducia dei cittadini verso tutti e verso tutto e dell’incitamento alla violenza che si manifesta soprattutto quale reazione ad uno situazione di insofferenza derivante da uno Stato che non si dimostra tale!

Io credo che, posto quanto sopra, la riflessione da fare sia molto più profonda, credo che si debba innanzi tutto ragionare prescindendo da posizioni politiche e da categorie di appartenenza: non possiamo pensare ad una categoria di buoni e ad una di cattivi per risolvere i problemi per il semplice motivo che, i buoni e i cattivi sono da entrambe le parti; ritengo invece che si debba, soprattutto e prima di ogni altra cosa, parlare di collaborazione, di proposte, di incontri che non possono di certo svilupparsi attraverso dibattiti offensivi finalizzati a screditare semplicemente l’avversario, chiunque esso sia!

Un'utopia, si potrebbe pensare, forse, ma è anche vero che, talvolta, le soluzioni più semplici sono quelle più trascurate, a volte si vuole, volutamente, mostrare mille difficoltà per la soluzione di un problema che, in realtà, è di semplicissima soluzione. Insomma, ritengo che in fondo sia soprattutto un problema di rapporti umani, di capacità di giusta mediazione, di rispetto reciproco, di buon senso e, in definitiva, di una sufficiente onestà che possa, senza mostrarsi eroi e senza promettere opere ciclopiche, garantire una sufficiente serenità al paese.

I giudici dovranno fare il loro lavoro con onestà ma, ed è questa, a mio modesto avviso la riflessione che sto provando a fare, il loro lavoro con onestà dovranno farlo tutti ad iniziare da chi, almeno sulla carta, svolge una professione che, apparentemente, non ha alcun rilievo sociale. Lo Stato, da parte sua, dovrà essere soprattutto uno Stato sociale, capace di educare, insegnare, assistere e riconoscere adottando un criterio squisitamente meritocratico che sia in grado di attribuire a se stesso l’insegna di attento e stimato maestro; mi pare, in definitiva, che si debba ricominciare dall’ABC evitando sciocche presunzioni e cercando, soprattutto, di voler veramente elidere il male alla radice. In difetto, non ritengo davvero possa ottenersi alcun risultato.

Bisogna provare e riprovare senza mai stancarsi, cercando di convincersi che ognuno di Noi deve essere considerato ed è parte del tutto. Una cosa, peraltro, non dobbiamo dimenticare e dobbiamo avere sempre presente in un percorso che potrebbe definirsi quasi come l’inizio di un’anno zero e cioè, che la più antica codificazione giuridica conosciuta è quella che risale all’anno 2350 a.c. anno in cui, il re di Lagasch Urukagina, nell’antica Mesopotamia, emanò delle riforme, guarda caso, contro la corruzione!

* avvocato cassazionista, membro del Comitato Tecnico-Giuridico dell'Osservatorio

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Dossier etica e politica

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