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Giustizia
USA : breve nota sul caso Polanski
di
Claudio Giusti*
Roman
Polanski ha già soldi, amici e avvocati in abbondanza e il
mio è solo un intervento chiarificatore.
In
America la prescrizione è breve, ma s’interrompe con l’inizio
dell’azione giudiziaria. L’unico reato che non va in prescrizione
è il murder (quello che noi abbastanza impropriamente chiamiamo
omicidio di primo grado).
In alcuni stati certi crimini, come quelli commessi da Polanski,
non hanno, o non hanno più, prescrizione, ma questo non ha
importanza, visto che la Procura gli diede una sfilza di capi
d’imputazione e che lui, in cambio di una pena lieve, accettò
di dichiararsi colpevole di un reato minore. Secondo Polanski
l’accordo era in realtà un tranello: perché il giudice era
deciso a rifiutare il patteggiamento e a spedirlo in galera
per 50 anni: e questa sarebbe la giustificazione della sua
fuga.
Ora,
estradizione a parte, la situazione è giuridicamente molto
complessa. Oggi, a trent’anni dai fatti, i capi d’imputazione
sono ancora validi, ma non è detto che lo sia anche l’ammissione
di colpevolezza di Polanski e che quindi non rimanga valido
il suo diritto ad avere un regolare processo con giuria. Dio
solo sa come faranno a selezionarne una che possa essere imparziale
e dove troveranno dodici onesti cittadini che non siano informati
dei fatti.
Questo
era il problema che aveva spinto già allora la Procura a patteggiare.
Perché era difficile, se non impossibile, selezionare una
giuria che avrebbe creduto ad una tredicenne che era andata
tutta sola in una villa di Hollywood a fare un servizio fotografico.
La Procura rischiava un flop come, anni dopo, è accaduto al
processo a Michael Jackson.
Resta
inoltre da capire come si potrà giudicare, con gli occhi di
oggi, un reato commesso in tempi in cui la quattordicenne
Melanie Griffith andava a vivere, con la benedizione della
mamma Tippi Hedren, a casa del ventiduenne Don Johnson e la
mamma dell’undicenne Brooke Shields permetteva che la sua
bambina fosse fotografata nuda e che le foto fossero tranquillamente
pubblicate ed esibite.
Cose,
queste, che oggi più che illegali sarebbero proprio impensabili.
*
membro del Comitato Scientifico dell'Osservatorio
 
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