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USA
e terrorismo : la Corte Suprema 'restringe' le liberta'
di
Rico Guillermo*
Il Primo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti protegge
fra l'altro la liberta' di culto, espressione, stampa e essemblea
dalle interferenze dello Stato.
Quarantatre'
anni fa, quando durante il Maccartismo gli USA vissero nella
paura di simpatizzanti e sabotatori comunisti, la Corte Suprema
sanci' che anche le esigenze di difesa nazionale non sono
sufficienti a ridurre i diritti stabiliti dal Primo Emendamento
per gli Americani che si fossero associati con i comunisti.
La scorsa settimana, invece, il supremo organo della giustizia
USA ha cambiato orientamento con una decisione a maggioranza
(9 voti a 3), che ha di fatto chiuso 12 anni di contenzioso.
Si
trattava del primo caso, dopo gli attentati dell'11 settembre
2001, in cui si verificava la tenuta della liberta' di parola
contro le esigenze della sicurezza nazionale in un'epoca di
terrorismo, e "gli ideali di un tempo sono stati erosi e libertà
di parola perduta", come ha commentato il New York Times.
Attraverso il mantenimento di una legge che esprime un divieto
molto vago sul favoreggiamento e l'associazione con i gruppi
terroristici, i supremi giudici hanno ridotto i diritti dei
cittadini americani garantiti dal Primo Emendamento.
Il
caso giudiziario non riguardava l'invio di denaro ad organizzazioni
terroristiche o funzioni di collegamento, attivita' che sono
chiaramente e giustamente illegali, e non riguarda soltanto
persone che possano supportare gli obiettivi di gruppi come
Hamas o Al Qaeda ma che non stiano effettivamente lavorando
con questi gruppi. Potrebbe invece avere gravi conseguenze
per gli avvocati, giornalisti, accademici o gruppi di studio
che rappresentano gruppi terroristici. Nello specifico si
trattava di un'associazione USA per i diritti umani, l'Humanitarian
Law Project, che aveva ha sfidato la legge che proibisce "sostegno
materiale" ai gruppi terroristici, ricompresa nel Patriot
Act del 2001 come "consulenza o assistenza", fornendo consulenza
a due gruppi terroristici affinche' risolvessero pacificamente
le loro controversie e lavorassero con le Nazioni Unite.
I
due gruppi - le Tigri di liberazione dell'Eelam Tamil e il
Partito dei lavoratori del Kurdistan - hanno storie di violenza
e la loro presenza sul listino ufficiale del Dipartimento
di Stato di gruppi terroristici non e' in discussione. Ma
non importava che l'associazione per i diritti mirasse effettivamente
a ridurre la violenza dei due gruppi, secondo il parere della
Corte, redatto dal Presidente della Corte Suprema John Roberts
Jr., ma era illegale perche' anche l'assistenza pacifica verso
un gruppo terroristico puo incrementare il terrorismo, sia
offrendo ai gruppi terroristici una qualche legittimita' sia
consentendo loro di fingere di star negoziando mentre tramano
violenza.
Energico il parere in dissenso dei giudici Stephen Breyer,
Ruth Bader Ginsburg e Sonia Sotomayor, poiche', hanno scritto,
se fornire legittimita' ad un gruppo terroristico e' stato
davvero un delitto, allora dovrebbe anche essere un crimine
di per se' legittimare un gruppo terroristico con la parola,
il che non e'. La Corte alla fine ha chiarito che gli atti
per essere illegali dovevano essere coordinati con i gruppi
terroristici, ma, nota il New York Times, questo si potrebbe
dire di molte forme di assistenza, come la presentazione di
un amicus curiae contro il governo in una causa che coinvolga
un gruppo terroristico, un lavoro effettuato da ricercatori
o giornalisti che operino in zone di conflitto e che comprenda
interviste a terroristi, cosi' come le stesse fonti dei giornalisti,
come accaduto quando l'F.B.I. ha sospettato di terrorismo
alcune persone intervistate come fonti di un articolo del
New York Times e ha minacciato di arrestarli per sostegno
materiale.
La legge era stata contestata, tra gli altri, da Ralph D.
Fertig, un attivista per i diritti civili che ha detto di
voler aiutare il PKK (Partito Curdo dei lavoratori) in Turchia
a trovare modi pacifici per raggiungere i suoi obiettivi.
Dopo la decisione, Fertig ha detto che essa e' stata una delusione
grave: "Questo e' un giorno buio nella storia della lotta
per i diritti umani a favore dei gruppi stranieri che vengono
oppressi". Il PKK, infatti, pur usando metodi spesso violenti
per le sue azioni, si batte contro l'oppressione del popolo
curdo.
Rimane
un modo ragionevole di risolvere queste controversie: il Justice
Breyer, nel parere redatto a nome dei tre magistrati dissidenti,
ha proposto una regola che criminalizzerebbe questo tipo di
espressione o di associazione "solo quando l'imputato conosce
o intende far sì che tali attivita' andranno a sostenere azioni
illecite dell'organizzazione terroristica". Dato tuttavia
che questa proposta non e' riuscita a convincere gli altri
supremi giudici, il quotidiano USA chiede che il Congresso
emani una legge che faccia divenire norma questa regola di
buon senso.
D'altra parte, la decisione della Corte e' stata presa con
il voto a favore di due giudici nominati da Bush: lo stesso
John Roberts Jr. e Samuel A. Alito Jr., e da un vechio amico
della precedente presidenza, Antonin Scalia, mentre ael gruppo
dei dissidenti fa parte la Sonia Sotomayor, una giurista da
sempre a difesa dei diritti umni e civili, che e' stata nominata
da Obama. Grazie al fatto che la nomina a giudice supremo
e' a vita e alla giovane eta' di alcuni dei magistrati da
lui nominati (Roberts ha davanti almeno 20 anni di carriera),
il team Bush riesce ancora a condizionare l'amministrazione
della giustizia limitando le liberta' civili come durante
gli otto anni della sua presidenza.
Il problema quindi non e' solo giudiziario o di liberta',
ma evidentemente anche politico.
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
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