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Etica
e politica : caos istituzionalizzato
di
Rodolfo Roselli*
Il nostro paese, giorno per giorno, sta scivolando verso una
situazione caotica nella maggior parte dei settori fondamentali
della vita sociale ed economica, oltre che politica. (...)
Il Presidente della Repubblica è giustamente preoccupato di
dare priorità all'approvazione del decreto sulla manovra economica
perché ogni incertezza e ogni ritardo potrebbero scatenare
manovre speculative internazionali sulla nostra moneta, analoghe
a quelle avvenute in Grecia, e le sue preoccupazioni nascono
dalla valanga di emendamenti presentati, circa 2500, ma ancor
più grave è che la metà dei medesimi provengano proprio dalla
maggioranza. Questo vuol dire che la manovra proposta non
è stata nemmeno discussa nell'ambito delle forze della maggioranza,
che è stata fatta a loro insaputa e che quindi risulta già
bocciata in anticipo proprio dalla maggioranza che governa.
In aggiunta sarebbe logico dare la massima priorità a questa
manovra che, essendo un decreto legge da convertire in 60
giorni, ha ovviamente i giorni contati. Invece il Presidente
del Consiglio è più interessato a dare priorità alla legge
sulle intercettazioni che, oltre ad essere un provvedimento
molto meno sentito dal popolo, presenta grossi difetti d'
incostituzionalità e di violazione delle norme internazionali
ed europee e quindi soggetto al rischio di non poter nemmeno
essere applicato. Si aggiunge a questo il fatto che il tutto
dovrebbe essere fatto in fretta, saltando ogni regola, senza
ponderazione e con approvazione a scatola chiusa. (...)
Se
poi passiamo ad esaminare l'area parlamentare il caos aumenta
non solo per la già segnalata valanga di emendamenti alla
legge sulla manovra economica, ma anche da almeno due episodi
che sono indicativi di che razza di lavoro svolgono i nostri
parlamentari. Sono solo due episodi ma forse non ne conosciamo
molti altri. Il primo episodio è la presentazione da parte
dei parlamentari della maggioranza Tancredi, Latronioco, e
Frattin di due emendamenti il primo per introdurre il condono
edilizio, il secondo per introdurre il condono fiscale. Ma
la cosa grave non è la presentazione di questi emendamenti,
poi bocciati dallo stesso governo, ma il fatto che la responsabilità
di valutare o meno la presentazione di ogni emendamento è
totalmente dei rispettivi capi gruppo parlamentari che, evidentemente
non hanno fatto il proprio dovere, dimostrando che non controllano
e filtrano ogni emendamento, il che presuppone che nei 2500
presentati di cose assurde se ne potrebbero trovare molte
altre, peccato che questi signori sono ben pagati proprio
per evitare questo.
Il secondo episodio riguarda un altro emendamento precipitosamente
ritirato dal governo che riguardava d'innalzare la concessione
della pensione d'invalidità civile innalzando dal 74 all'85%
la soglia d'invalidità per ottenere questo assegno. Dopo aver
presentato questo emendamento, nessuno si era accorto di un
piccolo dettaglio, che cioè le strutture tecniche dell'INPS
avevano segnalato che con percentuali inferiori all'80% d'invalidità
si trovavano persone prive di arti, affette dalla sindrome
di down, affette da patologie gravissime etc. Tutto questo
significa che la stesura delle leggi e egli emendamenti è
un fatto affidato a persone del tutto incompetenti ,che non
verificano e valutano le situazioni, le conseguenze, i costi,
gli eventuali benefici, pur avendo a disposizione in Parlamento,
a nostre spese, bande di consulenti che evidentemente, o competenti
non sono, o certamente non svolgono bene il loro lavoro.
Questi episodi dimostrano bene in quali mani viene affidata
la stesura delle leggi e che tipo di confusione regna anche
nel Parlamento. Se poi andiamo ad esaminare la delicata area
finanziaria e le connesse richieste di nuove tasse per i cittadini,
allora la cosa diviene drammatica, perché non si capisce con
quale coraggio gli stessi governanti che hanno dimostrato
fino ad oggi di non aver saputo amministrare adeguatamente
i soldi pubblici, creando e non eliminando gli sprechi , abbiano
il coraggio di chiedere ai cittadini nuove risorse, senza
contare il comportamento incredibile di alcuni ministri..
La cattiva amministrazione è dimostrata incontestabilmente
dalla relazione della Corte dei Conti sull'andamento degli
appalti pubblici svolti in questi ultimi anni.
Tra
le varie istituzioni pubbliche che bandiscono gare per le
opere pubbliche, in questi ultimi anni, una si è particolarmente
distinta per le sue irregolarità, ed è stata la Protezione
Civile. Da quando Guido Bertolaso nel 2011 ha avuto assegnata
la funzione da Silvio Berlusconi, non solo si è occupato delle
calamità naturali, ma gli è stata aggiunta anche la competenza
generica sui grandi eventi, dizione che dice tutto e non dice
nulla, e che si presta ad ogni tipo di decisioni unilaterali
e certamente poco giustificate e giocando su questa ambiguità
le conseguenze non sono mancate. Ebbene da quella data Guido
Bertolaso è stato responsabile della gestione di circa 13
miliardi di euro di soldi pubblici gestiti in modo totalmente
anomalo rispetto alle regole di assegnazione delle gare pubbliche
e con ampie deroghe alle procedure ordinarie.
E'
singolare il fatto che Bertolaso si sia vantato di aver fatto
molte cose presto e bene, ma sarebbe stato ancor più strano
che non le avesse sapute fare, avendo avuto la facoltà di
saltare tutti gli obblighi legali, di disporre di fondi senza
fine a suo piacimento, di designare gli imprenditori suoi
amici, di permettere costi incredibili al di fuori di ogni
logica industriale. Solo un deficiente in queste condizioni
non sarebbe riuscito a fare tutto presto e bene. Agli interventi
per calamità naturali si sono aggiunti quelli per gare sportive,
per manifestazioni internazionali, per i viaggi del Pontefice
e così via, che con la Protezione Civile non hanno nulla a
che vedere. Basti pensare che per la competizione velica "Louis
Vuitton World Series, sono stati impiegati dipendenti pubblici
e soldi pubblici per circa 2,3 milioni di euro i quali sono
stati tutti prelevati da quelli accantonati per le calamità
naturali e di competenza della Protezione Civile.
La
sottrazione di questi fondi, ha trascinato con se altre spiacevoli
e logiche conseguenze come quello sta accadendo a l'Aquila
ove per mancanza di denaro circa 4000 persone terremotate,
alloggiate negli alberghi della costa adriatica, rischiano
da un momento all'altro di essere sfrattate proprio perché
non ci sono più soldi per pagare gli alloggi, e per lo stesso
motivo di mancanza di fondi è ferma la ricostruzione del centro
storico che, ovviamente, condiziona tutte le attività della
zona. Quanto accade a l'Aquila dimostra anche che il dr. Bertolaso
non è stato nemmeno capace di definire un piano coerente e
completo di ricostruzione della zona per consentirne la rinascita,
ma di aver operato disordinatamente, caso per caso mettendo
toppe su toppe e creando problemi invece di risolverli.
Eppure
la Protezione Civile è stata solerte ad emanare a raffica
ordinanze su ordinanze in un crescendo rossiniano negli anni,
passando dalle 28 ordinanze nel 2001 alle 49 del 2009. Per
il solo problema della spazzatura in Campania dal 2001 al
2005 ha emanato una ordinanza all'anno ma nel 2007 ne ha emanate
sette e nel 2008 sono diventate 11 per un importo complessivo
per la sola Regione Campania di circa 3 miliardi e mezzo di
euro. Un importo equivalente a 613 euro per ogni abitante
della Campania di tassa occulta. E ancora sono stati utilizzati
fondi per i campionati mondiali di nuoto del 2009 e, per il
G8 della Maddalena, erano previsti un miliardo e mezzo, e
ancora per le celebrazioni dell'Unità d'Italia ed altre attività
,spacciate sempre come grandi eventi. Ma la cosa più strana
è che di tutte queste gare ed appalti non siano state fornite
indicazioni sulle procedure seguite, sugli incarichi affidati
a progettisti e consulenti. Che i tempi stretti di realizzazione
abbiano consentito di riconoscere alle imprese vincenti addirittura
un "premio di accelerazione" cioè un aumento dei costi, mai
previsto in nessuna procedura pubblica, che il tempo necessario
tra 'avviso di preinformazione e la pubblicazione dei bandi
sia stato ridotto a soli 14 giorni. Tempo insufficiente per
qualsiasi ditta esterna a poter partecipare, a meno che non
conoscesse preventivamente tutti i dati necessari.
Ma
la volontà di voler gestire i soldi pubblici senza il minimo
controllo, per favorire determinate aree amiche, è dimostrato
da altri due episodi sconcertanti. Il primo è che nell'ultima
manovra finanziaria è stata cancellata una norma presentata
dal Ministro Tremonti che intendeva mettere sotto il controllo
della Ragioneria Generale dello Stato tutte le spese che fanno
capo alla Presidenza del Consiglio. Fra queste spese figurano
una ventina di miliardi di euro gran parte dei quali sono
destinati alla Protezione Civile, e che quindi continueranno
ad essere svincolate dai controlli del Tesoro. Il secondo
episodio è il ripristino degli arbitrati, a suo tempo aboliti
dal Ministro Di Pietro, che costituiscono una forma di giustizia
privata, molto celere, gestita in prima persona da magistrati
amministrativi e contabili e alti funzionari pubblici che,
oltre ad avere alti stipendi, hanno anche elevate retribuzioni
aggiuntive per questo lavoro. Da tener presente che da questi
contenziosi gestiti dagli arbitrati lo Stato ne esce sempre
perdente e infatti nel 2009 ha perduto il 94% dei 136 arbitrati
il che ha comportato una spesa aggiuntiva di 414 milioni di
euro, la metà circa dell'investimento FIAT per Pomigliano
d'Arco. Siamo arrivati al punto che ogni due appalti di importo
superiore a 15 milioni di euro scatta un arbitrato e con questo
sistema il costo delle opere pubbliche è lievitato mediamente
del 18%.
Questi
gravi episodi di corruzione e di illegalità non hanno nulla
a che fare con la crisi economica , ma comunque sono sempre
pagati dai soldi dei cittadini che vengono perseguitati con
tributi di ogni genere solo per soddisfare i guadagni di personaggi
politici degni del malaffare. E' perfettamente inutile continuare
a riempire un secchio che presenta buchi ovunque. A questo
punto è molto difficile pensare che con tutti questi episodi
caotici l'Italia possa recuperare il terreno perduto e possa
essere degna di trovarsi in posizione migliore tra le nazioni
europee, ma è molto più credibile che con questi personaggi
che amministrano il paese in questo modo si continui a peggiorare
il caos già esistente.
*
ingegnere ed esperto di management,
intervento su Radio Gamma 5 del 23.06.2010 e su Challenger
TV satellitare Sky 922 ogni giorno dal lunedì al venerdì
 
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