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Kurdistan
dell'Iraq : doppio sconfinamento senza reazioni internazionali
di
Shorsh Surme*
Lo sconfinamento nel territorio dell’Iraq - da una parte l’esercito
Turco, dall'altra i Pasdaran (Il Corpo delle Guardie della
rivoluzione islamica in Iran) - è diventato un gioco.
Infatti,
l’esercito degli Ayatollah sta bombardando ormai da tre settimane
il territorio del Kurdistan dell’Iraq, che è parte integrante
del territorio dell’Iraq, distruggendo interi villaggi e costringendo
la popolazione a lasciare la sue povere case, con la scusa
di inseguire il partito curdo Pjak (Parti Jiyani Azadi Kürdistan
- Partito per la vita e la libertà in Kurdistan), una formazione
volta a rivendicare i diritti del popolo curdo iraniano con
strumenti politici e di guerriglia rispondendo a una guerra
imposta dal governo iraniano.
Forze
speciali turche sono entrate in territorio iracheno per inseguire
un gruppo di ribelli curdi, uccidendo quattro miliziani: lo
hanno reso noto le autorità militari di Ankara. Tre compagnie
di commando e un battaglione delle forze speciali hanno oltrepassato
il confine spingendosi per quattro chilometri in territorio
iracheno, dopo che l'aeronautica militare aveva colpito alcune
posizioni ribelli situate poco oltre la frontiera. Lo sconfinamento
è stato ordinato in seguito a un fallito attacco della guerriglia
curda contro unità militari turche dispiegate nei pressi del
confine con l'Iraq.
La Turchia di Recep Tayyip Erdogan - che difende strumentalmente
il popolo Palestinese per affermare la propria leadership
in Medio Oriente - non riesce a trovare una soluzione alla
questione di 18 milioni di Curdi in quel paese.
Ricordiamoci
di quando nel 1990 Saddam Hussein occupò il Kuwait, che era
ed è un emirato sovrano. Allora si allearono giustamente 30
paesi nel mondo in nome del Diritto Internazionale contro
il dittatore di Baghdad. Ora che l’Iran e la Turchia stanno
facendo la stessa identica cosa, nessuno alza un dito.
Come
sempre, due pesi e due misure.
*
giornalista curdo-iracheno
 
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