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17 aprile 2010
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Kurdistan dell'Iraq : doppio sconfinamento senza reazioni internazionali
di Shorsh Surme*

Lo sconfinamento nel territorio dell’Iraq - da una parte l’esercito Turco, dall'altra i Pasdaran (Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica in Iran) - è diventato un gioco.

Infatti, l’esercito degli Ayatollah sta bombardando ormai da tre settimane il territorio del Kurdistan dell’Iraq, che è parte integrante del territorio dell’Iraq, distruggendo interi villaggi e costringendo la popolazione a lasciare la sue povere case, con la scusa di inseguire il partito curdo Pjak (Parti Jiyani Azadi Kürdistan - Partito per la vita e la libertà in Kurdistan), una formazione volta a rivendicare i diritti del popolo curdo iraniano con strumenti politici e di guerriglia rispondendo a una guerra imposta dal governo iraniano.

Forze speciali turche sono entrate in territorio iracheno per inseguire un gruppo di ribelli curdi, uccidendo quattro miliziani: lo hanno reso noto le autorità militari di Ankara. Tre compagnie di commando e un battaglione delle forze speciali hanno oltrepassato il confine spingendosi per quattro chilometri in territorio iracheno, dopo che l'aeronautica militare aveva colpito alcune posizioni ribelli situate poco oltre la frontiera. Lo sconfinamento è stato ordinato in seguito a un fallito attacco della guerriglia curda contro unità militari turche dispiegate nei pressi del confine con l'Iraq.

La Turchia di Recep Tayyip Erdogan - che difende strumentalmente il popolo Palestinese per affermare la propria leadership in Medio Oriente - non riesce a trovare una soluzione alla questione di 18 milioni di Curdi in quel paese.

Ricordiamoci di quando nel 1990 Saddam Hussein occupò il Kuwait, che era ed è un emirato sovrano. Allora si allearono giustamente 30 paesi nel mondo in nome del Diritto Internazionale contro il dittatore di Baghdad. Ora che l’Iran e la Turchia stanno facendo la stessa identica cosa, nessuno alza un dito.

Come sempre, due pesi e due misure.

* giornalista curdo-iracheno

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