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Razzismo
insinuante
di
Saleh Zaghloul*
Il nuovo razzismo, quello più pericoloso, non dichiara
apertamente la propria natura. Non dice di essere contro i
migranti, i neri, i rom, i musulmani, gli ebrei in quanto
tali.
Hitler
ed il regime dell'apartheid in Sud Africa, grazie a dio, sono
stati sconfitti. Il nuovo razzismo ha imparato a nascondersi,
preferisce esordire con la frase "non sono razzista,
ma ...", dopo di che possono seguire una marea di parole
di ogni brutalità. Non sono razzista "ma i migranti
rubano il lavoro, sono ladri, vendono droga, stuprano le donne"...
ecc. In certi casi le frasi con il "ma" fanno anche
morire dal ridere (per non piangere) come quella raccolta
da un giornalista di l'Unità nei primi anni novanta:
"Io non sono razzista, sono loro che sono arabi".
Alcuni
razzisti dopo aver articolato e dettagliato cose evidentemente
false contro "gli altri" si permettono di spingersi
a dire: "Se questo è razzismo allora sono razzista".
Per certe figure (ministri, preti, ecc.), non completamente
stupide, la regola è nascondere totalmente il proprio
razzismo. Ma anche loro alle volte scivolano e dicono cose
che fanno ridere.
Don
Valentino Porcile, parroco di una delle chiese di Cornigliano,
ha scritto una lettera per allontanare i Rom dalla propria
parrocchia. Dice al Secolo XIX del 3 giugno che non c'entra
il razzismo contro i Rom: "Qui la razza non c?entra nulla,
è in ballo solo la sicurezza e la tranquillità
di persone deboli e anziane. Tempo fa, quando il pericolo
e le intimidazioni furono portati da un gruppo di sudamericani,
non esitai a prendere una posizione simile nei loro confronti".
Tempo
fa, inoltre, don Valentino Porcile era sempre in testa alle
manifestazioni contro la moschea a Cornigliano, non certo
perchè è contro il diritto di culto dei musulmani,
assolutamente no, ma per questioni di traffico, parcheggi
e cose del genere.
Mi
chiedo cosa direbbe Gesù ad un parroco che allontana
i deboli dalla propria parrocchia. I musulmani credono che
Gesù non sia morto, ma sia vivo in cielo e per la maggior
parte di loro un giorno ritornerà e tornerà
sulla terra per guidare la vittoria finale del bene contro
il male. Visto che il suo ritorno non sembra imminente, non
c'è nessun altro, a parte Don Gallo, sulla terra di
Genova che possa spiegargli che per un sacerdote la "mia
gente" sono tutti?
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Osservatorio Ligure sull'informazione
 
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