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13 giugno 2010
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Razzismo insinuante
di Saleh Zaghloul*

Il nuovo razzismo, quello più pericoloso, non dichiara apertamente la propria natura. Non dice di essere contro i migranti, i neri, i rom, i musulmani, gli ebrei in quanto tali.

Hitler ed il regime dell'apartheid in Sud Africa, grazie a dio, sono stati sconfitti. Il nuovo razzismo ha imparato a nascondersi, preferisce esordire con la frase "non sono razzista, ma ...", dopo di che possono seguire una marea di parole di ogni brutalità. Non sono razzista "ma i migranti rubano il lavoro, sono ladri, vendono droga, stuprano le donne"... ecc. In certi casi le frasi con il "ma" fanno anche morire dal ridere (per non piangere) come quella raccolta da un giornalista di l'Unità nei primi anni novanta: "Io non sono razzista, sono loro che sono arabi".

Alcuni razzisti dopo aver articolato e dettagliato cose evidentemente false contro "gli altri" si permettono di spingersi a dire: "Se questo è razzismo allora sono razzista". Per certe figure (ministri, preti, ecc.), non completamente stupide, la regola è nascondere totalmente il proprio razzismo. Ma anche loro alle volte scivolano e dicono cose che fanno ridere.

Don Valentino Porcile, parroco di una delle chiese di Cornigliano, ha scritto una lettera per allontanare i Rom dalla propria parrocchia. Dice al Secolo XIX del 3 giugno che non c'entra il razzismo contro i Rom: "Qui la razza non c?entra nulla, è in ballo solo la sicurezza e la tranquillità di persone deboli e anziane. Tempo fa, quando il pericolo e le intimidazioni furono portati da un gruppo di sudamericani, non esitai a prendere una posizione simile nei loro confronti".

Tempo fa, inoltre, don Valentino Porcile era sempre in testa alle manifestazioni contro la moschea a Cornigliano, non certo perchè è contro il diritto di culto dei musulmani, assolutamente no, ma per questioni di traffico, parcheggi e cose del genere.

Mi chiedo cosa direbbe Gesù ad un parroco che allontana i deboli dalla propria parrocchia. I musulmani credono che Gesù non sia morto, ma sia vivo in cielo e per la maggior parte di loro un giorno ritornerà e tornerà sulla terra per guidare la vittoria finale del bene contro il male. Visto che il suo ritorno non sembra imminente, non c'è nessun altro, a parte Don Gallo, sulla terra di Genova che possa spiegargli che per un sacerdote la "mia gente" sono tutti?

* Osservatorio Ligure sull'informazione

per approfondire...

Dossier immigrazione

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