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04 giugno 2010
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USA : morto dopo uso del Taser , chieste regole e inchiesta imparziale
di Rico Guillermo*

La polizia di frontiera USA fa un uso eccessivo del Taser, la pistola elettrica. Dopo la morte di un immigrato messicano arriva la denuncia Amnesty International, che chiede restrizioni.

Il Taser e' un'arma che produce due scariche elettriche ed e' in grado di bloccare una persona da distanza ravvicinata in quanto il percorso della corrente nel corpo di chi ne e' colpito paralizza alcuni muscoli e in molti casi provoca stordimento. Negli USA e' pubblicizzata come arma non letale e venduta come strumento di difesa personale ed e' anche in dotazione alle forze di polizia. Anche se l'impresa costruttrice nega la letalita' dello strumento, dal 2001, oltre 400 persone sono morte negli Stati Uniti dopo essere state colpite con i Taser della polizia.

Sebbene i coroner abbiano attribuito maggior parte dei decessi ad altre cause, il Taser e' stato citata come causa o fattore collaterale in oltre 50 morti. In molti di questi casi il defunto ha smesso di respirare poco dopo essere stato scioccato. Ci sono altri casi in cui la causa della morte rimane poco chiara. Secondo alcuni studi il rischio di lesioni da Taser e armi simili sarebbe generalmente basso negli adulti sani, si teme che alcuni individui possono essere particolarmente vulnerabili alle reazioni avverse da shock come persone con problemi cuore o con struttura fisica piccola.

C'è anche preoccupazione da parte di alcuni medici che l'elettro-shock possa contribuire a problemi cardiaci o respiratori nelle persone gia' compromesse dall'inseguimento della polizia, da stress o abuso di droghe. Ovviamente nelle circostanze in cui il Taser viene usato non c'e' il tempo di verificare lo stato di salute della vittima, ma anche quando la situazione appare chiara, i poliziotti abusano dello strumento con facilita', senza che ve ne sia effettivo bisogno, su soggetti non pericolosi (e poi risultati innocenti) o addirittura su malati mentali, come emerso nel 2007 grazie ad una inchiesta dello Huston Cronicle.

Nel caso piu' recente, che ha destato l'attenzione di Amnesry, secondo fonti della polizia, Anastasio Hernandez era stato arrestato il 28 maggio dopo il rientro illegale negli Stati Uniti attraverso la frontiera degli Stati Uniti con il Messico. La polizia di frontiera e i doganieri lo hanno colpito con un bastone e hanno utilizzato un Taser su di lui quando e' diventato "combattivo" mentre cercavano di espellerlo in Messico. L'uomo ha smesso di respirare poco dopo essere stato "taserato" e la sua morte cerebrale e' stata dichiarata in ospedale circa 21 ore piu' tardi, ore durante le quali era stato attaccato ad una macchina di supporto vitale.

Il medico legale ha dichiarato che l'uomo era morto per un attacco di cuore, con segni di abuso di metanfetamine e pressione alta che sono fattori predisponenti, ma la quantita' di metanfetamine nel suo corpo non e' stata segnalata. Amnesty International non ha ancora i dettagli dell'incidente, sui quali sussiste ancora il segreto dell'inchiesta, ma e' preoccupata per le accuse che la polizia abbia fatto ricorso a livelli non necessari di forza. Amnesty International ha serie preoccupazioni circa la sicurezza delle armi a scarica elettrica, come Taser, e le considera potenzialmente letali e causa di abusi.

L'organizzazione chiede una severa regolamentazione per tali armi e utilizzato solo in situazioni in cui esse sono necessarie a proteggere la vita ed evitare l'uso di armi da fuoco. Inoltre, riguardo allo specifico caso del migrante, AI chiede un'indagine completa, imparziale dei fatti, e che i risultati - compresi quelli dell'autopsia - siano resi pubblici il piu' presto possibile.

* si ringrazia Claudio Giusti

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Dossier immigrazione

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