Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
28 maggio 2010
tutti gli speciali

Iraq : a quando un nuovo governo ?
di Shorsh Surme*

A distanza di due mesi e mezzo dalla elezioni del 7 marzo scorso l’Iraq è ancora senza un governo.

In tutto il mondo civile e democratico, quando un partito vince le elezioni anche per un voto dovrebbe formare il governo del paese. In Iraq la coalizione che ha ottenuto maggiori seggi al parlamento è "Iraqiya", il partito dell’ex primo ministro Iyad Allawi, ma non potrà formare il governo senza la partecipazione dei principali partiti sciiti alleati fra di loro, in primis l'"Alleanza per lo Stato di diritto", la coalizione guidata del premier uscente Nuri al Maliki, e l'"Iraqi National Alliance" (ex Consiglio Supremo islamico iracheno), capeggiato da Ammar al Hakim.

Nel caso che questi partiti sciiti non partecipino alla formazione del futuro governo, Allawi non otterrà i voti sufficienti per avere la fiducia in Parlamento.

Dopo vari appelli dei partiti, la Commissione Elettorale (IHEC) si è finalmente decisa solo ieri a inviare i risultati finali del voto alla Corte Suprema Federale, che deve confermarli. Questo dovrebbe essere l'ultimo passo necessario prima che possa essere convocato il nuovo Parlamento, che a sua volta dovrà eleggere sia il presidente del nuovo parlamento sia il Presidente della Repubblica, due cariche istituzionali molto importanti per il paese, sperando che anche per queste due scelte non si vada avanti per altri tre mesi.

Si sa che i paesi limitrofi stanno giocando un ruolo sempre piu’ influente sia nella formazione dei partiti che delle alleanze in Iraq. In primis l’Iran, che appoggia i partiti di ispirazione religiosa sciita. In secondo luogo l’Arabia Saudita, che non mai cercato di aiutare i popoli dell’Iraq ad uscire dall’attuale situazione, semmai ha usato l’arma del denaro per cercare di creare una base per i propri sostenitori ed alleati in quel paese. Infine la Turchia, che non si sa da che parte stia.

Quindici giorni fa Ankara, insieme alla Siria e al Qatar, ha tenuto un vertice proprio sull’Iraq senza aver invitato un rappresentante del paese in questione. E’ chiaro che anche la Turchia vuole rafforzare la propria influenza sia in Medio Oriente in generale che in Iraq in particolare.

La mia opinione è che di tutto questo bailamme la vittima siano i popoli dell’Iraq.

* giornalista curdo-iracheno

per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale