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Iraq
: a quando un nuovo governo ?
di
Shorsh Surme*
A distanza di due mesi e mezzo dalla elezioni del 7 marzo
scorso l’Iraq è ancora senza un governo.
In
tutto il mondo civile e democratico, quando un partito vince
le elezioni anche per un voto dovrebbe formare il governo
del paese. In Iraq la coalizione che ha ottenuto maggiori
seggi al parlamento è "Iraqiya", il partito dell’ex
primo ministro Iyad Allawi, ma non potrà formare il governo
senza la partecipazione dei principali partiti sciiti alleati
fra di loro, in primis l'"Alleanza per lo Stato di diritto",
la coalizione guidata del premier uscente Nuri al Maliki,
e l'"Iraqi National Alliance" (ex Consiglio Supremo
islamico iracheno), capeggiato da Ammar al Hakim.
Nel
caso che questi partiti sciiti non partecipino alla formazione
del futuro governo, Allawi non otterrà i voti sufficienti
per avere la fiducia in Parlamento.
Dopo vari appelli dei partiti, la Commissione Elettorale (IHEC)
si è finalmente decisa solo ieri a inviare i risultati finali
del voto alla Corte Suprema Federale, che deve confermarli.
Questo dovrebbe essere l'ultimo passo necessario prima che
possa essere convocato il nuovo Parlamento, che a sua volta
dovrà eleggere sia il presidente del nuovo parlamento sia
il Presidente della Repubblica, due cariche istituzionali
molto importanti per il paese, sperando che anche per queste
due scelte non si vada avanti per altri tre mesi.
Si sa che i paesi limitrofi stanno giocando un ruolo sempre
piu’ influente sia nella formazione dei partiti che delle
alleanze in Iraq. In primis l’Iran, che appoggia i partiti
di ispirazione religiosa sciita. In secondo luogo l’Arabia
Saudita, che non mai cercato di aiutare i popoli dell’Iraq
ad uscire dall’attuale situazione, semmai ha usato l’arma
del denaro per cercare di creare una base per i propri sostenitori
ed alleati in quel paese. Infine la Turchia, che non si sa
da che parte stia.
Quindici
giorni fa Ankara, insieme alla Siria e al Qatar, ha tenuto
un vertice proprio sull’Iraq senza aver invitato un rappresentante
del paese in questione. E’ chiaro che anche la Turchia vuole
rafforzare la propria influenza sia in Medio Oriente in generale
che in Iraq in particolare.
La
mia opinione è che di tutto questo bailamme la vittima siano
i popoli dell’Iraq.
*
giornalista curdo-iracheno
 
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