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25 maggio 2010
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Mafia : la voglia di sapere dei giovani
di Lorenzo Frigerio

Nel bell’articolo scritto da Piero Colaprico (MAFIA, LA VOGLIA DI SAPERE DEI GIOVANI, La Repubblica Milano 22/5/2010), si racconta quanto è avvenuto venerdì 21 maggio nell’aula magna del Palazzo di Giustizia a Milano: uno straordinario colloquio tra due mondi che, ogni volta che si ripete, produce grandi risultati, la scuola e la magistratura.

La scelta di uno dei luoghi dove tenere il ricordo della strage di Capaci – l’altro è l’Albero Falcone e Borsellino di via Benedetto Marcello – è nata dall’incontro delle volontà di Libera e del Coordinamento delle scuole milanesi per l’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva, da un lato, e dalla disponibilità della giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati dall’altro. Per quattro ore abbondanti, gli studenti si sono succeduti al microfono per leggere brani di letteratura e di sociologia, estratti di processi e testimonianze, frutto del lavoro fatto in classe lungo tutto quest’anno.

Un anno impegnativo per le scuole e le associazioni milanesi, sollcitate nella preparazione della XV Giornata nazionale della memoria e dell’impegno che ha visto 150.000 persone camminare al fianco dei familiari delle vittime di mafie e percorrere le vie di Milano per arrivare in piazza Duomo, dove sono stati letti i nomi di quanti sono caduti per mano criminale in quasi due secoli della storia del nostro paese. Anche venerdì, ancora una volta, i circa 400 studenti hanno dato prova di una grande attenzione e profonda maturità, grazie soprattutto al lavoro prezioso svolto da insegnanti preparati professionalmente e motivati civilmente. Se le mafie fondano il loro potere anche sui simboli, anche l’antimafia organizzata e responsabile ha dimostrato di sapere offrire dei simboli nei quali riconoscersi.

Sicuramente è stato altamente simbolico che in quel luogo, il Palazzo di Giustizia, si siano dati appuntamento due mondi che da diversi anni sono sotto attacco, per la ragione ovvia che sono baluardi fondamentali per resistere alla deriva culturale, etica e criminale del nostro Paese. Scuola e giustizia sono due settori per i quali difettano le risorse, sono due settori mortificati quotidianamente e delegittimati pesantemente, due settori cruciali per la vita del nostro paese, per l’esercizio quotidiano dei diritti sanciti dalla Carta Costituzionale.

Che per una mattina intera, questi due mondi abbiano lavorato insieme e così bene, è una bella notizia, un risultato straordinario che spinge ad andare avanti, in questi tempi bui per la nostra democrazia. Di questo dobbiamo ringraziare docenti e studenti, oltre ai testimoni che hanno dialogato con loro: da Vincenzo Consolo a Michela Buscemi e Piero Colaprico, da Franca Imbergamo a Maurizio Romanelli. Un ringraziamento doveroso e sentito al coordinamento di Libera Milano e al Coordinamento delle scuole milanesi per l’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva per quanto hanno saputo produrre anche in questa occasione. Un ringraziamento davvero di cuore e non formale alla giunta distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati per aver permesso che un simile momento si potesse realizzare.

Anche in questo caso le parole più appropriate sembrano essere proprio quelle di Giovanni Falcone: “è tempo di andare avanti, non con sterili declamazioni e non più confidando sull’impegno straordinario di pochi, ma col doveroso impegno ordinario di tutti. In una battaglia che è anzitutto di civiltà e che può e deve essere vinta”.

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Speciale mafia e antimafia

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