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Mafia
: la voglia di sapere dei giovani
di
Lorenzo Frigerio
Nel
bell’articolo scritto da Piero Colaprico (MAFIA, LA VOGLIA
DI SAPERE DEI GIOVANI, La Repubblica Milano 22/5/2010), si
racconta quanto è avvenuto venerdì 21 maggio nell’aula magna
del Palazzo di Giustizia a Milano: uno straordinario colloquio
tra due mondi che, ogni volta che si ripete, produce grandi
risultati, la scuola e la magistratura.
La
scelta di uno dei luoghi dove tenere il ricordo della strage
di Capaci – l’altro è l’Albero Falcone e Borsellino di via
Benedetto Marcello – è nata dall’incontro delle volontà di
Libera e del Coordinamento delle scuole milanesi per l’educazione
alla legalità e alla cittadinanza attiva, da un lato, e dalla
disponibilità della giunta distrettuale dell’Associazione
Nazionale Magistrati dall’altro. Per quattro ore abbondanti,
gli studenti si sono succeduti al microfono per leggere brani
di letteratura e di sociologia, estratti di processi e testimonianze,
frutto del lavoro fatto in classe lungo tutto quest’anno.
Un
anno impegnativo per le scuole e le associazioni milanesi,
sollcitate nella preparazione della XV Giornata nazionale
della memoria e dell’impegno che ha visto 150.000 persone
camminare al fianco dei familiari delle vittime di mafie e
percorrere le vie di Milano per arrivare in piazza Duomo,
dove sono stati letti i nomi di quanti sono caduti per mano
criminale in quasi due secoli della storia del nostro paese.
Anche venerdì, ancora una volta, i circa 400 studenti hanno
dato prova di una grande attenzione e profonda maturità, grazie
soprattutto al lavoro prezioso svolto da insegnanti preparati
professionalmente e motivati civilmente. Se
le mafie fondano il loro potere anche sui simboli, anche l’antimafia
organizzata e responsabile ha dimostrato di sapere offrire
dei simboli nei quali riconoscersi.
Sicuramente è stato altamente simbolico che in quel luogo,
il Palazzo di Giustizia, si siano dati appuntamento due mondi
che da diversi anni sono sotto attacco, per la ragione ovvia
che sono baluardi fondamentali per resistere alla deriva culturale,
etica e criminale del nostro Paese. Scuola e giustizia sono
due settori per i quali difettano le risorse, sono due settori
mortificati quotidianamente e delegittimati pesantemente,
due settori cruciali per la vita del nostro paese, per l’esercizio
quotidiano dei diritti sanciti dalla Carta Costituzionale.
Che per una mattina intera, questi due mondi abbiano lavorato
insieme e così bene, è una bella notizia, un risultato straordinario
che spinge ad andare avanti, in questi tempi bui per la nostra
democrazia. Di questo dobbiamo ringraziare docenti e studenti,
oltre ai testimoni che hanno dialogato con loro: da Vincenzo
Consolo a Michela Buscemi e Piero Colaprico, da Franca Imbergamo
a Maurizio Romanelli. Un ringraziamento doveroso e sentito
al coordinamento di Libera Milano e al Coordinamento delle
scuole milanesi per l’educazione alla legalità e alla cittadinanza
attiva per quanto hanno saputo produrre anche in questa occasione.
Un ringraziamento davvero di cuore e non formale alla giunta
distrettuale dell’Associazione Nazionale Magistrati per aver
permesso che un simile momento si potesse realizzare.
Anche in questo caso le parole più appropriate sembrano essere
proprio quelle di Giovanni Falcone: “è tempo di andare avanti,
non con sterili declamazioni e non più confidando sull’impegno
straordinario di pochi, ma col doveroso impegno ordinario
di tutti. In una battaglia che è anzitutto di civiltà e che
può e deve essere vinta”.
 
Speciale
mafia e antimafia
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