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Fatti
di Genova dopo la sentenza della Corte d'Appello
di
Piero Stagno
A seguito della sentenza emessa il 18 maggio dalla Corte
d'Appello di Genova, che ha condannato gli agenti colpevoli
delle violenze alla scuola Diaz, ma anche la catena del comando,
ripubblichiamo un commento scritto il 24/7/2001 - all'indomani
delle violenze - da Piero Stagno, e che ci pare piu' che mai
pertinente:
Alcune
considerazioni sui fatti avvenuti a Genova la settimana scorsa.
Allo scopo di non essere frainteso, premetto (come 1) alcuni
paragrafi sulla mia visione del problema in generale, che
peraltro possono essere tranquillamente saltati.
1)
Sul G-8 in sé e sulla globalizzazione la mia posizione
è ben chiara: - un'integrazione sempre maggiore fra le varie
società umane è auspicabile; - questo vuol dire che le regole
del gioco diventeranno sempre più planetarie; - gli ultimi
200 anni dimostrano che la libertà e la democrazia sono fattori
decisivi di progresso (basta pensare all'allungamento della
vita media); - l'occidente rischia però di crearsi un altro
vitello d'oro chiamandolo libero mercato, dimentico che il
progresso è seguito non solo al libero mercato, ma soprattutto
alla democrazia che lo ha incanalato e alle lotte sindacali
che hanno impedito che i bambini continuassero a lavorare
nelle miniere come il libero mercato e la concorrenza avrebbero
imposto; del resto la sconfitta dei conservatori alle ultime
due elezioni britanniche può essere solo spiegato con l'odio
che Lady Thatcher tuttora ispira per l'impoverimento che ha
prodotto per molti suoi connazionali. - pertanto la globalizzazione
è un mezzo e non un fine: il fine è il progresso della persona
e delle singole società che può essere perseguito solo attraverso
un supplemento di democrazia: concordo quindi, in linea di
massima con l'editoriale di PadoaSchioppa apparso sul Corriere
la scorsa settimana. - le posizioni para luddistiche sono
sterili e rischiano di portare fuori strada molte persone
generose: ci vuole invece un supplemento di impegno politico,
che, in questo momento, deve concentrarsi sulla pericolosità
del vitello d'oro.
2) i fatti di Genova Quanto abbiamo visto alla televisione
e raccolto da testimonianze credo dimostri con chiarezza:
a) i dimostranti erano in stragrande maggioranza pacifici
(diversamente 150/200.00 persone sabato avrebbero causato
una situazione tragica). b) c'erano circa 1000 individui venuti
con lo scopo di distruggere: persone probabilmente conosciute
(tanto è vero che le arrestano adesso) e sulle quali non è
stato fatto un lavoro di intellligence eventualmente con i
paesi dai quali provenivano. c) questi individui sono stati
lasciati distruggere quello che volevano, come dimostrano
alcuni fatti, di cui ho conoscenza specifica (non sono i soli):
- venerdì mattina hanno cominciato a distruggere in Via Canevari,
con alcune migliaia di poliziotti a Brignole (200 metri),
è stato chiamato il 113 e li hanno lasciati fare, sono poi
arrivati a Marassi, sempre distruggendo; di lì sono andati
a distruggere a Manin, facendo la scalinata di Via Montaldo
senza che nessuno ci fosse ad aspettarli in cima (nota 2010
per i non genovesi: informo che la scalinata ha circa 100
metri di dislivello ed è di fronte al carcere di Marassi);
- venerdì pomeriggio hanno incendiato la BNL sotto casa mia,
ci sono stati circa mezz'ora con un elicottero che stava a
guardare e non è arrivato nessuno; - sabato pomeriggio (lo
abbiamo visto in televisione) hanno distrutto Corso Marconi,
con la polizia che tirava lacrimogeni sul corteo pacifico,
quando sarebbero bastati 3/400 carabinieri che marciassero
su di loro battendo sugli scudi per sopraffarli con la sola
forza del numero. Forte coi deboli e debole con i forti (che
comunque tanto forti non erano, visto il loro numero sparuto),
questo è stato l'atteggiamento del Governo. Ma fin qui siamo
nell'incompetenza (per quanto grande sia la mia disistima
verso questo Governo, non posso pensare che questo lasciar
fare sia stato un calcolo politico per screditare i dimostranti,
specie quelli pacifici).
3) I fatti di Via Cesare Battisti Quanto invece fa
realmente preoccupare e non può essere attribuito ad incompetenza
è quanto accaduto nella notte fra sabato e domenica alle scuole
di Via Cesare Battisti. In assenza di qualsiasi imminenza
di reato (tutte le manifestazioni erano finite) è stata fatta
una perquisizione, con una violenza inaudita, a cui in spregio
della legge non è stato fatto assistere alcun avvocato: leggete
sul Corriere di ieri la descrizione, che fa realmente rabbrividire.
Dormienti manganellati, porte sfondate con gli scarponi, l'edificio
in genere devastato, i computer degli avvocati distrutti,
evidentemente per un motivo ben preciso. E per cosa poi ?
una quindicina di coltellini svizzeri, un piccone probabilmente
preso da un cantiere vicino, alcune tute nere, due bombe molotov,
che in televisione non si sono viste ( e che comunque, come
ha rilevato in conferenza stampa un giornalista greco, ce
le avrebbero potute aver messo loro -nota 2010, le avevano
messe loro : ricordiamo che la civiltà occidentale crede da
più di 200 anni che il potere vada controllato e la perquisizione
non ha avuto osservatori imparziali). Per tutto questo 63
feriti e la devastazione di una scuola pubblica ???
I fatti di Via Cesare Battisti sono una vergogna per la nostra
Patria ed un indizio della pericolosità dell'attuale Governo:
non dimentichiamo che a stamattina, come hanno riportato i
giornali, non si sapeva la sorte di circa 400 persone, il
che ha attirato pesantissime critiche all'Italia da parte
della stampa internazionale. Credo che tutti debbano riflettere
molto seriamente in merito, perché da adesso, con questi precedenti,
nessuno può essere veramente sicuro; e tutto questo mentre
si stendono tappeti rossi alla mafia. Inoltre la RAI si è
rapidamente adeguata, con una cupidigia di servilismo che
fa pensare, quindi anche l'informazione è necessariamente
monca ed aumentano i pericoli.
Tutto quanto sopra impallidisce comunque di fronte a quel
ragazzo che non è più in questo mondo: ogni uomo è irripetibile,
quindi tutti siamo ora più poveri. Preghiamo per lui e i suoi
genitori (abbiamo letto le nobili parole del padre) e preghiamo
anche per quell'altro ragazzo, che per tutta la vita si porterà
dietro il rimorso; isoliamo chi parla di vendetta e chi pensa
con soddisfazione, come ho udito fare a Zapping, che uno è
ancora poco.
 
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