 |
Etica
e politica : energie ... sporche
di
ing. Rodolfo Roselli*
Il problema energetico nazionale, trattato come una delle
tante emergenze, ha subìto lo stesso trattamento di queste,
divenendo fonte di corruzione e affari sporchi, continuamente
favoriti dalle delibere e azioni collaterali, illegali e incostituzionali
del nostro esecutivo e a favore di personaggi ben sistemati
nelle aziende chiave, che gestiscono l'energia, e senza che
l'opinione pubblica abbia le necessarie informazioni ,per
giudicare se, quanto s'intende fare ,sia utile o no.
Ma
non solo l'opinione pubblica non è degna di esprimere il proprio
parere, ma il 1°Maggio 2008 è entrato in vigore il Decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri che estende il segreto
di stato al settore energetico. Saranno dunque secretate le
infrastrutture, le motivazioni della loro esistenza, i siti
per il deposito delle scorie nucleari, le centrali nucleari,
i rigassificatori, gli inceneritori, tutti gli iter autorizzativi,
monitoraggio, costruzione etc. Inoltre non sarà possibile
produrre o conoscere dati sulle varie malattie e mortalità,
sarà impossibile campionare l'aria nelle zone a rischio energetico
e infine i comuni contrari alla costruzione delle centrali
nucleari potranno essere commissariati.
Nessuno
contesta la necessita di migliorare l'ambiente, ma non prendendoci
per i fondelli. Dunque questi misteri nascosti alla gente
non depongono a favore di chi ne è responsabile. Uno dei tanti
misteri è quello dei rigassificatori che nel 2005 ha sollevato
il problema non solo della loro collocazione, ma anche della
loro utilità. Solo per vie non ufficiali si è poi scoperto
che l'ENI sta architettando il suo business non per fornire
energia all'Italia, ma per trasformare la nostra penisola
in un sito di stoccaggio e lavorazione del gas proveniente
dalla Russia e dall'Africa per trasformarlo in energia, con
il fine di esportarlo all'estero. Trasformare il nostro paese
in una grande raffineria continentale, da utilizzare come
base di profitto, non certo a favore degli Iitaliani e neppure
dei suoi azionisti, che dal 2006 ad oggi hanno visto le azioni
passare da 24 a 16 euro, con una perdita del 35%, ma certamente
a favore di quel profitto sommerso, distribuito in vario modo
ai vari beniamini. Una esportazione incomprensibile se si
pensa che noi, non solo non siamo autosufficienti, ma che
nel 2006 è bastato alla Russia bloccare il flusso del gas
verso l'Ucraina, perché questo fosse volutamente utilizzato
come un ricatto verso l'Europa e quindi fosse giustificata
ancor di più la necessità di questi benedetti rigassificatori.
Ma
anche questa soluzione è ufficialmente dichiarata non sufficiente
per le necessità italiane e che quindi si renda indispensabile
anche la costruzione di centrali nucleari, che già a suo tempo
il popolo ha rifiutato (con il referendum, ndr). Queste centrali,
se mai arriveranno, non potranno produrre energia prima del
2020, quindi una soluzione costosa, sgradita e intempestiva.
La soluzione proposta è di puntare sulle energie alternative,
che hanno l'innegabile vantaggio di essere senza rischio di
esaurimento ma, non solo è una illusione che queste costino
di meno e che se ne producano in quantità necessaria a risolvere
il problema, ma su questo settore, ove sono necessari incentivi,
proprio sul modo e sull'entità di questi si è subito scatenato
il business della speculazione.
Lo
sviluppo delle energie rinnovabili è necessario per un futuro
libero da ricatti energetici e da rischi incontrollati per
il clima e l'ambiente del Pianeta e per la società. Ma questo
obiettivo non sarà mai raggiunto consentendo speculazioni
e spreco di denaro degli utenti per installazioni, come le
torri eoliche, se non si rivedono le regole d'incentivazione,
applicabili solo ove realmente redditizie. Le regole d'incentivazione
in Italia sono state evidentemente costruite non a favore
dei consumatori ma dei produttori e lo scandalo degli impianti
eolici in Sardegna, all'esame della magistratura e nel quale
è indagato anche l'on.Verdini, coordinatore del PDL, fanno
sorgere concreti sospetti.
Se si esaminano i livelli d'incentivazione degli stati europei,
comunicati dalla Commissione Europea, cioè il confronto delle
rendite medie dell'eolico, come bilancio tra incentivi più
prezzi di vendita e sottraendo i costi, per un sito eolico
di media produttività,il livello di rendita massimo è in Italia
e pari a 100 euro/MWh, in Germania è di circa 10 euro/MWh,in
Spagna 20 euro/MWh. E' noto che gli incentivi possono indurre
fenomeni occulti di "ritocco" dei prezzi dell'offerta, a danno
dei consumatori. Ma quando il livello di incentivazione è
eccessivo, come in Italia, la distorsione è smaccatamente
evidente e di notevole entità. Quando l'incentivo è necessario
e quando diventa speculazione?
Prendendo
a riferimento il costo medio degli impianti eolici stimato
in Europa, gli impianti con ventosità equivalente a circa
1.600 ore risultano già competitivi in assenza di incentivi.
Con l'incentivazione vigente in Italia,si riesce a rendere
redditizi anche i siti con appena 900 ore, con una produttività
che resta molto discutibile, e ritorni dell'investimento poco
accettabili.Si rischia cioè di remunerare i costruttori d'impianti
mediante il prezzo dell'energia prodotta e pagata dai consumatori
assolutamente non conveniente.Ciò spiega il gran numero di
nuove autorizzazioni richieste (52.000), in parte già approvate,
in parte in fase istruttoria, addirittura eccedenti le previsioni.
Questa corsa all'incentivo è documentata dalla fretta ,nelle
zone ventilate del paese , di voler abbattere ulivi e la vegetazione
senza aver eseguito la valutazione obbligatoria per legge
VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale). L'Enea stima in 73
TWh l'energia elettrica che può essere risparmiata nel 2020
incentivando secondo le attuali regole europee, tutte le fonti
energetiche alternative(eolico, solare, biomasse etc.). Questo
dato corrisponde alla produzione elettrica di circa 7 grandi
centrali nucleari della taglia ipotizzata dal nostro governo
(1.300 MW), che dovrebbero essere realizzate nei prossimi
anni per poter entrare in funzione a partire dal 2020. Detto
con parole semplici, il potenziale di risparmio energetico
realizzabile nel nostro paese, con una incentivazione non
speculativa, è a portata di mano e renderebbe del tutto inutile
realizzare nuove centrali nucleari.
In questo circo equestre di proposte, promesse anche di comperare
con il denaro il consenso delle popolazioni, esortazioni e
anche velate minacce, manca la risposta ad una sola domanda.
Quanto consuma in energia il popolo italiano ? A questa domanda
ufficialmente non si risponde , ma ci si preoccupa di far
sapere quanto producono le aziende italiane in energia, il
che non è la stessa cosa. Cioè in poche parole alle aziende
di stato Eni, Enel e ai privati tipo Moratti etc. non interessa
quanta energia si può risparmiare, ma quanta se ne può produrre.
Ma attraverso fonti non ufficiali si può sapere che l'Italia
ogni anno consuma circa 340 miliardi di chilowattora, che
il 75% ce lo produciamo da noi e il 12% lo compriamo dai paesi
vicini. Tutto questo conduce ad avere un prodotto energetico
che costa il 60% di più della media europea ,con una bolletta
energetica di circa 30 miliardi di euro/anno. Da notare che
l'utile netto medio operativo dei produttori di energia è
circa del 17% annuo e dunque la maggiore produzione di energia
fornisce un profitto crescente annuo di circa 5 miliardi di
euro ed allora si capisce l'interesse per produrne di più
e non per risparmiare.
Il governo insiste nel voler risolvere il problema con le
centrali nucleari, ma purtroppo basta fare pochi conti per
accorgersi che il problema non è risolto e che costituisce
solo un immenso business profittevole solo per ENEL e associati.
Infatti le 8 centrali nucleari in progetto (operative tra
circa 10 anni) ci costeranno circa 40 miliardi di euro(o forse
di più) e potranno ridurre la nostra dipendenza energetica
del 5%, cioè tra dieci anni potremo risparmiare 1,5 miliardi
di euro anno e quindi, per ammortizzare la spesa, ci vorranno
almeno altri 27 anni, dopo i quali si potrebbero sentire teoricamente
gli effetti di questo risparmio. Ma è un sollievo teorico
e praticamente poco sensibile perché secondo i dati pubblicati
ufficialmente da Terna a luglio 2008 nel rapporto i "Dati
statistici sull'energia elettrica in Italia nel 2007", nel
decennio 1998-2007 la richiesta di energia elettrica in Italia
è cresciuta complessivamente del 21,7%, cioè circa il 2,7%
in più ogni anno. Quindi dopo 37 anni dovremmo recuperare
anche questo divario, cioè dovremmo attendere altri 20 anni
per ad avere un risparmio dalle centrali nucleari.
E'
chiaro che un investimento che produce effetti dopo 57 anni
non è un investimento ma un regalo,a breve termine, del governo
all'ENEL di 40 miliardi di euro a fondo perduto.(esiste già
un fondo per il finanziamento pubblico di 35 miliardi di euro)
E il notevole interesse del governo Berlusconi per concludere
questo affare privato con i soldi nostri, è dimostrato dal
fatto che ricorrendo alla Consulta cerca di far dichiarare
incostituzionali le leggi regionali che stabiliscono l'autonomia
per le scelte energetiche, sancite dalla Costituzione (art.117).
In aggiunta la costruzione delle centrali sarà fatta senza
gare e senza controllo degli appalti e subappalti, insomma
un affare privato del premier e anche il via libera alle morti
bianche sul lavoro, che tutti sappiamo causate dagli appalti
e subappalti senza controllo.
La
guerra ingaggiata per far costruire le centrali nucleari che,
se va bene, dovrebbero funzionare nel 2020, rende impossibile
il contenimento delle emissioni di CO2 entro il 2012, come
l'Italia si è impegnata a fare con l'Europa, la conseguenza
sarà di subire sanzioni monetarie che ci costeranno circa
1 miliardo di euro/anno, quindi fino al 2020 pagheremo altri
9 miliardi. Inoltre il costo del KWh nucleare, più i costi
di stoccaggio delle scorie e di smantellamento degli impianti
esistenti è più caro di quello delle fonti convenzionali e
quanto quello eolico. Ma i gestori degli impianti ci devono
comunque guadagnare, perché pochi sanno che esiste già una
garanzia dello Stato per una lievitazione preordinata e sancita
contrattualmente con i gestori delle tariffe elettriche, attraverso
un opportuno costante adeguamento delle stesse e quindi a
carico dei cittadini che ,non solo correranno i rischi nucleari,
non solo non avranno alcun vantaggio economico, ma addirittura
pagheranno l'energia di più.
Ecco
perché la gente deve essere spinta ad abituarsi a consumare
di meno, perché pagheranno anche l'energia che risparmiano,
perché la bolletta resterà, se va bene la stessa. Il Carro
di Tespi delle buone intenzioni è lasciato ai vari giullari
che dentro e fuori le scuole ci insegnano a come spegnere
la luce, a come farsi la doccia, magari in gruppo, una grande
commedia delle buone intenzioni che come tutte le commedie
è a lieto fine con l'amore per l'ambiente.Dunque sollecitare
il pubblico è comprensibile, ma di pari passo la sollecitazione
e il fare concreto sarebbe egualmente necessario sulle grandi
aziende che inquinano più di tutti noi messi insieme, ma su
questo il governo non fa campagne e tace perché costoso per
loro.
La prova di quanto dico è che questo amore per l'ambiente
il governo italiano non l'ha mai dimostrato , perchè firmando
nel 1997 il protocollo di Kioto si era impegnato a ridurre
nel 2012 l'anidride carbonica del 6,5% rispetto al 1990 e
invece nel 2007 era aumentata del 13%. Quindi non solo tutti
i consigli dei giullari per ridurre la CO2 delle famiglie
non sono serviti a nulla ,ma i contribuenti italiani oggi
devono pagare anche le quote per le emissioni trading, cioè
le quote di CO2 che "compriamo" dagli stati più virtuosi non
essendo riusciti noi, con le nostre industrie, ad emettere
meno CO2. In Germania e in Alto Adige è vietato costruire
nuove case che consumino più di 70 kwh/mq. per il riscaldamento,
a fronte delle case nel resto d'Italia che ne consumano 250
kwh/mq. Ma la filosofia è diversa perché se un secchio bucato
vuoi riempirlo d'acqua o aumenti il flusso del rubinetto o
tappi il buco, ma se tappo il buco vendo meno energia, mentre
se aumento il flusso ne vendo di più. Investire risorse per
ridurre i consumi farebbe guadagnare i cittadini, investire
risorse per aumentare la produzione, fa guadagnare le holding
della energia che tengono al guinzaglio la nostra povera Italia
in collusione con le cricche di destra e di sinistra.
Purtroppo anche la politica energetica europea contribuisce
a frenare ogni possibilità di risolvere il problema energetico
del continente. Da molti anni tutti gli stati europei subiscono
una politica europarlamentare che protegge gli interessi delle
corporazioni finanziarie degli Stati Uniti e della Gran Bretagna.
Si sono avute fantasiose leggi anti-inquinamento con salatissime
multe tese ad impoverire le amministrazioni metropolitane
locali, incrementando il debito pubblico. Sono stati definiti
limiti d'inquinamento inapplicabili ad esempio nella pianura
padana che, per essere rispettati, richiederebbero l'abbandono
totale dei mezzi di trasporto,industrie, riscaldamento etc.
Non è un mistero che le soglie anti smog di eurolandia sono
frutto dei dettami delle lobby dell'industria dell'auto che,
dietro false leggi e false documentazioni tecnico-scientifiche,
proibiscono progressivamente la circolazione dei veicoli solo
per vendere i nuovi modelli. Da tempo sappiamo che le costose
marmitte catalitiche non sono servite a nulla, che l'introduzione
della benzina verde è stata solo una operazione commerciale,
che le limitazioni di traffico a singhiozzo nelle città servono
solo a rendere obsolescenti tutte le auto perfettamente funzionanti,
e per contro, tutti sappiamo che il nostro Stato, tanto ecologista,
ha dilazionato l'abolizione dei sacchetti di plastica almeno
al 2011, nonostante l'impegno preso con la Comunità europea
di abolirli il 1° gennaio 2010, come hanno fatto altri paesi
europei.
Dunque la battaglia per avere al più presto energie pulite,
sarà costantemente ostacolata dalla corruzione finanziaria
e politica , e l'energia pulita non si può avere con energie
sporche.
*
intervento su Radio Gamma 5 del
19.05.2010 e su Challenger TV satellitare Sky 922 ogni giorno
dal lunedì al venerdì
 
Dossier
etica e politica
Dossier
rifiuti e inceneritori
|
|