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14 maggio 2010
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Sicurezza o bavaglio ?
di Ugo Cortesi

Il decreto sulla sicurezza è in fase di approvazione. Si tratta del Disegno di legge N. 733, presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (BERLUSCONI), dal Ministro dell'interno (MARONI), e dal Ministro della giustizia (ALFANO)

Detto DDL ha già recepito una proposta del Senatore Gianpiero D'Alia e precisamente: "Dopo l'articolo 50, inserire il seguente: «Art. 50-bis. (Repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiuta a mezzo internet) 1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. 2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma. 3. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell'interno e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce, ai fini dell'attuazione del presente articolo, i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche. 4. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministero dello sviluppo economico. 5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".»."

Il Sen. D'Alia fa parte dell'opposizione (UDC), ma non sembra. Il problema però sta nella prima e quarta riga del primo comma laddove in pratica si dice che viene perseguito chi, tramite internet, istiga a disobbedire alle leggi. Come principio ed a rigor di logica, nulla da dire, ma il dubbio mi viene sul come la norma verrà applicata. Se per esempio, in un blog o in un sito, faccio una critica spinta ad una legge "ad personam" e dico che quella legge non doveva essere fatta, con la quale io non sono d'accordo ed invito gli altri a protestare e che io non voglio seguire certe norme perché sono contro alla limitazione delle intercettazioni (per esempio) ed invece voglio che le intercettazioni vengano fatte su tutti e quindi invito qualcuno a disubbidire, cosa succede??

Probabilmente, stante così la norma, succede che verrò inquisito e mi chiuderanno il sito, limitandomi pure la libertà di espressione, anche per altri argomenti. (...) A parte il chiedermi cosa c'entra con la sicurezza mi chiedo sempre se veramente la legge è uguale e sarà uguale per tutti. Cominciamo con la CEI ed i preti in genere che invitano, nel vero senso della parola, a disubbidire alle leggi sull'aborto e sulla pillola; non è forse questa istigazione pura e cruda? Anche se precedentemente le norme c'erano egualmente cosa è mai successo?

Vorrei preannunciarvi cosa succederà anche in futuro per questi casi, ma non lo faccio perché già lo sapete.

Come si dice? Non c'è più religione..., non c'è più chi "ora pro nobis" ma tanti "pro suibus". Amen.

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