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03 maggio 2010
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Congo : ancora stupri , rapimenti e massacri di civili
di Gabriella Mira Marq*

L'ONU ha denunciato un nuovo massacro commesso dall'Esercito di resistenza del Signore (LRA) nella Repubblica Democratica del Congo due mesi fa. La zona e' talmente inaccessibile che la notizia e' giunta agli osservatori delle Nazioni Unite soltanto adesso. In quest'occasione sarebbero stati uccisi 100 abitanti di un villaggio e alcuni dei pochi superstiti sono stati orribilmente mutilati, tagliando loro labbra e orecchie.

Il capo dell'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, John Holmes, ha detto di essere venuto a sapere degli omicidi sabato, quando visitò Niangara, la citta' piu' vicina al luogo dell'accaduto, incontrando i funzionari locali e le vittime in fuga. Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno detto che hanno parlato con i testimoni, ma finora non hanno potuto raggiungere il luogo remoto della provincia orientale del Congo in cui il massacro si e' verificato. La strage precedente commessa recentemente dall'LRA e' costata la vita ad 300 civili nella seconda settimana di dicembre. I ribelli hanno anche sequestrato piu' di 250 persone, tra cui 80 bambini, secondo le Nazioni Unite.

Gli ultimi attacchi evidenziano la necessita' di proseguire la presenza in Congo della missione militare dell'ONU, ha detto Holmes, mentre il governo del Congo vuole che la MONUC - la più grande missione di pace dell'ONU, con circa 20.000 soldati - lasci il Paese prima del settembre 2011. "Siamo preoccupati dalla prospettiva di un ritiro prematuro, perché la MONUC e' molto importante per le nostre attività umanitarie", ha detto Holmes in un'intervista con l'Associated Press sabato: "Se si ritira quell'elemento di stabilita' che e' la MONUC, poi altri conflitti contenuti dalla presenza della MONUC potrebbero uscire di controllo e potremmo trovarci in una situazione molto piu' pericolosa".

In precedenza, Holmes ha visitato Congo orientale, dove i ribelli ruandesi che hanno contribuito a perpetrare il genocidio del 1994 nel loro Paese e sono fuggiti attraverso il confine continuano ad attaccare i civili, uccidendo, bruciando case e costringendo quasi un milione e mezzo di persone a fuggire. I villaggi del Congo orientale vengono regolarmente saccheggiati e bruciati dai ribelli ruandesi e da una miriade di miliziani tribali, nonche' da comuni criminali armati. La violenza sessuale e' diventata un'arma di guerra e, in base alle relazioni delle Nazioni Unite, almeno 8.300 stupri sono stati commessi contro le donne nel Congo orientale lo scorso anno. Mediamente 160 stupri ogni settimana.

L'LRA ha lanciato i suoi attacchi nel nord Uganda oltre 20 anni fa, sotto la guida di Joseph Kony e dicendo che il suo scopo era quello di sostenere i 10 comandamenti. L'esercito ugandese ha respinto, ma non sconfitto i ribelli, che hanno attraversato il confine e hanno anche attaccato abitanti di un villaggio nel vicino Sudan e nella Repubblica Centrafricana. I ribelli ugandesi non hanno alcun programma noto, tranne l'uccisione e il rapimento principalmente di bambini per ingrossare le loro fila. Kony ha piu' volte accettato di arrendersi e poi si e' rimangiato la parola, forse temendo il processo presso il Tribunale internazionale dell'Aja, che ha emesso un mandato di cattura internazionale verso lui e alcuni suoi luogotenenti per crimini contro l'umanita'.

* si ringrazia Claudio Giusti

per approfondire...

Repubblica del Congo: stupri, la tragedia di cui non si parla

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