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Congo
: ancora stupri , rapimenti e massacri di civili
di
Gabriella Mira Marq*
L'ONU
ha denunciato un nuovo massacro commesso dall'Esercito di
resistenza del Signore (LRA) nella Repubblica Democratica
del Congo due mesi fa. La zona e' talmente inaccessibile che
la notizia e' giunta agli osservatori delle Nazioni Unite
soltanto adesso. In quest'occasione sarebbero stati uccisi
100 abitanti di un villaggio e alcuni dei pochi superstiti
sono stati orribilmente mutilati, tagliando loro labbra e
orecchie.
Il capo dell'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, John
Holmes, ha detto di essere venuto a sapere degli omicidi sabato,
quando visitò Niangara, la citta' piu' vicina al luogo dell'accaduto,
incontrando i funzionari locali e le vittime in fuga. Gli
investigatori delle Nazioni Unite hanno detto che hanno parlato
con i testimoni, ma finora non hanno potuto raggiungere il
luogo remoto della provincia orientale del Congo in cui il
massacro si e' verificato. La strage precedente commessa recentemente
dall'LRA e' costata la vita ad 300 civili nella seconda settimana
di dicembre. I ribelli hanno anche sequestrato piu' di 250
persone, tra cui 80 bambini, secondo le Nazioni Unite.
Gli ultimi attacchi evidenziano la necessita' di proseguire
la presenza in Congo della missione militare dell'ONU, ha
detto Holmes, mentre il governo del Congo vuole che la MONUC
- la più grande missione di pace dell'ONU, con circa 20.000
soldati - lasci il Paese prima del settembre 2011. "Siamo
preoccupati dalla prospettiva di un ritiro prematuro, perché
la MONUC e' molto importante per le nostre attività umanitarie",
ha detto Holmes in un'intervista con l'Associated Press sabato:
"Se si ritira quell'elemento di stabilita' che e' la MONUC,
poi altri conflitti contenuti dalla presenza della MONUC potrebbero
uscire di controllo e potremmo trovarci in una situazione
molto piu' pericolosa".
In precedenza, Holmes ha visitato Congo orientale, dove i
ribelli ruandesi che hanno contribuito a perpetrare il genocidio
del 1994 nel loro Paese e sono fuggiti attraverso il confine
continuano ad attaccare i civili, uccidendo, bruciando case
e costringendo quasi un milione e mezzo di persone a fuggire.
I villaggi del Congo orientale vengono regolarmente saccheggiati
e bruciati dai ribelli ruandesi e da una miriade di miliziani
tribali, nonche' da comuni criminali armati. La violenza sessuale
e' diventata un'arma di guerra e, in base alle relazioni delle
Nazioni Unite, almeno 8.300 stupri sono stati commessi contro
le donne nel Congo orientale lo scorso anno. Mediamente 160
stupri ogni settimana.
L'LRA ha lanciato i suoi attacchi nel nord Uganda oltre 20
anni fa, sotto la guida di Joseph Kony e dicendo che il suo
scopo era quello di sostenere i 10 comandamenti. L'esercito
ugandese ha respinto, ma non sconfitto i ribelli, che hanno
attraversato il confine e hanno anche attaccato abitanti di
un villaggio nel vicino Sudan e nella Repubblica Centrafricana.
I ribelli ugandesi non hanno alcun programma noto, tranne
l'uccisione e il rapimento principalmente di bambini per ingrossare
le loro fila. Kony ha piu' volte accettato di arrendersi e
poi si e' rimangiato la parola, forse temendo il processo
presso il Tribunale internazionale dell'Aja, che ha emesso
un mandato di cattura internazionale verso lui e alcuni suoi
luogotenenti per crimini contro l'umanita'.
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
Repubblica
del Congo: stupri, la tragedia di cui non si parla
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