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Iraq
ancora senza governo
di
Shorsh Surme*
A più di un mese dalle elezioni in Iraq, il paese è ancora
senza un governo. Le alleanze e i partiti che hanno vinto
sono ostacolati sia da loro stessi sia dai paesi limitrofi,
come Iran, Arabia Saudita e Turchia, nel tentativo di formare
un governo che sia in grado di portare avanti il processo
di ricostruzione, ma soprattutto un esecutivo che possa garantire
la sicurezza ai cittadini, che sono in balia dei terroristi
e di autobombe.
I
dirigenti dei vari partiti che hanno ottenuto maggiori voti
si sono recati spesso in questo periodo post elettorale in
Iran per avere il beneplacito degli Ayatollah per la formazione
di un nuovo governo. E’ chiaro che l’Iran sta giocando la
carta sciita per diminuire il potere degli Usa in Iraq.
La lista di Iraqiya, guidata dall’ex premier iracheno Iyyad
Allawi, ha ottenuto 91 seggi contro gli 89 del Partito 'Alleanza
per lo Stato di diritto' del Primo Ministro uscente Nuri Al
Mliki alle elezioni politiche del 7 marzo scorso. Il leader
radicale Sciita Moqtada Al Sadr ha ottenuto 70 deputati mentre
'L’alleanza del Kurdistan', la coalizione formata dai due
maggiori partiti curdi - Partito Democratico del Kurdistan(PDK)
e Unione Patriottica del Kurdistan (PUK) - ha ottenuto 43
deputati.
Nessuno ha ottenuto una maggioranza di 163 seggi come previsto
dalla nuova Costituzione per poter formare un governo, quindi
è necessario un governo di coalizione, per il quale le grandi
manovre sono già iniziate senza nessun risultato concreto
in un paese dove la disoccupazione nel 2010 è arrivata al
32%. Nonostante
tutti gli aiuti internazionali e la vendita del petrolio non
si vede un miglioramento nella qualita' di vita ne' al Centro
ne' al Sud del paese. Invece nel Kurdistan dell’Iraq si assiste
ad un boom economico con fortissime disuguaglianze sociali.
Ora,
si spera che nei prossimi cinque giorni si possa formare questo
auspicato governo, anche perché ci sono altre due elezioni
importanti: quelle del Presidente della Repubblica e del presidente
del Parlamento che sono due cariche istituzionali importanti
nel garantire il processo di democratizzazione in Iraq.
*
giornalista curdo-iracheno
 
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