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20 aprile 2010
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Iraq ancora senza governo
di Shorsh Surme*

A più di un mese dalle elezioni in Iraq, il paese è ancora senza un governo. Le alleanze e i partiti che hanno vinto sono ostacolati sia da loro stessi sia dai paesi limitrofi, come Iran, Arabia Saudita e Turchia, nel tentativo di formare un governo che sia in grado di portare avanti il processo di ricostruzione, ma soprattutto un esecutivo che possa garantire la sicurezza ai cittadini, che sono in balia dei terroristi e di autobombe.

I dirigenti dei vari partiti che hanno ottenuto maggiori voti si sono recati spesso in questo periodo post elettorale in Iran per avere il beneplacito degli Ayatollah per la formazione di un nuovo governo. E’ chiaro che l’Iran sta giocando la carta sciita per diminuire il potere degli Usa in Iraq.

La lista di Iraqiya, guidata dall’ex premier iracheno Iyyad Allawi, ha ottenuto 91 seggi contro gli 89 del Partito 'Alleanza per lo Stato di diritto' del Primo Ministro uscente Nuri Al Mliki alle elezioni politiche del 7 marzo scorso. Il leader radicale Sciita Moqtada Al Sadr ha ottenuto 70 deputati mentre 'L’alleanza del Kurdistan', la coalizione formata dai due maggiori partiti curdi - Partito Democratico del Kurdistan(PDK) e Unione Patriottica del Kurdistan (PUK) - ha ottenuto 43 deputati.

Nessuno ha ottenuto una maggioranza di 163 seggi come previsto dalla nuova Costituzione per poter formare un governo, quindi è necessario un governo di coalizione, per il quale le grandi manovre sono già iniziate senza nessun risultato concreto in un paese dove la disoccupazione nel 2010 è arrivata al 32%. Nonostante tutti gli aiuti internazionali e la vendita del petrolio non si vede un miglioramento nella qualita' di vita ne' al Centro ne' al Sud del paese. Invece nel Kurdistan dell’Iraq si assiste ad un boom economico con fortissime disuguaglianze sociali.

Ora, si spera che nei prossimi cinque giorni si possa formare questo auspicato governo, anche perché ci sono altre due elezioni importanti: quelle del Presidente della Repubblica e del presidente del Parlamento che sono due cariche istituzionali importanti nel garantire il processo di democratizzazione in Iraq.

* giornalista curdo-iracheno

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