Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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17 aprile 2010
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Solidarieta' a padre Zanotelli
di Rita Guma*

Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus esprime la propria solidarieta' a Padre Alex Zanotelli per il trattamento subito a Napoli mentre difendeva dal trasferimento in un CIE (centro identificazione e espulsione) sei giovani clandestini ritenuti minorenni. I giovani, giunti in nave dalla Nigeria e dal Ghana insieme ad altri clandestini adulti, erano stati considerati diciottenni a seguito di un esame medico che presenta tuttavia un margine di errore di due anni.

Padre Zanotelli si era opposto al trasferimento dei CIE, centri che potremmo considerare l'equivalente di un carcere, visto che limitano la liberta' personale (senza processo) e nei quali le condizioni di vita sono a dir poco inadeguate. Inoltre vi sono stipati uomini, donne, giovani, persone senza diritti in quanto - appunto - clandestini. Era questo il destino che Padre Zanotelli voleva risparmiare ai sei ragazzi, ritenendoli minorenni, e per questo si e' messo di traverso alla Celere, venendone spintonato malamente.

Per fortuna, nell'udienza di convalida della richiesta di respingimento, il giudice ha riconosciuto i giovani "presunti minorenni" e sei dei nove immigrati hanno lasciato il Cie di Brindisi, restando ospitati in una struttura protetta del sistema per i rifugiati dove attenderanno l'esito dell'esame della domanda di asilo.

L'Osservatorio

- ritiene che l'istituzione dei Centri - generati da una legge di sinistra (la Turco-Napolitano) e trasformati con una legge di destra - sia stata una pessima idea, dato che i CIE sono un luogo senza legge in cui non si sa bene cosa accada, con gli internati privi di diritti

- sottolinea che - in caso di conflitto - il rispetto dei diritti e della dignita' umana deve prevalere sempre sull'applicazione di una legge, in quanto i diritti individuali sono riconosciuti da leggi sovranazionali (come la Convenzione dei diritti del fanciullo) e non possono essere contingentati in base a leggi nazionali od all'applicazione restrittiva di queste

- rileva che in presenza di situazioni dubbie, occorre operare con molta cautela, sia per la difesa degli individui che per il rispetto della legge stessa (violata dall'internamento di un minorenne in un CIE). Il criterio che viene usato da alcuni per giustificare la pena di morte (meglio un innocente morto che un criminale vivo) non dovrebbe appartenere al Paese che una volta era la culla del diritto

- condanna quanto accaduto, ritenendo sia molto grave trattare un religioso impegnato (come tanti Padri Comboniani) nella difesa dei diritti umani ed in particolare in quelli delle minoranze di colore, e che peraltro manifesta preoccupazioni condivisibili, come se si trattasse di un piantagrane o un criminale. Per questo l'Osservatorio esprime solidarieta' al coraggioso Padre

* presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus

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Dossier immigrazione

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