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Solidarieta'
a padre Zanotelli
di
Rita Guma*
Osservatorio
sulla legalita' e sui diritti Onlus esprime la propria solidarieta'
a Padre Alex Zanotelli per il trattamento subito a Napoli
mentre difendeva dal trasferimento in un CIE (centro identificazione
e espulsione) sei giovani clandestini ritenuti minorenni.
I
giovani, giunti in nave dalla Nigeria e dal Ghana insieme
ad altri clandestini adulti, erano stati considerati diciottenni
a seguito di un esame medico che presenta tuttavia un margine
di errore di due anni.
Padre Zanotelli si era opposto al trasferimento dei CIE, centri
che potremmo considerare l'equivalente di un carcere, visto
che limitano la liberta' personale (senza processo) e nei
quali le condizioni di vita sono a dir poco inadeguate. Inoltre
vi sono stipati uomini, donne, giovani, persone senza diritti
in quanto - appunto - clandestini. Era questo il destino che
Padre Zanotelli voleva risparmiare ai sei ragazzi, ritenendoli
minorenni, e per questo si e' messo di traverso alla Celere,
venendone spintonato malamente.
Per fortuna, nell'udienza di convalida della richiesta di
respingimento, il giudice ha riconosciuto i giovani "presunti
minorenni" e sei dei nove immigrati hanno lasciato il
Cie di Brindisi, restando ospitati in una struttura protetta
del sistema per i rifugiati dove attenderanno l'esito dell'esame
della domanda di asilo.
L'Osservatorio
-
ritiene che l'istituzione dei Centri - generati da una legge
di sinistra (la Turco-Napolitano) e trasformati con una legge
di destra - sia stata una pessima idea, dato che i CIE sono
un luogo senza legge in cui non si sa bene cosa accada, con
gli internati privi di diritti
- sottolinea che - in caso di conflitto - il rispetto dei
diritti e della dignita' umana deve prevalere sempre sull'applicazione
di una legge, in quanto i diritti individuali sono riconosciuti
da leggi sovranazionali (come la Convenzione dei diritti del
fanciullo) e non possono essere contingentati in base a leggi
nazionali od all'applicazione restrittiva di queste
-
rileva che in presenza di situazioni dubbie, occorre operare
con molta cautela, sia per la difesa degli individui che per
il rispetto della legge stessa (violata dall'internamento
di un minorenne in un CIE). Il criterio che viene usato da
alcuni per giustificare la pena di morte (meglio un innocente
morto che un criminale vivo) non dovrebbe appartenere al Paese
che una volta era la culla del diritto
-
condanna quanto accaduto, ritenendo sia molto grave trattare
un religioso impegnato (come tanti Padri Comboniani) nella
difesa dei diritti umani ed in particolare in quelli delle
minoranze di colore, e che peraltro manifesta preoccupazioni
condivisibili, come se si trattasse di un piantagrane o un
criminale. Per questo l'Osservatorio esprime solidarieta'
al coraggioso Padre
*
presidente dell'Osservatorio sulla
legalita' e sui diritti Onlus
 
Dossier
immigrazione
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