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07 aprile 2010
tutti gli speciali

Peccati ... mortali
di Rodolfo Roselli*

Da qualche tempo la Chiesa di Roma è sottoposta ad una serie di attacchi provenienti da varie fonti e aventi come base sia il comportamento anomalo di sacerdoti, sia quello altrettanto anomalo delle gerarchie ecclesiastiche. Qualcuno attribuisce questa situazione alla decisione della Chiesa di scendere nell'arena politica e non solo in Italia, altri al mutamento di reazione dell'opinione pubblica, non più disposta a sopportare l'omertà che circonda ogni evento che si verifica nelle strutture Vaticane. Qualunque sia il motivo, sarebbe ragionevole che la Chiesa prenda atto di questa situazione e, come in passato, si adegui velocemente al mutare del sentimento della società che la circonda.

E' vero che gli episodi da condannare possono essere considerati una minoranza rispetto al contributo positivo di tanti religiosi impegnati in molti campi, ma è anche vero che gli episodi devono essere pubblicamente e severamente condannati e non nascosti, proprio per non danneggiare l'immagine dei preti onesti. E la durezza della condanna sarebbe giustificata non solo per l'atto compiuto, condannato da qualsiasi legge laica, ma per aver violato il giuramento di fedeltà ai principi morali nei confronti di quel Dio, dei quali si professano umili servitori, e nei confronti di tutti coloro che in quel giuramento hanno creduto. E non ci si venga a raccontare che anche i preti "sono uomini come gli altri", perché gli altri non si permettono d'insegnare la morale, perché gli altri non si permettono di ricevere in confessione le confidenze intime di tanti, perché gli altri non fanno voto di castità, perché gli altri non si sentono custodi della Verità divina. Fare il prete non è facile, se si vogliono rispettare le regole del gioco, e se qualcuno non se la sente di rispettarle o le violi, se ne vada a fare qualche altra cosa, ma non il prete. Tutto questo dovrebbe essere ovvia conseguenza individuale, ma ancor più ovvia per i superiori che dovrebbero garantire l'assoluta affidabilità di ogni componente la comunità religiosa. E non si garantisce questa affidabilità facendo finta di nulla, mascherando l'accaduto, spostando il colpevole nascostamente, o addirittura perseguitando o ricattando i danneggiati.

E' paradossale, fino ad oggi, che l'immagine della Chiesa sia stata salvata dalla scarsa disposizione delle vittime e dei loro congiunti a parlare di avvenimenti che restavano generalmente sepolti fra le mura familiari, e se oggi se ne parla è solo perché i danneggiati sono disposti a non tacere più, perché il tam tam globale di una rete informativa è disposta a raccogliere queste cose orrende. Cose fino ad oggi sempre nascoste, ma da sempre esistenti e documentate dalla letteratura, dal Manzoni al Boccaccio, dall'Aretino al Belli e così via, ma sulle quali la Chiesa è stata inerte. E' molto triste che i fedeli debbano tirare le orecchie alla Chiesa per questi peccati mortali, è molto triste che intorno a questa mondezza si sia scatenato il mercato degli indennizzi alimentato dalla spregiudicatezza dei paesi nei quali gli avvocati possono accordarsi con i clienti per una spartizione degli utili.

E' molto triste che la Chiesa assuma rigide posizioni su temi sui quali oggi la società e molto più sensibile del passato come aborto, divorzio breve, procreazione artificiale, unione fra omosessuali, testamento biologico, suicidio assistito, eutanasia. Su tutti questi temi, anche se su alcuni si può essere più o meno convergenti, la Chiesa si è arroccata in difesa, sostiene il rispetto di quelle tradizioni che vengono retoricamente definite valori, e così facendo assume agli occhi di molti la figura di un nemico che si frappone alle loro attese, piuttosto che un amico che cerchi di comprendere, perdonare e condividere le pene che questi temi hanno portato. Nessuno pone in dubbio la validità dei principi cristiani ma questa validità è danneggiata essendo gestita da mani sbagliate.

Se ad esempio esaminiamo il problema della legge di fine vita propugnata dal Governo solo per ingraziarsi la Chiesa, se il tutto fosse nelle mani giuste, prima di tutto la Chiesa dovrebbe far capire che questo tema così delicato non dovrebbe essere strumentalizzato da nessun partito, e meno che mai usato come un dono per la religione, ma dovrebbe anche usare il buon senso di far capire che nessuna legge, per quanto perfetta, potrebbe regolare correttamente questo problema. In questo caso i medici si confrontano tra loro con situazioni estreme diversissime sia dal punto di vista clinico che dal punto di vista del rapporto con ciascun paziente e con i suoi familiari per l'esistenza di una altissima variabilità di situazioni, che rende la legge uno strumento inadatto a regolamentare nel dettaglio i casi. Dovrebbe far capire ai fedeli come per ogni caso sia necessario lasciare spazio alla discrezionalità e al giudizio del medico, in accordo col paziente e coi suoi familiari, perché solo la conoscenza che essi hanno del caso singolo può permettere di fare una scelta appropriata e di muoversi sul terreno accidentato che separa l'eutanasia, l'accanimento terapeutico, e lo sviluppo avanzato di terapie inimmaginabili nel futuro prossimo. E' questa una zona grigia che va preservata dall'intrusione dello stato e dei dogmi religiosi perché anche questo sarebbe un modo di rispettare la libertà di tutti.

A questi problemi morali, in Italia si aggiungono le ingerenze nella legislazione vigente. E' molto grave che il Pontefice esorti a rifiutare le leggi ingiuste, perché le leggi ingiuste si possono cambiare, ma mai violare finché siano vigenti, e questo principio anarchico nemmeno dovrebbe esistere nella mente di un Pontefice. Ma in Italia purtroppo ancora non è stata ancora digerita la separazione tra potere temporale e potere cattolico, nonostante i vari Concordati, ad ogni occasione la Chiesa ama interloquire e condizionare la vita politica di noi tutti. Ben pochi ricordano che lo stato italiano è concordatario, quindi non laico, e che il principio della separazione è stato spesso enunciato ma mai applicato. Un principio chiarissimo esposto nel discorso che John Fritzgerald Kennedy fece nel settembre 1960 e che affermava "Credo in una America in cui la separazione della Chiesa e dello Stato è assoluta, in cui nessun prelato cattolico dica ad un presidente cattolico che cosa fare, e nessun pastore protestante dica ai suoi parrocchiani per chi votare. ….."

E' ancora oggi un problema molto complicato, perché la particolare posizione storica della Chiesa le permette ancora oggi di godere di elevata autorità in larghi settori della società italiana.(...) E la cosa è ancor più grave in quanto questi interventi vanno a favore consapevolmente di uno schieramento politico. Ma si deve anche concludere che certi appoggi espliciti influenzano il mondo cattolico italiano in tutte le regioni, favoriscono scorciatoie che sarebbe bene evitare. Chi non potrà utilizzare la pillola abortiva in Veneto e Piemonte, la utilizzerà nelle altre regioni, chi vorrà disobbedire alle leggi lo potrà fare in nome della sua fede, chi vorrà combattere contro i fautori della pillola non farà solo una polemica, ma sarà alfiere di una guerra santa. Il danno che ne consegue non è verso la gente, ma verso la stessa Chiesa che, da posizione super partes al servizio di tutti, diviene organo di partito al servizio di una fazione. Che ogni partito politico sia un perfetto camaleonte, pur di afferrare voti da ogni parte, è nell'ordine delle cose, ma che questa strategia venga palesemente adottata dalla Chiesa è veramente intollerabile.

Ed è anche intollerabile che, per convenienza momentanea, la Chiesa dimentichi che è proprio la Lega che non avrebbe diritto a parlare da un pulpito cattolico. Per chi ha la memoria corta rileggiamo le dichiarazioni del leghista Gilberto Oneto che scriveva "Noi siamo la Chiesa Cattolica Padana, Roma non ci piace, Roma è la prigione del cristianesimo, vi sono accumulate le putrescente della storia " e poi rileggiamo il manifesto leghista con l'affermazione che "con la diabolica alleanza fra certe gerarchie ecclesiastiche e il comunismo si è creato un regime nemico di ogni libertà e differenze, ivi comprese quelle religiose". Se poi diamo una occhiata alle affermazioni di Umberto Bossi, egli definiva "il cattolicesimo è quella setta bassa del cristianesimo che ritiene che occorra avere il potere temporale per occuparsi di anime. Ruolo che la Chiesa romana ha svolto contro il Nord e la Padania" oppure "Il Papa è il Re di Roma Oltretevere che si mangiò una banca per finanziare Solidarnosc ed ha molta gente disposta a piegare il culo tutte le mattine verso la Mecca romana" o ancora "Il Vaticano è il vero nemico che le camicie verdi affogheranno nel water della storia". Se vale ancora il proverbio, "dimmi con chi vai e ti dirò chi sei", non è necessario insistere.

(...)

* stralci dell'intervento su Radio Gamma 5 del 7.4.2010 e su Challenger TV satellitare Sky 922 ogni giorno dal lunedì al venerdì

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