Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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06 marzo 2010
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Informazione : stampa periodica , un taglio sbagliato
di Rita Guma*

L'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus esprime preoccupazione per i previsti tagli governativi alle tariffe postali agevolate per la stampa periodica, tagli che a nostro avviso limitano fortemente il pluralismo dell'informazione.

Il primo aprile e' stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale che taglia le agevolazioni per le spese di spedizione postale agli abbonati per tutta l'editoria libraria, quotidiana e periodica (circa 8000 testate, tra piccole e grandi). Questo taglio era stato preceduto da un'altra misura - approvata sempre da un precedente governo Berlusconi - che imponeva alcune limitazioni perche' un abbonamento potesse accedere alle agevolazioni postali fino ad allora in vigore (ad es. diveniva non spedibile a condizioni economicamente piu' vantaggiose un abbonamento regalato ad un amico, perche' non stipulato dall'intestatario stesso), che gia' avevamo salutato negativamente.

L'Unione stampa periodica italiana (USPI) ha scritto ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, affermando che il provvedimento e' "un fatto di inaudita gravita' e potenzialmente idoneo a decimare concretamente un settore gia' in grave crisi come quello dell’editoria medio-piccola. Le agevolazioni postali sono previste da decenni da leggi che ne fissano i criteri di applicazione e demandano ai decreti ministeriali esclusivamente la misura delle tariffe e delle conseguenti agevolazioni. I decreti, quindi non hanno altra funzione che quella di eseguire concretamente la volontà del Parlamento. Disporre con decreto la sospensione delle agevolazioni significa ottenere un risultato che solo la volontà espressa dal Parlamento avrebbe potuto ottenere: la fine di questa forma di sostegno all’editoria". Fra l'altro, "Non e' possibile che gli editori che hanno gia' venduto gli abbonamenti annuali da mesi si trovino da un giorno all’altro, e senza preavviso, nella condizione di dover fronteggiare un aumento del 120% delle tariffe".

La Federazione Italiana della Stampa Cattolica, che - con 186 settimanali diocesani - diffonde un milione di copie, ha scritto a Berlusconi, Letta e Bonaiuti, vollando il decreto come "atto gravissimo e antidemocratico perche' viene a colpire il pluralismo dell'informazione" e rilevando che l'aumento improvviso delle tariffe postali conseguente al decreto interministeriale che sopprime le agevolazioni per tutta l'editoria libraria, quotidiana e periodica (circa ottomila testate, tra minuscole e grandi) sarebbe di oltre il 121%, per cui molte testate dovrebbero chiudere. La FISC evidenzia che "A partire dalla legge 46 del 2004 e' stato previsto, e sempre ribadito, che il rimborso a Poste Italiane per le agevolazioni viene effettuato nei limiti dello stanziamento previsto nei capitoli. Ma la norma prevede che siano i rimborsi a Poste Italiane a dipendere dall'ammontare dello stanziamento, non le tariffe agevolate".

La Federazione degli editori (FIEG) ritiene che la sospensione delle tariffe agevolate "avrebbe l'insostenibile effetto di far gravare sugli editori un nuovo onere" e "di farlo retroattivamente, e cioe' imponendo la tariffa piena anche agli abbonamenti in corso, retti da condizioni non piu' negoziabili. Sarebbe un pesantissimo aggravio di costi per i gia' difficili bilanci delle imprese che si avvalgono del servizio postale". La FIEG ricorda che non e' stata ancora attuata la disposizione di legge che impone alle Poste – in assenza di concorrenza – un tetto alla compensazione per gli abbonamenti postali, commisurato al prezzo praticato al miglior cliente di servizi analoghi".

Secondo il Segretario Generale della FNSI, Franco Siddi, ha espresso preoccupazione per la cancellazione di "centinaia di testate e alcuni migliaia posti di lavoro tra giornalisti, amministrativi e tecnici" ed ha sottolineato che "Anziche' trovare la giusta strada dell’apertura della concorrenza del mercato postale, dell’abbattimento ordinario delle tariffe, il Governo ha deciso, di punto in bianco, di cancellare le agevolazioni che – va detto con chiarezza – andavano direttamente alle Poste italiane, incapaci di proporre tariffe a prezzi equi o organizzate per applicarle con una base alta alla stampa, perché tanto la differenza l’avrebbe sempre pagata lo Stato".

Siddi ha evidenziato che "Questi nuovi tagli arrivano, peraltro, mentre ancora sono aperte le ferite dell’ignobile taglio dei fondi per la stampa della comunità italiana all’estero, per la quale si attende una risposta coerente del Governo agli ordini del giorno di ripristino dei fondi approvati dal Parlamento. Altro che politica di riforme a piccoli passi! Con piccole botte, una dietro l’altra, si sta portando un settore come l’editoria ad una crisi superiore a quella che ha investito a suo tempo l’Alitalia. Sarebbe davvero un disastro, che poi lo stesso Stato - all’origine di questo tracollo - dovrebbe pagare con ben altre risorse. Vorremmo sperare si sia trattato di errori di valutazione tecnica".

L'Osservatorio comprende le preoccupazioni espresse dai rappresentanti della stampa (editori e giornalisti) e le condivide. Abbiamo sempre sostenuto come in un Paese dominato dalla televisione e con una informazione televisiva sempre piu' a senso unico, le forme di comunicazione alternative (come piccole radio e piccola stampa) vadano potenziate, non penalizzate, per garantire il pluralismo dell'informazione essenziale per la democrazia. Riteniamo peraltro che - sebbene alcune imprese editoriali della famiglia del presidente del Consiglio vengano penalizzate dal decreto - ci sia un conflitto d'interessi nel colpire una forma di comunicazione e informazione che ancora resiste, insieme ad Internet, all'egemonia informativa, e puo' offrire - a fianco dei contenuti tecnici specialistici di alcune pubblicazioni - spunti critici che ormai la TV (di Stato o meno che sia) non riesce piu' a fornire.

Non vorremo che fosse proprio questo il motivo per cui in una Italia dove si stanziano miliardi per imprese faraoniche da far rimbalzare sui soliti TG allineati, si tagliano gli aiuti alle testate minori.

* presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus

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