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Informazione
: stampa periodica , un taglio sbagliato
di
Rita Guma*
L'Osservatorio
sulla legalita' e sui diritti Onlus esprime preoccupazione
per i previsti tagli governativi alle tariffe postali agevolate
per
la stampa periodica, tagli che a nostro avviso limitano fortemente
il pluralismo dell'informazione.
Il
primo aprile e' stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale
il decreto interministeriale che taglia le agevolazioni per
le spese di spedizione postale agli abbonati per tutta l'editoria
libraria, quotidiana e periodica (circa 8000 testate, tra
piccole e grandi). Questo taglio era stato preceduto da un'altra
misura - approvata sempre da un precedente governo Berlusconi
- che imponeva alcune limitazioni perche' un abbonamento potesse
accedere alle agevolazioni postali fino ad allora in vigore
(ad es. diveniva non spedibile a condizioni economicamente
piu' vantaggiose un abbonamento regalato ad un amico, perche'
non stipulato dall'intestatario stesso), che gia' avevamo
salutato negativamente.
L'Unione
stampa periodica italiana (USPI) ha scritto ai sottosegretari
alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti,
affermando che il provvedimento e' "un fatto di inaudita
gravita' e potenzialmente idoneo a decimare concretamente
un settore gia' in grave crisi come quello dell’editoria medio-piccola.
Le agevolazioni postali sono previste da decenni da leggi
che ne fissano i criteri di applicazione e demandano ai decreti
ministeriali esclusivamente la misura delle tariffe e delle
conseguenti agevolazioni. I decreti, quindi non hanno altra
funzione che quella di eseguire concretamente la volontà del
Parlamento. Disporre con decreto la sospensione delle agevolazioni
significa ottenere un risultato che solo la volontà espressa
dal Parlamento avrebbe potuto ottenere: la fine di questa
forma di sostegno all’editoria". Fra l'altro, "Non
e' possibile che gli editori che hanno gia' venduto gli abbonamenti
annuali da mesi si trovino da un giorno all’altro, e senza
preavviso, nella condizione di dover fronteggiare un aumento
del 120% delle tariffe".
La
Federazione Italiana della Stampa Cattolica, che - con 186
settimanali diocesani - diffonde un milione di copie, ha scritto
a Berlusconi, Letta e Bonaiuti, vollando il decreto come "atto
gravissimo e antidemocratico perche' viene a colpire il pluralismo
dell'informazione" e rilevando che l'aumento improvviso
delle tariffe postali conseguente al decreto interministeriale
che sopprime le agevolazioni per tutta l'editoria libraria,
quotidiana e periodica (circa ottomila testate, tra minuscole
e grandi) sarebbe di oltre il 121%, per cui molte testate
dovrebbero chiudere. La FISC evidenzia che "A partire dalla
legge 46 del 2004 e' stato previsto, e sempre ribadito, che
il rimborso a Poste Italiane per le agevolazioni viene effettuato
nei limiti dello stanziamento previsto nei capitoli. Ma la
norma prevede che siano i rimborsi a Poste Italiane a dipendere
dall'ammontare dello stanziamento, non le tariffe agevolate".
La
Federazione degli editori (FIEG) ritiene che la sospensione
delle tariffe agevolate "avrebbe l'insostenibile effetto
di far gravare sugli editori un nuovo onere" e "di
farlo retroattivamente, e cioe' imponendo la tariffa piena
anche agli abbonamenti in corso, retti da condizioni non piu'
negoziabili. Sarebbe un pesantissimo aggravio di costi per
i gia' difficili bilanci delle imprese che si avvalgono del
servizio postale". La FIEG ricorda che non e' stata ancora
attuata la disposizione di legge che impone alle Poste – in
assenza di concorrenza – un tetto alla compensazione per gli
abbonamenti postali, commisurato al prezzo praticato al miglior
cliente di servizi analoghi".
Secondo
il Segretario Generale della FNSI, Franco Siddi, ha espresso
preoccupazione per la cancellazione di "centinaia di
testate e alcuni migliaia posti di lavoro tra giornalisti,
amministrativi e tecnici" ed ha sottolineato che "Anziche'
trovare la giusta strada dell’apertura della concorrenza del
mercato postale, dell’abbattimento ordinario delle tariffe,
il Governo ha deciso, di punto in bianco, di cancellare le
agevolazioni che – va detto con chiarezza – andavano direttamente
alle Poste italiane, incapaci di proporre tariffe a prezzi
equi o organizzate per applicarle con una base alta alla stampa,
perché tanto la differenza l’avrebbe sempre pagata lo Stato".
Siddi ha evidenziato che "Questi nuovi tagli arrivano,
peraltro, mentre ancora sono aperte le ferite dell’ignobile
taglio dei fondi per la stampa della comunità italiana all’estero,
per la quale si attende una risposta coerente del Governo
agli ordini del giorno di ripristino dei fondi approvati dal
Parlamento. Altro che politica di riforme a piccoli passi!
Con piccole botte, una dietro l’altra, si sta portando un
settore come l’editoria ad una crisi superiore a quella che
ha investito a suo tempo l’Alitalia. Sarebbe davvero un disastro,
che poi lo stesso Stato - all’origine di questo tracollo -
dovrebbe pagare con ben altre risorse. Vorremmo sperare si
sia trattato di errori di valutazione tecnica".
L'Osservatorio
comprende le preoccupazioni espresse dai rappresentanti della
stampa (editori e giornalisti) e le condivide. Abbiamo sempre
sostenuto come in un Paese dominato dalla televisione e con
una informazione televisiva sempre piu' a senso unico, le
forme di comunicazione alternative (come piccole radio e piccola
stampa) vadano potenziate, non penalizzate, per garantire
il pluralismo dell'informazione essenziale per la democrazia.
Riteniamo peraltro che - sebbene alcune imprese editoriali
della famiglia del presidente del Consiglio vengano penalizzate
dal decreto - ci sia un conflitto d'interessi nel colpire
una forma di comunicazione e informazione che ancora resiste,
insieme ad Internet, all'egemonia informativa, e puo' offrire
- a fianco dei contenuti tecnici specialistici di alcune pubblicazioni
- spunti critici che ormai la TV (di Stato o meno che sia)
non riesce piu' a fornire.
Non
vorremo che fosse proprio questo il motivo per cui in una
Italia dove si stanziano miliardi per imprese faraoniche da
far rimbalzare sui soliti TG allineati, si tagliano gli aiuti
alle testate minori.
*
presidente dell'Osservatorio sulla
legalita' e sui diritti Onlus
 
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