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Iran
: la repressione continua
di
Shorsh Surme*
Mentre la Comunità Internazionale, in primis gli Stati Uniti
d’America, discutono animatamente la questione nucleare iraniana,
in quel paese si continua a morire.
La
repressione si fa più dura. Infatti, dopo le lezioni presidenziali
dal 12 giugno 2009 finora sono state eseguite 112 condanne
a morte. Proprio in questi giorni, durante la festa di Newroz
- capodanno Iraniano - i tribunali hanno continuato a lavorare
processando i giovani, studenti, ragazzi e ragazze colpevoli
per aver protestato contro i brogli elettorali, ma sopratutto
contro la repressione della libertà di pensiero che ormai
in Iran è un optional.
Le manganellate e i colpi d’arma da fuoco dei pasdaran e delle
milizie Basiji contro i sostenitori del candidato sconfitto
alle presidenziali, Mir Hossein Moussavi, sono continuati
anche ieri. Anzi, le notizie che da ieri arrivano attraverso
il web e i social network come Twitter sono ancora più inquietanti
e martellanti e mi hanno invaso di tristezza perché non si
puo stare in silenzio di fronte a quello che sta succedendo
in Iran.
Proprio oggi, la TV satellitare curda TishkTv ha dato la notizia
che la milizia presidenziale circonderebbe ospedali e ambasciate
straniere a Teheran per individuare i manifestanti.
Ora
c’è bisogno di costruire un fronte compatto a livello internazionale,
compresa la Russia di Putin e la Cina di Hu Jintao, perché
senza Mosca e Pechino sarebbe praticamente impossibile isolare
Teheran diplomaticamente e attraverso la realizzazione di
un regime sanzionatorio davvero efficace che possa fermare
i regime iraniano.
*
giornalista curdo-iracheno
 
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