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25 marzo 2010
tutti gli speciali

La politica dell'emergenza . L'opinione
di Rodolfo Roselli*

Gli episodi dei rifiuti di Napoli e del terremoto d'Abruzzo , con le loro conclusioni positive,hanno fatto sognare a Silvio Berlusconi non solo di poter accrescere infinitamente il suo consenso, ma di usare ed estendere i metodi dell'emergenza usati ,e trasformarli nella sua normale condotta di governo. Non a caso ha citato la possibilità di fare cose analoghe con la soluzione del problema dell'affollamento delle carceri. Una buona occasione, offerta su un piatto d'argento dal governo Prodi che, quando le prigioni traboccavano, era riuscito solo a varare un indulto (approvato a larga maggioranza in parlament, ndr), senza accoppiarlo con la costruzione di nuovi penitenziari e senza creare alternative al problema dei detenuti in attesa di giudizio. Un clamoroso fallimento, dimostrato dal fatto che oggi siamo al punto di prima.

Ma se il governo Prodi avesse varato un piano per la costruzione delle carceri con i sistemi e i vincoli classici, gli sarebbe servito almeno un decennio, e invece Berlusconi ha sognato di costruire le carceri a velocità sconosciute, dimenticando completamente le regole costruite, non a caso, nella nostra democrazia e imitando i metodi usati a suo tempo da Mussolini. Il sogno era giustificato perché così aveva fatto a Napoli e in Abruzzo, e dunque perché non farlo ancora? Anche questa poteva passare per una emergenza.

Ma la bravura realizzativa di Bertolaso, non è tutta dovuta alla persona, ma essenzialmente al fatto che gli sono stati concessi strumenti esclusivi fuori da ogni regola o vincolo. E' facile affidare i lavori con trattativa privata, è facile evitare di logorarsi nelle gare pubbliche, non facendo il bando di concorso,non pubblicandolo sulla Gazzetta Ufficiale,non dover presentare i progetti, valutare le offerte, verificare i costi etc. E' facile spendere i fondi senza rendere conto a nessuno, senza limiti e con la certezza che ogni controllo od obiezione sarebbe stato messo a tacere, cose giustificabili una tantum nell'emergenza, perché gli obiettivi da raggiungere ,se divengono più importanti delle economie da realizzare, vale la pena di agire in fretta, anche se agire in fretta si paga a caro prezzo,ma una tantum, non sempre! Ma il trucco è sempre lo stesso, se tutto questo è lecito, allora basta ridefinire cosa s'intende per emergenza, e siccome in Italia, proprio per l'incapacità di fare le cose in tempi utili tutto ritarda, tutto resta incompiuto, tutto, prima di essere finito già è obsoleto e inutile, è facile dire che tutto è emergenza, e il gioco è fatto.

E così Bertolaso, fa molto comodo usarlo da almeno dieci anni da tutti i governi, per l'organizzazione di tutto ciò che concorre all'immagine del potere di turno, l'organizzazione di grandi eventi, come i campionati mondiali di nuoto fino ai viaggi del Papa che, con l'emergenza non hanno niente a che fare. In questo modo in Italia tutto l'ordinario è emergenza, e tutta l'emergenza è un fatto ordinario.

Ma il metodo Bertolaso presenta alcuni punti deboli, dichiarati e non dichiarati, e questi punti lo hanno condotto al collasso. Il primo punto, che non si dice, è il fatto che il suo potere si è ingrandito a misura tale da costituire un danno per alcuni ministri del governo Berlusconi, che ha toccato clientele elettorali, che era stato designato come ministro, probabilmente a danno di altri, e soprattutto diventando il beniamino di Berlusconi ne aveva catturata tutta la fiducia e l'entusiasmo. Insomma era diventato un elemento pericoloso per la carriera di altri e quindi andava per lo meno ridimensionato se non cancellato, e così, senza dirlo, si è lavorato nell'ambito della stessa maggioranza per affondare anche la proposta, ulteriormente minacciosa, della Protezione Civile SpA che, come vedremo prevedeva privilegi incredibili, salvo poi tutti a battere le mani in Consiglio dei Ministri per lodare lo stesso Bertolaso, anche perché battere le mani non costa nulla.

Il secondo punto è che la pesante burocrazia esistente, che frena ogni iniziativa, è nata dal sano desiderio di garantire il corretto uso del denaro pubblico, cosa che in realtà non è riuscita a fare, perché non solo è stata costruita con una continua stratificazione di nuove leggi e regolamenti sempre più garantisti, ma anche perché non sono mai stati eliminati quelli da sostituire, per il semplice fatto che queste avevano dato potere a gruppi di burocrati, un potere che non intendevano più mollare. Tutto questo tra competenze in conflitto, prerogative da salvare, regole in cotrato tra loro ha creato un caos normativo che ha fatto sì che l'Italia avesse un patrimonio di leggi e regole dieci volte superiore a quello di qualunque paese europeo, e in questo caos, è molto agevole che i furbi malfattori abbiano buon gioco. Non solo dunque rallentamento di ogni iniziativa, ma creazione del terreno fertile per generare prima "mani pulite" poi tangentopoli, vallettopoli, etc. senza nessuna garanzia per il corretto uso del denaro pubblico e nonostante l'occhio vigile della Corte dei Conti e della Ragioneria dello Stato.

Se i lestofanti hanno avuto via libera, nonostante la presenza di questa struttura teoricamente controllata da più persone, figuriamoci che paese di Bengodi hanno trovato con l'introduzione del metodo Bertolaso, quando con il pretesto della fretta, anche i controlli sono stati ridotti e quando tutto dipendeva dalla decisione di una sola persona, con la garanzia di non avere più l'interferenza dei controlli istituzionali. Quindi non ci si deve meravigliare che si sia verificata corruzione, concussione, malaffare, lavori eseguiti con costi raddoppiati, ricatti incrociati etc. Ma…tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino … è così ad un certo punto tutto è scoppiato travolgendo il metodo Bertolaso.

Il terzo punto che ha affondato questo metodo, è stata la smania di voler accrescere indefinitamente il consenso verso il Primo Ministro. Sull'onda dell'entusiasmo questi ha pensato di scavalcare sistematicamente qualsiasi norma è così ha pensato di usare questo metodo "veloce" in Parlamento con i decreti legge, con i voti di fiducia, evitando ogni contestazione, nella giustizia con il processo breve, con il legittimo impedimento, con la riduzione dei tempi di prescrizione e nascondendo le intercettazioni e finalmente, come oggi tentando di creare la Protezione Civile SpA, con procedure e regole per produrre opere pubbliche, che sono molto vicine alla follia amministrativa, giuridica e costituzionale.

Tanto per non restare nel vago alcune di queste regole erano:
1. Il personale della protezione civile non poteva essere soggetto ad azioni giudiziarie e arbitrali, e anche le azioni eventualmente pendenti erano sospese.
2. I debiti insoluti della Protezione Civile non dovevano mai produrre interessi e neppure rivalutazioni monetarie.
3. tutte le assunzioni della Protezione Civile erano fatte senza concorso pubblico
4. Nell' ambito, per ora, del Ministero per i Beni Culturali, tutti coloro che avessero svolto incarichi dirigenziali per cinque anni, sarebbero stati promossi automaticamente a dirigenti di prima fascia.
5. Il commissario competente per la costruzione di nuove carceri poteva a suo piacimento localizzare, espropriare, occupare e deliberare e sulle sue decisioni poteva ricorrere solo il giudice ordinario o, eccezionalmente, il Presidente della Repubblica, ma non il TAR o il Consiglio di Stato.
6. La scelta delle ditte e la loro vigilanza era di esclusiva competenza della Protezione Civile
7. Dovevano essere considerate emergenze tutte le grandi opere, le carceri, gli eventi sportivi, la Croce Rossa, le reti di distribuzione dell' energia, le centrali elettriche e nucleari.
8. La nomina dei commissari per la gestione di ciascuna emergenza non doveva essere più soggetta alle norme stabilite con la legge del 1988 della Presidenza del Consiglio.

Dunque un sistema di procedure private per realizzare lavori pubblici, con la differenza che nei progetti privati il denaro è del privato, che ne può fare quel che vuole e anche buttarlo dalla finestra, con i lavori pubblici il denaro è nostro, e noi pretendiamo di sapere come viene speso.

(...)

* stralcio dell'intervento su Radio Gamma 5 del 24.3.2010 e su Challenger TV satellitare Sky 922 ogni giorno dal lunedì al venerdì

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