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La
politica dell'emergenza . L'opinione
di
Rodolfo Roselli*
Gli
episodi dei rifiuti di Napoli e del terremoto d'Abruzzo ,
con le loro conclusioni positive,hanno fatto sognare a Silvio
Berlusconi non solo di poter accrescere infinitamente il suo
consenso, ma di usare ed estendere i metodi dell'emergenza
usati ,e trasformarli nella sua normale condotta di governo.
Non a caso ha citato la possibilità di fare cose analoghe
con la soluzione del problema dell'affollamento delle carceri.
Una buona occasione, offerta su un piatto d'argento dal governo
Prodi che, quando le prigioni traboccavano, era riuscito solo
a varare un indulto (approvato a larga maggioranza in parlament,
ndr), senza accoppiarlo con la costruzione di nuovi penitenziari
e senza creare alternative al problema dei detenuti in attesa
di giudizio. Un clamoroso fallimento, dimostrato dal fatto
che oggi siamo al punto di prima.
Ma se il governo Prodi avesse varato un piano per la costruzione
delle carceri con i sistemi e i vincoli classici, gli sarebbe
servito almeno un decennio, e invece Berlusconi ha sognato
di costruire le carceri a velocità sconosciute, dimenticando
completamente le regole costruite, non a caso, nella nostra
democrazia e imitando i metodi usati a suo tempo da Mussolini.
Il sogno era giustificato perché così aveva fatto a Napoli
e in Abruzzo, e dunque perché non farlo ancora? Anche questa
poteva passare per una emergenza.
Ma
la bravura realizzativa di Bertolaso, non è tutta dovuta alla
persona, ma essenzialmente al fatto che gli sono stati concessi
strumenti esclusivi fuori da ogni regola o vincolo. E' facile
affidare i lavori con trattativa privata, è facile evitare
di logorarsi nelle gare pubbliche, non facendo il bando di
concorso,non pubblicandolo sulla Gazzetta Ufficiale,non dover
presentare i progetti, valutare le offerte, verificare i costi
etc. E' facile spendere i fondi senza rendere conto a nessuno,
senza limiti e con la certezza che ogni controllo od obiezione
sarebbe stato messo a tacere, cose giustificabili una tantum
nell'emergenza, perché gli obiettivi da raggiungere ,se divengono
più importanti delle economie da realizzare, vale la pena
di agire in fretta, anche se agire in fretta si paga a caro
prezzo,ma una tantum, non sempre! Ma il trucco è sempre lo
stesso, se tutto questo è lecito, allora basta ridefinire
cosa s'intende per emergenza, e siccome in Italia, proprio
per l'incapacità di fare le cose in tempi utili tutto ritarda,
tutto resta incompiuto, tutto, prima di essere finito già
è obsoleto e inutile, è facile dire che tutto è emergenza,
e il gioco è fatto.
E così Bertolaso, fa molto comodo usarlo da almeno dieci anni
da tutti i governi, per l'organizzazione di tutto ciò che
concorre all'immagine del potere di turno, l'organizzazione
di grandi eventi, come i campionati mondiali di nuoto fino
ai viaggi del Papa che, con l'emergenza non hanno niente a
che fare. In questo modo in Italia tutto l'ordinario è emergenza,
e tutta l'emergenza è un fatto ordinario.
Ma il metodo Bertolaso presenta alcuni punti deboli, dichiarati
e non dichiarati, e questi punti lo hanno condotto al collasso.
Il primo punto, che non si dice, è il fatto che il suo potere
si è ingrandito a misura tale da costituire un danno per alcuni
ministri del governo Berlusconi, che ha toccato clientele
elettorali, che era stato designato come ministro, probabilmente
a danno di altri, e soprattutto diventando il beniamino di
Berlusconi ne aveva catturata tutta la fiducia e l'entusiasmo.
Insomma era diventato un elemento pericoloso per la carriera
di altri e quindi andava per lo meno ridimensionato se non
cancellato, e così, senza dirlo, si è lavorato nell'ambito
della stessa maggioranza per affondare anche la proposta,
ulteriormente minacciosa, della Protezione Civile SpA che,
come vedremo prevedeva privilegi incredibili, salvo poi tutti
a battere le mani in Consiglio dei Ministri per lodare lo
stesso Bertolaso, anche perché battere le mani non costa nulla.
Il secondo punto è che la pesante burocrazia esistente, che
frena ogni iniziativa, è nata dal sano desiderio di garantire
il corretto uso del denaro pubblico, cosa che in realtà non
è riuscita a fare, perché non solo è stata costruita con una
continua stratificazione di nuove leggi e regolamenti sempre
più garantisti, ma anche perché non sono mai stati eliminati
quelli da sostituire, per il semplice fatto che queste avevano
dato potere a gruppi di burocrati, un potere che non intendevano
più mollare. Tutto questo tra competenze in conflitto, prerogative
da salvare, regole in cotrato tra loro ha creato un caos normativo
che ha fatto sì che l'Italia avesse un patrimonio di leggi
e regole dieci volte superiore a quello di qualunque paese
europeo, e in questo caos, è molto agevole che i furbi malfattori
abbiano buon gioco. Non solo dunque rallentamento di ogni
iniziativa, ma creazione del terreno fertile per generare
prima "mani pulite" poi tangentopoli, vallettopoli, etc. senza
nessuna garanzia per il corretto uso del denaro pubblico e
nonostante l'occhio vigile della Corte dei Conti e della Ragioneria
dello Stato.
Se i lestofanti hanno avuto via libera, nonostante la presenza
di questa struttura teoricamente controllata da più persone,
figuriamoci che paese di Bengodi hanno trovato con l'introduzione
del metodo Bertolaso, quando con il pretesto della fretta,
anche i controlli sono stati ridotti e quando tutto dipendeva
dalla decisione di una sola persona, con la garanzia di non
avere più l'interferenza dei controlli istituzionali. Quindi
non ci si deve meravigliare che si sia verificata corruzione,
concussione, malaffare, lavori eseguiti con costi raddoppiati,
ricatti incrociati etc. Ma…tanto va la gatta al lardo, che
ci lascia lo zampino … è così ad un certo punto tutto è scoppiato
travolgendo il metodo Bertolaso.
Il terzo punto che ha affondato questo metodo, è stata la
smania di voler accrescere indefinitamente il consenso verso
il Primo Ministro. Sull'onda dell'entusiasmo questi ha pensato
di scavalcare sistematicamente qualsiasi norma è così ha pensato
di usare questo metodo "veloce" in Parlamento con i decreti
legge, con i voti di fiducia, evitando ogni contestazione,
nella giustizia con il processo breve, con il legittimo impedimento,
con la riduzione dei tempi di prescrizione e nascondendo le
intercettazioni e finalmente, come oggi tentando di creare
la Protezione Civile SpA, con procedure e regole per produrre
opere pubbliche, che sono molto vicine alla follia amministrativa,
giuridica e costituzionale.
Tanto per non restare nel vago alcune di queste regole erano:
1. Il personale della protezione civile non poteva essere
soggetto ad azioni giudiziarie e arbitrali, e anche le azioni
eventualmente pendenti erano sospese.
2. I debiti insoluti della Protezione Civile non dovevano
mai produrre interessi e neppure rivalutazioni monetarie.
3. tutte le assunzioni della Protezione Civile erano fatte
senza concorso pubblico
4. Nell' ambito, per ora, del Ministero per i Beni Culturali,
tutti coloro che avessero svolto incarichi dirigenziali per
cinque anni, sarebbero stati promossi automaticamente a dirigenti
di prima fascia.
5. Il commissario competente per la costruzione di nuove carceri
poteva a suo piacimento localizzare, espropriare, occupare
e deliberare e sulle sue decisioni poteva ricorrere solo il
giudice ordinario o, eccezionalmente, il Presidente della
Repubblica, ma non il TAR o il Consiglio di Stato.
6. La scelta delle ditte e la loro vigilanza era di esclusiva
competenza della Protezione Civile
7. Dovevano essere considerate emergenze tutte le grandi opere,
le carceri, gli eventi sportivi, la Croce Rossa, le reti di
distribuzione dell' energia, le centrali elettriche e nucleari.
8. La nomina dei commissari per la gestione di ciascuna emergenza
non doveva essere più soggetta alle norme stabilite con la
legge del 1988 della Presidenza del Consiglio.
Dunque un sistema di procedure private per realizzare lavori
pubblici, con la differenza che nei progetti privati il denaro
è del privato, che ne può fare quel che vuole e anche buttarlo
dalla finestra, con i lavori pubblici il denaro è nostro,
e noi pretendiamo di sapere come viene speso.
(...)
*
stralcio dell'intervento su Radio
Gamma 5 del 24.3.2010 e su Challenger TV satellitare Sky 922
ogni giorno dal lunedì al venerdì
 
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