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Parlamentari
alla sbarra... in Gran Bretagna
di Giulia Alliani
Quattro parlamentari alla sbarra: nel Regno Unito insistono
a definirlo processo per furto, ma, in Italia, sappiamo bene
che si tratta di guerra tra magistratura e politica.
A
Londra, nell'ambito dello scandalo per i rimborsi spese gonfiati,
il loro caso era stato giudicato pił grave e complesso di
quello delle centinaia di colleghi del Parlamento ai quali
e' stato semplicemente intimato di restituire le somme non
dovute. Per i quattro erano stati ravvisati gli estremi per
un'incriminazione da parte della Pubblica accusa e dunque,
come previsto, nel primo pomeriggio dell'11 marzo, prima i
tre laburisti e poi un lord conservatore, si sono presentati
davanti alla Magistrates' Court della City of Westminster
per rispondere dei reati previsti alla sezione 17 della Legge
sul Furto del 1968.
Un'udienza
brevissima, poco pił' di una ventina di minuti, solo per declinare
le proprie generalitą' e dichiararsi innocenti e totalmente
estranei alle accuse. Prima dell'ingresso dei tre, il loro
avvocato, Julian Knowles, si era rivolto al giudice Timothy
Workman chiedendo un favore per i propri assisiti: che non
venisse loro imposto di sedere nella gabbia degli imputati.
"La normale procedura prevede che gli imputati siedano nella
gabbia. Penso che dovrebbero andarci" ha risposto il giudice,
tutt'altro che convinto della necessita' di adottare il trattamento
speciale invocato dalla difesa.
Ancora ignari della normale procedura, i parlamentari imputati,
reduci dalla trionfale accoglienza ricevuta all'arrivo in
tribunale, dove erano stati accolti dal pubblico al grido
di "maiali!", "oink, oink" e "restituiteci i nostri soldi!",
al loro ingresso, si dirigevano verso il centro dell'aula,
per accomodarsi dietro agli avvocati, ma un usciere del tribunale
li preveniva, facendo loro strada verso la gabbia, posta in
un angolo.
L'avvocato Knowles, come preannunciato, ha invocato per i
suoi assistiti l'immunitą parlamentare, sancita dal Bill of
Rights del 1689, specificando che essi non si considerano
"al di sopra della legge", ma ritengono che, per non violare
il principio della separazione dei poteri, le accuse loro
rivolte dovrebbero essere sottoposte al vaglio del Parlamento
e non discusse davanti ad un tribunale penale. Sul punto dovra'
decidere un giudice della Crown Court. La prossima udienza
e' stata quindi fissata per la fine di marzo di fronte alla
Crown Court di Southwark.
 
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