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07 marzo 2010
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Iraq : tra la paura e la speranza
di Shorsh Surme*

Tra la paura e la speranza, per la seconda volta nella triste storia del Paese, oggi i popoli dell’Iraq andranno alle urne per rinovare il parlamento federale.

A differenza dalle elezioni del 2005, questa volta si presentano 6 liste per un totale di 22 partiti. Ogni candidato dovrà ottenere non meno di 100.000 voti per essere eletto. Il numero dei parlamentari passerà dagli attuali 275 a 325. Inoltre, secondo la recente legge elettorale, l’articolo terzo ha stabilito il numero preciso di rappresentanti per le minoranze etniche e religiose. Ad esempio i Cristiani hanno diritto a 5 rappresentanti, mentre gli Yazidi d’etnia curda radicati nella zona di Ninive ed i Sabei-Mandei dispongono di un solo rappresentante.

Anche i Curdi hanno avuto un ruolo molto positivo nel cambiare la legge elettorale, infatti, sono riusciti a fare approvare un assetto federale, per cui l’unità nazionale altro non è che la somma delle parti. La Costituzione, infatti, prevede che siano formate delle regioni (anche se al momento ne esiste solo una, il Kurdistan) dotate di propri organi, e “governatorati non inclusi in nessuna regione”, status al momento conferito a Kirkuk, in attesa di risolvere la contesa.

La città di Kirkuk - definita 'Gerusalemme curda' - si trova nel territorio del Kurdistan. E' una città multietnica, in cui vivono Arabi, Turcomanni, e Curdi, assieme ad altre minoranze. E' famosa per i suoi giacimenti petroliferi che i Curdi non hanno mai potuto usare per il proprio ben essere e sviluppo.

Nel corso della Campagna di Al-Anfal contro i Curdi tra 1988 e 1989, il regime baathista di Saddam Hussein deportò centinaia di migliaia di famiglie curde lontano dalle loro case di Kirkuk e le sostituì con quelle di operai arabi addetti all'industria petrolifera, oltre che con altre popolazioni di lingua non curda che Saddam trasferì in quella città dal sud dell'Iraq.

Questa campagna di arabizzazione attuata con la forza mirava a trasformare in una città araba la città curda di Kirkuk, storicamente multietnica a forte maggioranza curda, secondo gli stessi censimenti del regime baathista. Le famiglie curde vennero lasciate senza casa, dopo essere state sfrattate a forza dai soldati di Saddam, e dovettero perciò installarsi in campi profughi. Dopo la caduta del regime di Saddam, molte famiglie curde hanno fatto ritorno a Kirkuk intenzionate a convivere pacificamente con le altre etnie.

Ora, speriamo che il foturo parlamento possa riolvere la questione di Kirkuk definitivamente.

* giornalista curdo-iracheno

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