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Iraq
: tra la paura e la speranza
di
Shorsh Surme*
Tra la paura e la speranza, per la seconda volta nella triste
storia del Paese, oggi i popoli dell’Iraq andranno alle urne
per rinovare il parlamento federale.
A
differenza dalle elezioni del 2005, questa volta si presentano
6 liste per un totale di 22 partiti. Ogni candidato dovrà
ottenere non meno di 100.000 voti per essere eletto. Il numero
dei parlamentari passerà dagli attuali 275 a 325. Inoltre,
secondo la recente legge elettorale, l’articolo terzo ha stabilito
il numero preciso di rappresentanti per le minoranze etniche
e religiose. Ad esempio i Cristiani hanno diritto a 5 rappresentanti,
mentre gli Yazidi d’etnia curda radicati nella zona di Ninive
ed i Sabei-Mandei dispongono di un solo rappresentante.
Anche
i Curdi hanno avuto un ruolo molto positivo nel cambiare la
legge elettorale, infatti, sono riusciti a fare approvare
un assetto federale, per cui l’unità nazionale altro non è
che la somma delle parti. La Costituzione, infatti, prevede
che siano formate delle regioni (anche se al momento ne esiste
solo una, il Kurdistan) dotate di propri organi, e “governatorati
non inclusi in nessuna regione”, status al momento conferito
a Kirkuk, in attesa di risolvere la contesa.
La
città di Kirkuk - definita 'Gerusalemme curda' - si trova
nel territorio del Kurdistan. E' una città multietnica, in
cui vivono Arabi, Turcomanni, e Curdi, assieme ad altre minoranze.
E' famosa per i suoi giacimenti petroliferi che i Curdi non
hanno mai potuto usare per il proprio ben essere e sviluppo.
Nel
corso della Campagna di Al-Anfal contro i Curdi tra 1988 e
1989, il regime baathista di Saddam Hussein deportò centinaia
di migliaia di famiglie curde lontano dalle loro case di Kirkuk
e le sostituì con quelle di operai arabi addetti all'industria
petrolifera, oltre che con altre popolazioni di lingua non
curda che Saddam trasferì in quella città dal sud dell'Iraq.
Questa
campagna di arabizzazione attuata con la forza mirava a trasformare
in una città araba la città curda di Kirkuk, storicamente
multietnica a forte maggioranza curda, secondo gli stessi
censimenti del regime baathista. Le famiglie curde vennero
lasciate senza casa, dopo essere state sfrattate a forza dai
soldati di Saddam, e dovettero perciò installarsi in campi
profughi. Dopo la caduta del regime di Saddam, molte famiglie
curde hanno fatto ritorno a Kirkuk intenzionate a convivere
pacificamente con le altre etnie.
Ora,
speriamo che il foturo parlamento possa riolvere la questione
di Kirkuk definitivamente.
*
giornalista curdo-iracheno
 
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