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Corruzione
: tardi e male
di
Pierpaolo Benni
La
stampa del post terremoto mediatico che ha investito la Protezione
civile, vittima sacrificale del disastro della politica economica
bipartisan italiana che ogni giorno di più non riesce a nascondere
le conseguenze drammatiche della Crisi Economica in arrivo
in Europa con le menzogne fatte di pecette ormai alla giornata,
sta trasmettendo tardi e male l’indicazione di colpe passate,
presenti e future, incomprensibilmente moderando il linguaggio
verso chi ha creato tutto lo sconquasso.
È pur vero che, finalmente, il Capo del Governo attuale invoca
l’ostracismo dalle Candidature ad Assemblee Elettive di personaggi
“indagati“, apparentemente superando l’inganno della “versione
Italia dei Valori“ della stessa proposta, che si limita ai
“condannati con sentenza esecutiva“, cioè ai defunti, visti
i tempi della Giustizia italiana. Ma è altrettanto vero che
i suoi cortigiani, contestualmente tranquillizzano il loro
ambiente che “la cosa non varrà per le prossime Elezioni mancando
il tempo per formalizzare la norma“, dopo di che io scommetto
che tutto passerà nel dimenticatoio, visto che occorrerebbe
cominciare con il cancellare banalmente la depenalizzazione
del falso in bilancio (govoreno Berlusconi, ndr), che sta
alla base di tutte le privatizzazioni alla Prodi con cui è
stato demolito in Italia l’equilibrio Pubblico – Privato.
Buono
che finalmente un fondo a firma importante del Corriere, "La
selva oscura delle procedure" tocchi il tema dell’irresponsabile
confusione montata con quelle privatizzazioni, ma per toni
così distesi il tempo purtroppo è scaduto: forse un simile
articolo poteva essere utile 30 anni fa! Idem per "La
politica privatizzata (e sfiduciata)" … Perché poche
cose danno l’idea del punto cui è giunta la privatizzazione
della politica come un Parlamento in cui non si entra come
eletti dal popolo, ma in quanto nominati dai leader“. Ed ancora
per "I rintocchi della campana greca e le paure delle
economie vulnerabili", dove l’ipotesi che la Grecia possa
riprendersi con la cura “Argentina 2002“ ricorda il millepiedi
artritico, dato che l’Argentina è un Paese ricchissimo di
risorse naturali quanto la Grecia ne è poverissima; o l’indicazione
che “la sovranità dello Stato (greco) sarà severamente limitata
“in contropartita all’intervento dell’Unione o del Fondo",
come se l’Unione o il Fondo, corresponsabili del dramma che
ha colpito l’Economia dell’Occidente, fossero qualificati
ad indicare soluzioni dopo aver dimostrato di non saper gestire
nemmeno l’emergenza mondiale pur avendo risaccheggiato le
risorse pubbliche!
Per
continuare con il “Lamento di Federico (Giuseppe)", "La
corruzione e' dilagante. L'Italia puo' restarne schiacciata"
che promette “Abbiamo il potere di avvalerci delle strutture
dello Stato, delle forze dell’ordine, della stessa magistratura,
e lo useremo “sorvolando sul fatto che tutto questo esisteva
anche ieri (ed anche nella “Prima Repubblica“), ma chissà
perché non è stato mai utilizzato. E per finire con "Tangenti,
non servono. IO sono un uomo ricco", dove si direbbe
che di vero c’è l’ammissione che un dipendente dello Stato
che guadagni 2,5 MIL di EURO all’anno appare effettivamente
come un “uomo (scandalosamente) ricco“; o con la sorpresa
della fu orgogliosa Inghilterra, che affida i suoi studenti
della London School of Economics ad una dotta lezione di Massimo
D’Alema, protagonista da 30 anni degli invidiabili, eccezionali
insuccessi della politica italiana. Per fortuna che l’ultimo
rampollo della fu Casa regnante in Italia rivaluta negli intrallazzi
di Sanremo le criticate figure del nonno Vittorio Emanuele
Terzo e del padre Vittorio Emanuele … senza numeri.
Di serio, in questo sbandierare di urlatori allo sbando, c’è
il fallimento del Paese Italia realizzato da 30 anni di Politica
con Governi affidati ad eccezionali incompetenti ambiziosi,
prodotti dal suicidio dell’Occidente attraverso la “operazione
sessantotto“, con risalita in superficie degli scheletri finora
mantenuti nascosti da manifesti pubblicitari, mentre si esaurivano
i soldi nascosti nei materassi dai nonni. Il Festival Bertolaso,
al di là della superficialità manageriale da avanspettacolo
trasmessagli dall’esempio del padrino Titolare di P.M.I.,
deriva dalla lotta divenuta cruenta in ambito C.d.L. fra il
gruppo storico che ne ha guidato l’Economia detenendo “ambo
le chiavi del cuor di Federico-Silvio“ per poi farlo trovare
in braghe di tela per incompetente presunzione ed assenza
di visione politica, e l’ala storicamente rivale, di fronte
alla gravissima smusata contro l’astuzia di utilizzare, per
realizzare la fantastica Protezione Civile S.p.A., l’immagine
del “Guido Prodigo“, divenuto tale per aver percorso i sentieri
fra le macerie nelle vesti di Babbo Natale con le tasche piene
di soldi da utilizzare ad libitum per lutti o festini.
Io,
come sempre ottimista, voglio illudermi che l’incredibile
povertà culturale che emerge dalle nuove figure di Federali
della C.d.L., come quelle viste a L’Infedele la sera del 22.02
che si aggiungono ai residui del socialismo craxiano nella
visione fasci-nazional-comunista di quel Partito, lo portino
rapidamente all’implosione, restituendo gli Elettori confiscati
alla ricerca di centri di coagulazione alternativi, magari
sulle due sponde ideologiche attualmente inesistenti di Sinistra
e Destra coscientemente Democratiche. Le quali, in presenza
di problemi economici e sociali sconosciuti negli ultimi 40
anni, non possono tollerare l’ennesima riconferma dell’attuale
Classe Dirigente Politica, Culturale, Lavorativa ed Imprenditoriale
che manca delle minime competenze, e di cui è quindi necessario
il contestuale il rinnovo libero da influenze Sessantottine
ed illusioni da Second Life, come evidenziato il 23.02, non
è mai l’abito che fa il monaco, vista la distanza dei solisti
che si sono esibiti sotto il tendone targato Confindustria.
Santificata
la nostra Costituzione in una teca a prova di fucile, dovremo
dedicarci a formulare Leggi Elettorali Democratiche con soglie,
ma senza premi né trucchi di alcun genere; a definire l’autonomia,
la responsabilità e la composizione esclusivamente su base
meritocratica dei Poteri di Bilanciamento con abolizione tombale
dello Spoil System; a sancire la totale ed impenetrabile separazione
fra Economia Privata ed Economia Pubblica con distinte Organizzazioni
rappresentative e, in quest’ambito, il rientro nelle Casse
Pubbliche di tutto il denaro “prestato o comunque concesso
ai Privati a fronte dell’emergenza in corso“, per destinarlo
al riscatto di tutte le strutture falsamente privatizzate
in tutto o in parte; a ridefinire tutta la Contrattualistica
del Lavoro Pubblico in considerazione degli obiettivi di servizio
e non di profitto di quei ruoli, quindi con aspetti normativi
e retributivi in nulla connessi al rischio intrinseco all’attività
Privata.
Gli
equilibri mondiali futuri imporranno una ripartizione nuova
della distribuzione della capacità d’acquisto con un diverso
peso relativo di servizi al Cittadino d’origine pubblica,
realizzazione di beni necessari, e tempo libero; e con un
progressivo riequilibrio fra offerta e richiesta di Lavoro
che, come sempre accaduto, dovrà estendere progressivamente
la quota parte riservata al riposo, da suddividere al meglio
in funzione delle aspettative di vita, anche in presenza dell’utile
mercato dei consumi sostenuto dai comunque “parassitari“ proventi
finanziari (oggi ho trovato l’ennesimo artigiano soffocato
dall’inutile Filiale di Banca!). Le
decisioni connesse alla complessità e novità di queste ovvie
evoluzioni, esigono sensibilità che, salvo eccezioni, non
possono trovare la necessaria apertura mentale ed esperienza
in persone giovani, cui invece spetta il ruolo di promotrici
infaticabili del nuovo: invece la Storia ricorda i giovani
solo per le Glorie militari.
Dossier
etica e politica
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