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Corruzione
: un nuovo vaccino
di
Domenico Ciardulli
E'
interessante il dibattito di questi giorni sulla corruzione
sui maggiori quotidiani nazionali. Lo hanno innescato, tra
i primi, Ernesto Galli Della Loggia e Eugenio Scalfari. "La
corruzione sale dal basso verso l'alto o scende dall'alto
verso il basso?" si domandava domenica scorsa il fondatore
de "La Repubblica" sposando nell'argomentazione la seconda
ipotesi e replicando indirettamente alle diverse conclusioni
dell'illustre editorialista del Corriere della Sera. Se volessimo
sbizzarrirci giocosamente potremmo dire anche che contro le
definizioni "Italia ipocrita" e "società malandrina", contenuti
negli articoli del prof. Galli Della Loggia, si è rivoltato
anche il pubblico televisivo del festival di Sanremo che ha
premiato col televoto la canzone "Italia amore mio" di Emanuele
Filiberto e Pupo.
Con puntuale ovvietà Scalfari, quasi come fosse un apostolo
di Gesù, sembra accomunare la sua controparte (Berlusconi,
Verdini, Letta, Bertolaso...) nel ruolo di "Satana" quando
cita un capitolo de "I fratelli Karamàzov", celebre romanzo
di Dostoevskij. Il giornalista riporta il passaggio in cui
il "Grande Inquisitore" spiega a Gesù, incarcerato e condannato
a morte, quanto sia necessaria un'autorità forte, quella da
lui rappresentata, che dia al popolo il pane terreno, non
la promessa del pane celeste, e richieda agli uomini obbedienza,
in modo che essi siano davvero felici. In precedenti editoriali
Scalfari aveva anche scritto di una sorta di rivincita della
società civile rispetto ai partiti citando come esempio le
candidature di Vendola e Bonino alle elezioni regionali di
Puglia e Lazio. Secondo Scalfari, queste scelte sarebbero
il segnale positivo di una pressione moralizzatrice dei cittadini
rispetto alla prassi partitica di imporre i propri candidati.
Da questi ragionamenti, il celebre fondatore de "La Repubblica"
traccia una diagnosi etica del paese dove si schiera dalla
parte di chi andrà a votare alle elezioni regionali contro
i "corrotti" e i "corruttori", i quali, ovviamente, starebbero
nella parte opposta alla sua. Galli Della Loggia sembra controreplicare
a Scalfari quando scrive nel suo editoriale di domenica scorsa:
"E perché mai nessun partito, nessuno schieramento, ha mai
preso le misure necessarie per una vasta e radicale opera
di moralizzazione pubblica? Non sarà forse, si chiede il professore,
che un'opera del genere avrebbe suscitato molta più opposizione
che consenso elettorale? Ma a Galli Della Loggia si sovrappone
l'uscita di Luca Cordero Di Montezemolo. Il presidente della
Fiat, intervenuto martedì 23 febbraio all'inaugurazione della
nuova scuola di Governement della Luiss, ha invitato gli italiani
a non autoflagellarsi, "a non cedere alla leggenda consolatoria
secondo cui tutti sono uguali e tutti rubano alla stessa maniera".
A
mio avviso, entrambi gli illustri editorialisti, pur ammirevoli
per la scelta di un argomento così importante, hanno fatto
un'analisi socio-politica leggermente monca. Infatti dalle
riflessioni domenicali di Scalfari emerge un'evidente faziosità
partigiana che non sembra tenere conto della trasversalità
politica di malcostume e malaffare. Mentre la teoria sulle
radici della corruzione di Galli Della Loggia peccano, a nostro
avviso, di una certa superficialità antistorica e antiscientifica.
Sembra quasi che il prof. Galli Della Loggia si erga al di
sopra di secoli di studi e riflessioni filosofiche (Tocqueville,
Rousseau, Freud, Marx ecc... ) per ridurre tutto ad un'unica
rilettura: in Italia la corruzione politica esiste perchè
"ha come sponda una società moralmente opaca". Facile dirlo
quando si sta dietro una cattedra prestigiosa o in postazioni
privilegiate ad alto reddito. Ma si possono definire complici
della corruzione i milioni di cittadini e famiglie per il
fatto che non si oppongano o si adeguino ad un sistema occupato
da oligarchie "massoniche" e potenti lobbies? Con quali strumenti
occorrerebbe ribellarsi se questi poteri deviati sono saldamente
insediati negli avamposti delle garanzie costituzionali come
Giustizia, Sanità, Pubblica Amministrazione, Lavoro...?
Certo
sarebbe bello se se i cittadini avessero le stesse responsabilità
e potessero così facilmente determinare il riscatto etico
del paese. Non ci sarebbero stati i Falcone e i Borsellino,
non ci sarebbero i tanti dipendenti pubblici coraggiosi che
vengono mobbizzati e messi ai margini, le migliaia di lavoratori
delle aziende private che vengono demansionati e/o licenziati
perchè hanno il coraggio di parlare e mettendo a rischio tutto
quello che hanno, non ci sarebbero le tante vittime di malasanità
le quali non si sono raccomandate a nessun primario, non ci
sarebbero gli oltre mille morti sul lavoro ogni anno, non
ci sarebbero le doppie o triple corsie preferenziali nei tribunali,
negli ospedali, nei concorsi, nelle assunzioni e promozioni
e nell'esercizio di diritti costituzionali. Non ci sarebbero
i palinsesti televisivi, centrati sul televoto, che forgiano
le menti delle nuove generazioni verso i "falsi bisogni" e
i "falsi valori" del terzo millennio. Non ci sarebbe il flusso
continuo di notizie preconfezionate da giornali e tv le quali
ci indicano la "strada maestra del pensiero buono" appiccicandoci
addosso un permanente senso di colpa e di inadeguatezza per
tutto ciò che accade.
La riflessione che scaturisce da questa drammatica situazione
del nostro paese pone l'interrogativo su quale sia il modo
migliore di far risuonare forte nel nostro paese una richiesta
collettiva di cambiamento nell'etica dei comportamenti pubblici
e privati. Se il 28 e 29 marzo, date di apertura dei seggi
per le elezioni regionali, tantissimi elettori incrociassero
mani e braccia e si unissero in un vero grande sciopero del
voto, forse arriverebbe a destinazione un primo segnale netto
e forte contro la corruzione. Si potrebbe così sperimentare
un nuovo vaccino che permetta un'inversione di tendenza. La
maggior parte del paese è oggi in balìa di una minoranza di
"azionisti", come li chiama Beppe Grillo. Si tratta di potenti
burattinai che hanno in mano carte truccate con le quali condizionano
la maggior parte delle scelte economiche e politiche nel nostro
paese. Occorre un nuovo inizio, l'innesco di una spirale virtuosa
che renda possibile per tutti l'autodeterminazione e la consapevolezza
dei propri diritti per non essere inseriti nella casistica
fumosa dei "soloni" della carta stampata e dei luccicanti
salotti televisivi.
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